martedì, aprile 18, 2017

L'Abruzzo di Ladyhawke

C'è un film che ho visto tantissime volte, non so neppure io quante... ma vi posso assicurare che lo so quasi tutto a memoria: è Ladyhawke

Il film è datato anni '80, ma io non mi stanco mai di vederlo... sarà che mi piace il genere fantasy e che adoro molti dei luoghi raccontati. 

Già perché in questo film le location rappresentano davvero il valore aggiunto per raccontare e rendere più coinvolgente la storia tragica di Etienne Navarre e Isabeau d'Anjou.


Due innamorati divisi (e uniti) da una maledizione

La vicenda, come probabilmente sapete, ruota attorno ai due innamorati trasformati, per via della maledizione di un vescovo, in animali: Isabeau durante il giorno è un falco che solo la notte riprende le sue sembianze di donna. 

Ladyhawke è il nome che dà ad Isabeau Philippe dopo aver ascoltato il racconto del monaco. Per Etienne invece era esattamente il contrario: di giorno era un cavaliere e di notte un lupo. I due si incontrano solo per un attimo al momento della metamorfosi, un breve attimo che non gli dava neppure il tempo di sfiorarsi "eternamente insieme, eternamente divisi".

citazione ladyhawke
Citazione dal film

La scelta delle location

Resti castello
Rocca Calascio, luogo simbolo del film

Per trovare la giusta location per Ladyhawke il regista Richard Donner ha girato un po' tutta l'Italia, anzi l'Europa. 

Ha ha viaggiato in macchina per città e campagne, di Paese in Paese, ma vincere alla fine è stata l'Italia e il particolare l'Abruzzo. Non poteva essere altrimenti: le vicende narrate dal film si svolgono ad Aguillon, ma solo nella versione italiana, in quella originale sono ambientate all'Aquila.


Forse non lo sapevate, ma la storia di Ladyhawke si ispira ad un leggenda abruzzese del XV secolo e quindi anche questo depone a favore di questa scelta, anche se in realtà il cinema è finzione e nulla, o quasi, sembra quello che è. 

Lo stesso vale per le location ed allora ecco che l'Abruzzo che va sul grande schermo in questo caso è anche altro, frutto di un abile lavoro montaggio che ha creato un bellissimo puzzle mettendo insieme tante località diverse, a volte molto lontane l'una dall'altra. Il risultato è stato quello di creare un luogo che nel suo complesso è reale, ma solo nell'immaginazione dello spettatore.
panorama rocca calascio
Una vista a 360°

Ladyhawke  mette insieme un cast d'eccezione, Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick, ma in questo caso anche i luoghi sono grandi protagonisti, il tutto raccontato dal quel maestro della fotografia che è Vittorio Storaro

Località suggestive che probabilmente qualcuno di voi avrà sicuramente visitato, forse senza conoscerne la storia cinematografica. Ed allora eccomi qui...  sul mio blog vi parlo spesso del rapporto viaggi e cinema e mi stupisco da sola nel rendermi conto di non aver ancora scritto nulla dei luoghi che hanno fatto da set a Ladyhawke.


Rocca Calascio

Il luogo simbolo del film sono le rovine del castello di Rocca Calascio. E' qui che si rifugia, in esilio volontario, il monaco Imperius, per scontare la colpa di essere stato lui a tradire i due amanti e di aver causato, suo malgrado, la maledizione. Qui Philippe giunge alla ricerca di aiuto per il falco rimasto ferito da una freccia, ed è qui che agli spettatori viene svelato il mistero della doppia identità dei due protagonisti e i retroscena della maledizione.

rocca calascio mura
La prima volta è documentato nel 1380
Ricordo ancora la prima volta che sono arrivata quassù per vedere la vista della valle del Tirino dal castello, rimasi affascinata da queste rovine è solo dopo ho saputo che era proprio quella la Rocca del mio film preferito, la torre dalla quale, sul grande schermo, abbiamo assistito, un attimo prima dell'alba, alla caduta nel vuoto di Isabeau e della sua trasformazione in falco al primo raggio di sole.

Per il film, a dire il vero, sono stati fatti dei piccoli ritocchi di scena, ma giusto un po', come l'aggiunta della corona alle torri, ovviamente un espediente scenico, durato  solo per il tempo necessario alle riprese... il resto è tutto reale. Dall'alto dei suoi 1.460 metri d’altezza, il castello ha svolto per anni la sua funzione di punto d’osservazione militare, una linea di fortificazioni in contatto visivo che arrivava fino dall'Adriatico. 

Torre
Una delle torri della rocca
Quella del castello è una storia lunga secoli, documentata dal 1380, ma quasi sicuramente precedente. Rocca Calascio,  Passò di mano in mano, dai Baroni di Carapelle, alla  famiglia Piccolomini (alla quale si devono, tra le altre cose, le quattro torri cilindriche) e a quella dei Medici.

A infliggergli un duro colpo più che il passare del tempo sono stati in terremoti, uno in particolare: quello del 1703 che portò all'abbandono dell'area.

La prima volta che andai a Rocca Calascio il borgo era ancora abbandonato... poi ci tornai una seconda volta e fui sorpresa nello scoprire che una famiglia aveva scelto di vivere qui. Una scelta per molti aspetti coraggiosa, ma non furono i soli per molto. 

Tornai ancora e ogni volta c'era un ulteriore segno di ripresa. Con il tempo diverse abitazioni sono state recuperate ed altre convertite a strutture ricettive. 

Una curiosità, il castello è una vera star cinematografica, lo troviamo anche ne Il Nome della Rosa (1985) con Sean Connery, Il viaggio della sposa (1997), con Sergio Rubini e Vittoria Mezzogiorno , L’orizzonte degli eventi (2005), con Valerio Mastandrea , The American (2010) con George Clooney e nella serie Rai Padre Pio (2000) con Sergio Castellitto.


Come arrivare a Rocca Calascio

Da Roma ho preso l’autostrada A24 (Roma-Teramo), da qui sono uscita al casello  L’Aquila Est ed ho preso la direzione Sulmona. Una volta superato Poggio Picenze ho preso il bivio per Barisciano, quindi per S. Stefano di Sessanio e infine per Calascio. Dal paese poi non resta che seguire le indicazioni per la Rocca.

Campo Imperatore

Ed è nella vicina piana di Campo Imperatore, per me il luogo più bello dell'intera catena degli Appennini, che si svolge la scena dove c'è il cambio cavallo, prima della lunga galoppata di Marquet verso la residenza del vescovo, per informarlo del ritorno di Etienne Navarre. 
Panorama di Campo Imperatore
Campo Imperatore

Per capire al 100% la bellezza è il fascino di Campo imperatore bisognerebbe andarci più volte nel corso dell'anno perché ogni stagione gli regala un aspetto diverso. 

Non stupisce dunque che Campo Imperatore abbia ospitato le riprese non solo di molti film, fin dai tempi degli spaghetti western Trinità Continuavano a chiamarlo Trinità con Terence Hill e Bud Spencer, l'elenco sarebbe lungo, complessivamente sono una quarantina di titoli ai quasi si aggiungono anche spot pubblicitari e video musicali.

cavalli
Campo Imperatore in estate
Di tutte le volte in cui ci sono andata ce n'è una che mi è rimasta maggiormente impressa... era inverno e c'era la neve, tanta neve, al punto che la strada che avevamo preso era chiusa, noi non ci siamo scoraggiati: abbiamo parcheggiato, indossato gli sci da fondo e raggiunto comunque Campo Imperatore, certo ci abbiamo messo molto di più sacrificando il tempo che avremmo voluto dedicare all'altopiano innevato, ma è stata un'esperienza indimenticabile... e poi noi eravamo lì per sciare! Quella volta però non andammo a Rocca Calascio! 

Come arrivare a Campo Imperatore

Il modo più veloce (da Roma) per raggiungere Campo Imperatore è con l'Autostrada A 24, uscita Assergi. Da qui si prosegue seguendo la strada statale 17Bis

Castel del Monte

La città di Aguillon è in realtà il paese di Castel del Monte, sempre in provincia dell'Aquila, un piccolo borgo ad appena 5 Km da Rocca Calascio. Località che troviamo anche nei film Il Nome della Rosa  e soprattutto The American, in gran parte girato proprio qui

Viaggi per location, Ladyhawke... non solo Abruzzo

Mi sono soffermata sull'Abruzzo perché sono tutti posti che conosco bene, ma Ladyhawke è stato girato anche nelle province di Parma, Piacenza, Cremona, Massa Carrara, di Belluno e nel Lazio. 


Il film si apre con la fuga di Philippe, il Topo, dalle carceri di Aguillon, la città del perfido vescovo. Si tratta nella realtà del Castello sforzesco di Soncino, situato su una collina a pochi chilometri da Parma. Risalente al X secolo, poi rafforzata da Francesco Sforza. Oggi è considerato un capolavoro dell'architettura italiana, che unisce unisce elementi del medioevo e Rinascimentali. Dal punto di vista storico la ricordiamo come fortificazione a difesa del Granducato di Milano, vista la sua posizione vicina a quello che era il confine con lo Stato Pontificio.
Castello
Il Castello di Torrechiara ha offerto gli interni

Per ritrovare gli interni del castello di Aguillon bisogna però andare al Castello di Torrechiara (Parma) dove si trova in realtà il cortile del vescovo e nella canonica della collegiata di Santa Maria, a Castell’Arquato (Piacenza), dove per l'occasione è stato sistemato anche uno stemma vescovile di scena, un accorgimento scenico così come la fontana del cortile, frutto dell'abilità degli scenografi

Ed è sempre a Castell’Arquato che sono girate le scene dell'impiccagione dei condannati a morte e la processione verso la chiesa guidata dal vescovo. La particolarità di Castell’Arquato sta proprio nell'aver conservato, quasi inalterate, le caratteristiche di borgo medioevale.


La scena del ferimento del falco è girata in provincia di Belluno, a passo Giau, mentre il laghetto dove Etienne Navarre si ferma a catturare pesci con la balestra è in provincia a d Belluno, nel comune di Auronzo di Cadore (BL) vicino al lago di Misurina e alle Tre Cime di Lavaredo, un luogo che mi ricorda una vacanza di tanti anni fa con i miei nonni.
acquedotto
L'acquedotto di Monterano

Nel Lazio, è stata girata la scena in cui Etienne Navarre salva Philippe Gaston dalle guardie del vescovo, si intravede infatti l'acquedotto di altro non è che Monterano, la città morta vicino Roma, già set di tanti film come il Marchese del Grillo e Brancaleone alle crociate 

Ah c'è anche la scena finale per la quale sono stati ricostruiti a Cinecittà gli interni di San Pietro a Tuscania (VT), chiesa usata anche da Zeffirelli per il suo "Romeo e Giulietta".
Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...