sabato, marzo 25, 2017

Borghi del Lazio, street art a Castel Gandolfo

Quando pensiamo a Castel Gandolfo le prime due cose che vengono in mente sono la residenza papale e il lago. 

Tutto corretto, ma Castel Gandolfo e anche molto di più, un borgo di ricco di storia che ora vanta anche uno spazio dedicato alla street art.

Il borgo non è molto grande, ma davvero è tutto da scoprire. Non a caso è uno dei borghi più belli d'Italia, come da qualche giorno sta a ricordare il mosaico inaugurato alla presenza del sindaco Milvia Monachesi (foto sotto), nel corso del 1 Instameet organizzato nel territorio dei Castelli Romani, che si è svolto domenica scorsa.


collage Castel Gandolofo
Cartoline da Castel Gandolfo
Ma non è tutto, Castel Gandolfo è anche in lizza per il titolo di ''Borgo dei borghi 2017'' il contest promosso dalla trasmissione "Kilimangiaro'' in onda su Rai 3 (per votare c'è tempo fino al 2 Aprile collegandosi al sito www.kilimangiaro.rai.it).

Street art a Castel Gandolfo

Un borgo dunque tutto da esplorare e da gustare, che offre ristoranti che ben si prestano a dare un tocco di buono e genuino alla vostra escursione fuori porta, ma di questo vi parlerò un'altra volta. 

Oggi voglio soffermarmi su un aspetto moderno di questo borgo antico (scusate il gioco di parole). Sto parlando del progetto di street art, che il Comune di Castel Gandolfo - in collaborazione con Arte e Città a Colori, le Associazioni Culturali Progetti Smarriti e FARE Castelli - ha recentemente realizzato per dare un tocco di colore, ma soprattutto un segnale contro il degrado, al sottopasso pedonale, a piazzale Pertini e alla galleria Chateaunef du Pape. Un progetto che ha visto la partecipazione di cinque artisti:  

  • Alessandra Carloni
  • Carlo Cicarè -in arte Morden Gore
  • Tina Loiodice
  • Kristina Milakovic
  • Danilo Pistone -in arte Neve.

Il risultato è una vera e propria galleria a cielo aperto. Circa 1000 mq di superficie dipinta che colpisce sia per la fattezza dei disegni, che per la tematica e per l'uso del colore. 

I murales, grazie alla loro posizione strategica - all'altezza del capolinea degli autobus di piazzale Pertini - rappresentano un po' il benvenuto ai visitatori che giungono qui sempre più numerosi, anche spinti da questa novità aritistica. 

In questi primi mesi murales hanno registrato un grande successo tra turisti e pellegrini, che ne hanno apprezzato la qualità, le tematiche e i significati, in particolare per quei visitatore che, come nel mio caso, che hanno potuto usufruire anche di una visita guidata. 
murales Kristina Milakovic
Kristina Milakovic
murales della galleria e del sottopasso

Murales, dall'immagine al significato

Filo conduttore la figura femminile. Singolare poi l'uso dei colori: su  tutti domina l'azzurro, che ogni pittore coinvolto ha però declinato in un modo diverso e molto personale. 

Per l'artista serba Kristina Milakovic è il colore del lago, ma diventa quello dell'intero paesaggio e tocca anche alberi ed edifici, uno stile molto particolare, riconoscibile immediatamente per il suo tratto "un po' colato."

C'è chi invece, come Morden Gore, gli attribuisce un significato più profondo, quello legato all'immigrazione e al colore dell'accoglienza, quello degli asciugamani che vengono distribuiti a tutti coloro che sbarca a Lampedusa. Le figure femminili raccontano storie che provengono da lontano, figure serene, accomunate tra loro da un filo sottile di speranza: la prima sorride, ma non a chi la osserva, seguendo il suo sguardo vediamo che sta guardando i suoi figli, che ora possono volare lontano perché sono diventati uccelli. 
Morden Gore
Morden Gore Murales della galleria

La seconda è una una piccola donna, una bimba africana che soffia su un dente di leone, un gesto apparentemente semplice: i semi si disperdono nell'aria e diventano uccelli migratori, che viaggiano sul mare raggiungono la costa per trasformarsi in uomini. Un murales  che si snoda attorno alla scala di uscita del sottopasso e che per questa sua posizione si svela al visitatore un po' per volta.
Morden Gore, murales del sottopasso
E' invece un omaggio all'arte sacra quello dell'artista Neve che ha realizzato due Madonne. La prima è una Madonna con Bambino un tantino orientaleggiante, un'immagine ricca di luce nella quale domina il classico manto azzurro che contraddistingue Maria. 
Madonna con Bambino
Neve, Madonna con bambino
La seconda invece raffigura una morte della Vergine, un vero e proprio tributo al Caravaggio che realizzò una Madonna rifiutata dai committenti perché ritenuta troppo umana, per la quale Caravaggio aveva scelto come modella una prostituta trovata morta nel Tevere.
Neve, Morte della Vergine
Tina Loiodice per questo progetto fa due scelte molto diverse, nella galleria sceglie colori scuri e il contrasto del bianco e nero, per raffigurare il volto di una donna e quello di una ragazzina dall'aria triste, per esplodere poi con il colore nel sottopasso in un disegno dedicato all'infanzia, una lunga striscia che si chiude con una bellissima frase di Einstein "non c'è a questo mondo grande scoperto progresso che tenga, fintanto che ci sarà anche un solo bambino triste".
Tina Loiodice
Tina Loiodice, murales nella galleria e nel sottopasso
Suggestiva la città sospesa di Alessandra Carloni, con immagini che sembrano tratte da un libro per ragazzi e che con i suoi personaggi e i suoi paesaggi, quasi accompagna il visitatore verso la galleria, nella quale l'artista romana ha anche decorato alcune nicchie con paesaggi legati al territorio.
Alessandra Carloni
Alessandra Carloni, murales piazzale Pertini


... e non finisce qui

Allora, un lago, buon cibo, murales, uno dei borghi più belli d'Italia... servono altri motivi per una visita a Castel Gandolfo? Credo proprio di no, ma ve ne voglio dare altri: 

  • la via Francigena Sud passa di qua;
  • nel borgo ci sono alcune chicche da scoprire, come il tripode originale delle Olimpiadi di Roma e la prima buca delle lettere al mondo, un belvedere sul lago che è uno spettacolo;
  • un campo da golf progettato da Robert Trent Jone Sr., uno dei pochissimi in Italia disegnato dal più celebre degli architetti del settore;
  • e il Palazzo Papale è stato trasformato in un museo (sapete vero che papa Francesco ha rinunciato alle vacanze estive a Castel Gandolfo?), ora sono aperti al pubblico sia l'appartamento pontificio che i giardini. Ecco, questo per me sarà un buon motivo per tornare presto.
La street art conquista Castel 

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