lunedì, maggio 07, 2018

Cañón del Sumidero

Arrivo in Chiapas

Lasciata Città del Messico abbiamo raggiunto in volo Tuxla Gutierrez, la porta di ingresso del Chiapas, da qui inizia la seconda parte del nostro viaggio on the road in Messico. Dopo tanta archeologia era arrivato il momento della natura e dell'avventura con un'escursione nel Cañón del Sumidero, un parco nazionale ma soprattutto un fiume, il Grijalva, che scorre in uno stretto e profondo canyon. che esso stesso ha eroso con pazienza millenaria.


Cañón del Sumidero

L'origine del canyon è molto più antica e va ricercata in una profonda fenditura che si aprì nella crosta terrestre nello stesso periodo in cui  in Arizona si formò il Grand Canyon, poi il fiume ha fatto il resto. Il canyon ha una lunghezza di una trentina di chilometri. A sbarrare le sue acque una diga che dal 1981 viene utilizzata per la produzione di energia idroelettrica e che ha dato vita ad un lago artificiale.

Il canyon può essere ammirato dall'alto grazie a 5 mirador, ma il modo migliore per visitarlo e viverlo è a bordo di barche a motore che partono da Chiapa de Corzo. Qui la prima cosa da fare è indossare il salvagente, obbligatorio, per poi prendere posto a bordo e inziare la navigazione nel fiume per vedere dal basso verso l'alto le altissime pareti verticali, che possono toccare anche i 1.000 metri. Tutto intorno una vegetazione medio/bassa, cascate e grotte. 

Tra le grotte più note la Grotta del Silenzio,  la Grotta della Croce e la Grotta dei colori, dove si trova anche un altarino dedicato alla Vergine di Guadalupe e che ogni anno a dicembre è teatro di una suggestiva processione di barche che vengono qui per rendere omaggio alla patrona del Messico.

Non solo grotte, ma anche cascate, la più nota e spettacolare è quella detta "Albero di Natale", una parete di roccia erosa da una cascata d'acqua di 800 metri e coperta di muschio.

Durante la navigazione è facile vedere diverse specie di uccelli (aironi, cormorani, avvoltoi, martin pescatori), ma anche piccoli mammiferi e, con un po' di fortuna, anche caimani che riposano sulle rive.
Davvero uno spettacolo, non stupisce che questo sia il secondo più importante sito turistico del Chiapas, anche se forse è più noto tra turisti messicani che stranieri.

Questo paradiso naturale però ha anche un aspetto diverso e sicuramente meno poetico. La presenza di tante aree urbane a monte del canyon provoca gravi problemi di inquinamento con l'accumulo di rifiuti, soprattutto plastica che le correnti del fiume tendono ad accumulare con la creazione di piccole isole galleggianti fatte di plastica.

Durante il nostro giro abbiamo visto un gruppo di persone su una barca che, con tanta pazienza, raccoglievano bottiglie di plastica. 

Le lance sono molto veloci e non è detto che riuscirete a non bagnarvi, quindi molto meglio partire attrezzati con un k-way, ma anche occhiali da sole e cappellino.

Il consiglio è quello di andare di mattina, perché qui il buio arriva presto e non è consigliato iniziare il giro dopo le 15,30. Inoltre le barche parono solo quando sono al completo.

Curiosità


Il fiume prende il nome da Juan de Grijalva che nel 1511 partecipò alla conquista di Cuba. Qualche anno dopo ebbe l'incarico di esplorare le coste del Golfo del Messico. Tra le sue scoperte anche l'isola di Santa Cruz, oggi nota come Cozumel, doppiò Cabo Catoche e poi scoprì la foce di grande fiume,che inziò a risalire, fiume che oggi porta il suo nome.

Durane la conquista del Chiapas gli indios non volevano soccombere ai conquistatori e preferirono mantenere la libertà togliersi la vita gettandosi dalle alture del Cañón del Sumidero
Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Booking.com