lunedì, marzo 12, 2018

Da vedere in Messico, Xochicalco





Tra le escursioni che si possono fare con partenza da Città del Messico, c’è anche il sito di Xochicalco, considerato uno dei siti archeologici più belli del Messico centrale.


In realtà non è esattamente vicinissimo: da Città del Messico sono circa un centinaio di chilometri. Xochicalco è situato nello stato di Morelos, tra Taxco e Cuernavaca. Forse anche per questo motivo è un pochino trascurato dai turisti, sebbene sia un sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1999.



Come arrivare a Xochicalco


Xochicalco può essere raggiunto con i mezzi pubblici in pullman da Cuernavaca, ma il modo più semplice è sicuramente quello di disporre di un mezzo proprio. E' proprio per questo motivo che io l’ho visitato solamente in occasione del mio secondo viaggio in Messico, quando avevo a disposizione un pulmino con autista.

Anche viaggiando con un mezzo proprio la distanza c'è e il viaggio è lungo. Per questo motivo l'escursione a Xochicalco ci è costata un’alzataccia, ma non ce ne siamo pentiti, la visita è piaciuta a tutti e poi abbiamo avuto anche occasione per abbinare una visita alle città di Taxco e Cuernavaca.

Uscendo da Città del Messico la strada attraversa la parte più povera del Paese, dai finestrini la vista spazia su un'enorme bidonville che ospita circa 5mila persone che vivono in condizioni estreme, senza acqua corrente, con poca elettricità e perennemente sottoposte al rischio di alluvioni.ù


Xoxhicalco, un po' di storia

Il nome Xochicalco in lingua nahuatl significa "casa dei fiori" e ancora oggi il sito di questa città fortificata, costruita su una collina, è immerso nella natura e regala al visitatore una splendida vista sulla vallata.

Questa sua posizione di sostanziale isolamento, ha contribuito a far arrivare fino a noi il sito in eccellente stato di conservazione.


Interessante scoprire che il periodo di massimo splendore di Xochicalco venga subito dopo la caduta di Teotihuacán. Per questo motivo c'è chi ha ipotizzato che ci sia un nesso, cioè che Xochicalco non fosse stata estranea alla caduta dell'impero di Teotihuacán. Nello stesso periodo si assiste anche alla disgregazione di Monte Albán, Palenque e Tikal.

Il sito archeologico


La città di Xochicalco fu fondata intorno alla seconda metà del VII secolo d.C.. 
Il sito fu occupato nel 200 a.C., gli edifici più rilevanti vennero edificati fra il 700 e il 1000, 

I vari edifici furono costruiti in una posizione elevata, su una serie di colline naturali. Le principali costruzioni cerimoniali sono situate in cima ad un'altura con resti di edifici accessori (non ancora portati alla luce) nell'area circostante.  Per l'acropoli fu modificata  artificialmente una collina, realizzando un grande basamento piramidale per mezzo di tagli, ripieni e muri di sostegno.

Terrazzamenti, mura di contenimento, piramidi e ampi spazi aperti: questa in sintesi la straordinaria opera di ingegneria che da fatto di Xochicalco un importantissimo centro commerciale, politico e religioso che nel periodo di massimo splendore ospitava qualcosa come 20.000 persone.


Tra le particolarità del sito ciò che accade in occasione dell'equinozio di primavera, quando la luce crea un particolare effetto alla Piramide del serpente piumato Quetzacóatl che simula un serpente che discende i gradini.


A Xocicahco si possono trovare diverse grotte artificiali che sono state scavate, con scopi diversi, dagli antichi abitanti. Tra le più celebri una realizzata per creare una cisterna in grado di immagazzinare l'acqua nei mesi in cui questa scarseggiava. 
La grotta più famosa è l’osservatorio che, grazie alla sua posizione geografica, ha permesso agli astronomi del tempo di studiare il movimento dell’universo. 

Anche qui l’equinozio di primavera offe una suggestione particolare: un unico raggio di luce illumina la grotta creando incredibili effetti. 

Museo ecosostenibile


Non solo un sito un archeologico. Xochicalco è anche un museo unico nel suo genere, perché è considerato il primo museo ecologico al mondo ed oggi rappresenta un esempio di design sostenibile.

L'edificio fu progettato nel 1993 dall’architetto messicano Rolando J. Dada e Lemus, che ha scelto colori quali il verde e l'ocra per farlo confondere i con quello dei boschi circostanti e senza scontrarsi visivamente con la zona archeologica.






La scelta ecocompatibile rende l'edificio unico anche per l'utilizzo di celle fotovoltaiche, necessarie per la produzione di energia elettrica. Le acque piovane vengono raccolte direttamente dal tetto per poi essere scaricate all'interno di serbatoi sotterranei di 550 mila litri. Le acque nere invece sono trattate e utilizzate per irrigare i giardini.


Tutto questo ha avuto un costo, ma i soldi risparmiati hanno ripagato in pochi anni l'investimento per la costruzione dell'edificio
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