mercoledì, ottobre 25, 2017

Borghi del Lazio, Sermoneta


Gita fuoriporta nel Lazio: Sermoneta, borgo medievale d’eccellenza

Viaggiare è bello e sicuramente le mete meno vicine ed esotiche sono tra i sogni nel cassetto di molti. Questa voglia di andare lontano spesso fa trascurare luoghi “dietro l’angolo” quelle bellezze che il nostro Paese sa offrire a chi ha occhi per vederle. Può bastare un’escursione di una giornata per trovarsi in luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.

E’ il caso di Sermoneta, un borgo medievale di rara bellezza in provincia di Latina, che si è sviluppato  attorno al castello Caetani.   Il posto ideale per un’escursione con partenza dal Lazio. Da Roma, infatti, dista appena 60 km. Sermoneta vanta due meritati riconoscimenti: è paese Bandiera Arancione TCI e  il ministero del turismo, nel 2010, gli ha conferito il titolo di “Destinazione Europea d’Eccellenza“.


Viaggi per location, Sermoneta nel cinema

Tutto il borgo ci parla di Medioevo, ma le sue origini vanno cercate molto più indietro, al tempo dei Romani e probabilmente anche prima. Un posto speciale che è stato scoperto anche dal cinema che ha voluto Sermoneta set per numerosi film. Un  legame cinematografico iniziato molto presto, nel 1909 con il muto “Francesca da Rimini” del regista Ugo Folena.  I film girati da allora, fino ai giorni nostri, sono  una novantina.  Solo per citarne qualcuno non ci resta che piangere del 1984 con l’indimenticabile coppia Benigni e Troisi che vede alcune scene girate proprio all’interno del castello. E sempre per farci quattro risate nel 1973 nelle frazioni di Tufette e Monticchio di Sermoneta sono girate alcune scene del Figlioccio del padrino con Franco Franchi. E poi ancora la Ciociara", "Chocolat",  "Seta" è molti altri ancora.
Perché proprio Sermoneta?Un po’ per la sua vicinanza  A Roma ma soprattutto per il suo carattere medievale rimasto incontaminato.

La storia cinematografia, di Sermoneta ha spesso coinvolto i suoi abitanti. Provate a chiedere notizie a qualcuno, con un po’ di fortuna vi racconteranno delle storie bellissime.


Il castello di Sermoneta

Dall’alto di una collina, alta poco più di 250 metri, con il suo castello Sermoneta domina la vicina via Appia, che ha rappresentato in passato la principale via di collegamento tra Roma e il meridione. Tutto passava di qua, viandanti, soldati, mercanti.

Una posizione invidiabile che fece anche la fortuna dei Caetani, che lo acquistarono dagli Annibaldi nel 1297. Fu così che Sermoneta divenne il cuore di un importantissimo feudo e luogo di grande fervore artistico.

Oggi a Sermoneta è piacevole passeggiare tra vicoli e piazzette assaporando l’atmosfera di un borgo antico e praticamente pedonalizzato. Tra le tappe imperdibili, il castello e il duomo.

Il castello, che rappresenta uno straordinario esempio di architettura difensiva del Lazio, è visitabile tutti i giorni, tranne il giovedì, a pagamento con orari che variano nel corso dell’anno (in estate alle 10; 11; 12; 14; 15 e 16 - in inverno 10; 11; 12; 15; 16; 17 e 18)  

La visita avviene in compagnia di una guida che accompagna i visitatori tra le varie sale fino al camminatoio di ronda, il tutto per scoprire attraverso quadri, affreschi e arredi, molti segreti della storia del castello nel quale hanno soggiornato anche importanti nomi del passato, non ultimi papi e cardinali.

Come ogni castello che si rispetti ha a che il suo fantasma. Si tratterebbe di quello di un fanciullo sconosciuto, il cui ritratto è conservato nella sala del Cardinale. Vero o falso, questo non lo so. Posso solo dirvi che nelle due occasioni in cui ho dormito nel castello il fantasma non si è visto.

Uscendo dal castello d’obbligo una pausa al forno per assaggiare gli ottimi biscotti. La cosa difficile sarà quali comprare, sono tutti buonissimi.

La cattedrale sorta nel XII secolo, pare sulle rovine di un tempio dedicato alla dea Cibele, è intitolata a Santa Maria Assunta. Nel XIII secolo alle caratteristiche dell’edificio romanico furono sovrapposte quelle gotiche volute dai monaci cistercensi di Fossanova.


Sermoneta, 7 Eventi da non perdere 

A Sermoneta si può venire tutto l’anno, anche perché la zona gode di un particolare microclima che la rende piacevole in ogni stagione. Per chi vuole approfittare di eventi particolari ecco qualche data da segnare in agenda.

La terza domenica di gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, si tene la sagra della Polenta, una festa tra il sacro e il profano che si ripete dal 1622. Ha invece origini ancora più antiche, legata alle tradizioni pagane,  la Festa dei Fauni, che si svolge in occasione del patrono San Giuseppe. Una festa di buon auspicio per l’arrivo della primavera che ha il suo momento più significativo la notte tra il 18 e il 19 marzo, quando vengono allestiti enormi falò con le frasche d’ulivo. La festa va avanti tutta la notte e sulla brace dei falò si arrostisce, carne, salsicce e baccalà. Non mancano momenti musicali e la distribuzione delle immancabili zeppole di San Giuseppe, il dolce tipico della festa. Il giorno successivo invece l’attenzione è più verso l’aspetto religioso con la messa e la processione.

Musica,  poesia e  arte visiva sono invece protagoniste del Maggio Sermonetano, con una serie di eventi di spettacolo di strada che animano le vie del paese. Mentre luglio è il mese del Festival Pontino di Musica Classica che ogni anno viene ospitato nelle sale del Castello.

A fine settembre si svolge invece Secolare Fiera di San Michele che si sviluppa su un’area di circa 4mila metri quadrati. Una grande vetrina del mondo agricolo, industriale, artigianale ed enogastronomico, dove non mancano momenti di spettacolo e l’occasione per degustare molti prodotti tipici della zona.


La seconda domenica di ottobre ad invadere le vie di Sermoneta è il Medioevo con la Rievocazione Storica della Battaglia di Lepanto con tanto di sbandieratori e rievocazione storica. Tra eventi musicali e presepi artistici, anche il “Natale a Sermoneta” è un buon momento per visitare il borgo.

Cosa vedere nei dintorni di Sermoneta

Da non perdere anche una tappa all’Abbazia romanico-cisterense di Valvisciolo che si incontra poco prima di salire al paese. Durante la vostra visita divertitevi a cercare i simboli templari che qui sono celati. A proposito di templari, secondo una leggenda quando nel 1314 fu bruciato sul rogo, a Parigi, Jacques de Molay,  l’ultimo Gran Maestro Templare, si spezzarono gli architravi delle chiese e su quello del portale principale di Valvisciolo una crepa avvalorerebbe questa leggenda.


In primavera poi sono davvero imperdibili i Giardini di Ninfa, una straordinaria oasi naturalistica di proprietà della Fondazione Caetani. Si tratta di un giardino all’inglese realizzato tra i resti dell’antico abitato di Ninfa. Una passeggiata qui in primavera vi farà godere della bellezza delle splendide fioriture che si contrappongono a ruderi e corsi d’acqua. Dal punto di vista amministrativo ricade nel comune di Cisterna, ma non importa: da sempre una visita a Ninfa è abbinata a Sermoneta e viceversa.

Non molto distante da Sermoneta si trova l'Abbazia di Fossanova, realizzata tra il 1163 e il 1208 in stile gotico italiano. Qui San Tommaso d'Aquino trascorse gli ultimi giorni della sua vita, nella chiesa è visibile la sua tomba, anche se il corpo fu traslato nella città di Tolosa.

Proprio di fronbte a Sermoneta, su un'altra altura sorge il borgo di Norma. Da non perdere una visita alla fabbrica di cioccolata e soprattutto al sito dell'antica Norba. La città, il cui nome significa "città forte" dominava i monti Lepini. Una forza che non le bastò a resistere agli scontri durante la guerra tra Mario e Silla, infatti Norba pagò con la sua fine la scelta di schierarsi con Mario. Lo storico Appiano d'Alessandria racconta che i norbani, pur di non finire nelle mani nemiche, preferirono la morte e dar fuoco alle proprie case per non lasciare nessun bottino. Tra i resti oggi visibili quello che maggiormente colpisce il visitatore sono le possenti mura poligonali. 
L'accesso all'area archeologica è libero
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