martedì, dicembre 22, 2015

Giubileo 2016, Sorella Terra

Indonesia
Se vi state chiedendo cosa vedere a Roma durante il Giubileo della Misericordia, io vi consiglio la mostra Sorella Terra, dal 22 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016 a Palazzo Braschi. Un'occasione anche per visitare il museo di Roma che si affaccia su Piazza Navona.

Una mostra decisamente singolare, promossa da Roma Capitale e realizzata da National Geographic, per raccontare i temi che Papa Francesco ha voluto sottolineare con l'enciclica Laudato Si attraverso una sessantina di fotografie, opera di 40 grandi fotografi.  
Un titolo molto francescano che ci ricorda anche il grande amore di San Francesco e del Pontefice, per Sorella Terra e tutte le sue creature. Dai tempi di San Francesco la Terra è molto cambiata e oggi si trova a far conto con continue emergenze ambientali. E così
Panama
National Geographic ha chiamato a raccolta alcuni dei suoi migliori fotografi per raccontare con il loro obiettivo la bellezza e la fragilità del nostro Pianeta veicolando  al tempo stesso il messaggio dell'enciclica nella quale Papa Francesco sottolinea "le gravi responsabilità della politica internazionale nello sfruttamento e nell' "abuso dei beni che Dio ha posto" nella Terra, che "è la nostra casa comune".


Un messaggio universale, rivolto non solo ai cristiani, ma a tutti coloro che in questo pianeta vivono perché "La Terra è ferita, serve una conversione ecologica”
Sorella Terra, un momento dell'inaugurazione
La mostra, che nasce quasi per caso da un'intuizione del caporedattore di National Geographic durante una riunione, è per alcuni aspetti una sorta di ideale continuazione della cerimonia di apertura del Giubileo straordinario della Misericordia che ha visto la Basilica di San Pietro trasformarsi in un gigantesco schermo sul quale sono state proiettate foto del Pianeta. Tra tutte anche una foto in mostra a Palazzo Braschi, e comunque molte scattate da fotografi National Geographic. 
Brani dell'enciclica Laudato sì affiancati alle immagini National Geographic

Ecco allora che pannello dopo pannello la mostra si snoda lungo un percorso che ci mostra immagini bellissime, ma talvolta forti. La mostra si apre con scatti che rendono omaggio alla magnificenza del creato, per poi mostrare come l'uomo sia stato in grado di rovinare tutto ciò con l'urbanizzazione selvaggia, il degrado ambientale e umano, l’inquinamento, l’esaurimento delle risorse naturali, lo sfruttamento selvaggio della natura, la perdita della biodiversità. Ma non è tutto. Le immagini in mostra aprono una finestra anche sul mondo degli esclusi, il deterioramento della qualità della vita, il degrado sociale, e su molte altre “ferite” del nostro mondo.
Belize

Scatti che ci mostrano la grandezza della biodiversità del pianeta, panorami mozzafiato come ad esempio il "Great blue hole" in Belize, affiancati ad altri che, purtroppo, raccontano tutta un'altra storia, una storia fatta di dolore, sofferenza e distruzione. 
Come la ragazza che in un parco giochi del Kansas, si dondola sull'altalena di pieno dei detriti lasciati da un tornado o ancora le candide sabbie di Orange Beach, in Alabama, ricoperte di petrolio o l'inferno di una miniera d'oro brasiliana.

Brasile

Completa il percorso espositivo una serie di pannelli che riportano alcuni passi dell'Enciclica e alcune fotografie esclusive di Papa Francesco realizzate dal fotografo Dave Yoder,autore di un reportage esclusivo sul Pontefice, frutto di un anno di lavoro, nel corso del quale il fotografo ha seguito e documentato per circa un anno la vita quotidiana del pontefice. 
Una delle immagini di papa Francesco in mostra 



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