giovedì, giugno 25, 2015

In Bretagna, da Saint Malo a Cancale


 

St Malo
Saint Malo e le mura

Saint Malo e le sue maree

Ho conosciuto Saint Malo di sera, circondata dalle mura e con tutta la sua carica di fascino e mistero.

Viene chiamata la città delle maree che tornano tutti i mesi con la luna piena.

In origine, prima di essere fondata da un santo arrivato oltre Manica, era un'isola.


Guardando a terra ci si imbatte spesso in quello che è il suo simbolo: un ermellino con i cani che di notte venivano lasciarti liberi per le mura, a difesa della città.



La sera, tra locali e manifestazioni culturali, Saint Malo è ricca di energia e per cenare c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Al ristorante Comptoir Breizh Café (6 rue de l’Orme - 35400 Saint -Malo Tel. : +33 (0)2 99 56 96 08 - http://breizhcafe.com/) abbiamo assaggiato le ostriche locali e mangiato delle fantastiche crepes bretoni e gallette di grano saraceno, ben 60 ricette d'autore, accompagnate da cidro.

La Bretagna nel piatto
Per dormire la scelta è caduta sull'albergo Les Ajoncs d’or (10 Rue des Forgeurs - 35400 Saint-Malo Tel.: +33 (0)2 99 40 85 03 - www.tourisme-hotel- saint-malo.fr), centrale e accogliente e provvisto nel frigo bar di birre bretoni locali che meritano di essere assaggiate.

Passeggiata sulle mura
Di giorno la passeggiata sulle mura (che vanno dal XII al XVIII secolo) con vista mare è d'obbligo e, come ci spiega la nostra brava e appassionata guida Séverine, il panorama è sempre diverso e può variare anche nel giro di pochi minuti alternando nuvole, sole, pioggia e maree. 

Ci sono tanti isolotti fortificati e si vede da lontano Dinard, considerato un posto di vacanza molto chic.

Il mare ha un colore verde così intenso che viene chiamato “costa smeralda” e sulle mura si può ammirare anche la statua che ricorda le leggendarie imprese del famoso e ricco corsaro Robert Surcouf (1773-1827), nato vicino a Saint-Malo da sempre terra di corsari.

A Chateaubriand la città ha dedicato una piazza

Ma Saint Malo è anche la terra dello scrittore Renè Chateaubriand (1768) che ha contribuito con le sue opere a rendere famosa la cittadina.


A lui è dedicata una bella piazza, un albergo di lusso e diversi locali e caffè.

La passeggiata stimola l'appetito e allora niente di meglio di una bella pausa dolce con il Kouign Amann, letteralmente dolce al burro, croccante e morbido allo stesso tempo e da mangiare leggermente scaldato.

Pausa dolce
B come Bordier 
La giornata prosegue con un pranzo al ristorante Le Bénétin (4 Chemin des Rochers Sculptés - 35400 Saint-Malo Tel. +33 299 56 97 64 - www.restaurant-lebenetin.com/ ) da cui si può ammirare un panorama mozzafiato e assaggiare scampi con salsa di senape oppure con il burro salato, ingrediente fondamentale in Bretagna e famoso quello siglato “B” che sta per “Bordier”.

Come secondo viene servito riso con merluzzo, basilico fritto, vongole e verdure come pomodorini secchi, germogli di soia e fagiolini. Il caffè, bevuto fuori per “assaporare” anche il panorama, ha tutto un altro gusto!



Il ristorante è situato sopra un sito (Rothéneuf) che conserva circa 300 scogli scolpiti da un abate dal 1894 al 1907.

Uno spettacolo davvero unico con il mare e le figure e i diversi volti che fuoriescono dalle rocce!

In direzione Rennes, il viaggio prosegue con la passeggiata sul Pointe du Grouin, un altro posto molto panoramico per apprezzare al meglio la natura selvaggia della Bretagna.

Le ostriche di Cancale

A Cancale vengono coltivate le ostriche: ben 350 ettari per una produzione di 6 mila tonnellate l'anno. 
Ostriche a Saint Malo è anche questo, una distesa che segna il paesaggio
.
Per chi lo desidera i banchetti offrono il prodotto bello fresco per un assaggio sul posto e, dopo aver mangiato il frutto, la conchiglia viene gettata nella sabbia in modo tale da renderla più dura ed agevolare il passaggio dei mezzi da lavoro. Per i palati esigenti si trovano in bella mostra anche le Ostriche “Piedi di cavallo” che possono avere anche 20 anni di età. 
Così le ostriche, di vari gusti e dimensioni, sono il fiore all'occhiello della gastronomia bretone!

Testo e foto di Claudia Lovisetto


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