giovedì, maggio 14, 2015

Fare rafting vicino Milano

Slow rafting sul Ticino
fiume
Il fiume Ticino, l'Amazzonia dietro l'angolo

A solo 30 km da Milano, si trovano paesaggi incantevoli ed esperienze da vivere a contatto con la natura e con il territorio che spesso non ci si aspetta esistano.



Dal traffico della città ci siamo trovati catapultati in Amazzonia in un attimo. Si perché sembrerà strano, ma l’ambientazione e proprio quella dell’Amazzonia, ci hanno anche raccontato che hanno girato diversi film e serie tv.



Il fiume il nome all’omonimo parco naturale, istituito nel 1974. Navigare su questo fiume è semplice; semplice e facile se lo si fa con le guide giuste e preparate che conoscono il fiume, il suo percorso, le sue insidie e le sue bellezze. 

E le guide dell’associazione sportiva AqQua lo sono. Sono proprio loro a puntualizzare e a farci capire quanto il rafting non sia pericoloso, ma è possibile fare questo sport in modo tranquillo e piacevole addirittura senza bagnarsi. 

Ci tengono a parlare di “slow” rafting, un modo di fare rafting navigando questo splendido fiume in tutta sicurezza.



Proprio la parola “raft” indica il gommone inaffondabile che si usa per le discese fluviali.

Spesso però rafting viene associato a discese pericolose, percorsi in cui ci si bagna o addirittura si viene sbalzati fuori dal gommone. Ma ci sono fiumi, e il Ticino ne è un esempio, che invece si possono percorrere con tutta tranquillità addirittura senza bagnarsi ma divertendosi e osservando angoli di natura incantevoli e volatili di vario tipo che sorvolano la vostre teste.


E noi che lo abbiamo provato possiamo confermarlo. Con noi c’erano adulti, ragazzi e bambini piccoli e tutti si sono divertiti e goduti questa bella esperienza e tutti ne siamo usciti asciutti a parte chi ha volutamente voluto buttarsi per provare quanto era fresca quest’acqua.



Dopo un momento di briefing e armati di caschetto, giubbotto e della nostra pagaia - insieme ad Alberto Vincenzi, presidente e coordinatore tecnico di AqQua – affrontiamo questo viaggio tra varie insenature, piccolissime rapide, isolotti disabitati in cui è possibile fermarsi, insenature naturali e tunnel acquatici interamente coperti dal verde variegato della vegetazione circostante. 

Siamo a maggio e la natura ci regala dei bellissimi colori, ma tutti ci domandiamo che emozione sarebbe per i nostri occhi un giro a ottobre con l’arrivo dell’autunno. Si perché Alberto ci racconta che è possibile fare rafting da marzo a ottobre/novembre senza problemi anzi godendosi ancora di più quello che questo fiume e questo parco offrono.


Scopriamo il territorio pagaiando

Il nostro percorso dura qualche ora, percorrendo 6 km, ma lo svolgiamo veramente in modalità slow e tranquilla; pagaiando ogni tanto ma soffermandoci anche a parlare ed a osservare l’ambiente che ci circonda e ascoltando le storie del parco e del fiume che Alberto ci narra.
Foto AqQua



Alberto ci racconta che il Ticino è un fiume navigabile per 110 km dal Lago Maggiore sino alla sua confluenza nel Po, dopo Pavia. Il fiume si dirama in infiniti canali e non permette la navigazione con mezzi a motore di grossa portata. Questo garantisce silenzio, intimità e contatto con la natura. Volendo si potrebbe andare oltre e arrivare fino a Venezia, il problema è che sul percorso non ci sono strutture ricettive in cui fermarsi per fare soste e riposarsi ne posti in cui fermarsi in tenda. Ci racconta inoltre che organizzano spesso uscite al tramonto, con i colori del tramonto il fiume deve essere un incanto, tappa aperitivo in qualche isolotto e rientro per una grigliata in compagnia. Questo programma ci piace molto e ci ripromettiamo di tornare.


Ci racconta anche che il Ticino è un fiume in continuo movimento, che sposta detriti, ghiaia, sposta rami e vegetazione; sopratutto dopo le piene il fiume è completamente diverso e loro da soli vanno avanti e indietro per il fiume, sistemandolo, togliendo erbacce e rami e analizzando il suo nuovo “formato” e le nuove insenature, canali, correnti che si sono create.

Questo permettere a loro di conoscere il fiume e fare da guide alle persone come noi in tutta sicurezza conoscendo ogni angolo del corso d’acqua e ogni sua particolarità e movimento. Il lavoro che fanno è ammirevole e dimostra la loro passione per questo sport e per l’attività che fanno ma soprattutto ci tengono a preservare e proteggere l’ambiente e la natura che li circonda.



L’associazione organizza anche corsi per bambini e uscite con scolaresche. Nel pomeriggio vediamo infatti proprio un gruppo di piccoli “rafter” partire per la loro pagaiata sul fiume. Tutti disciplinati, corretti e veloci salgono sul loro gommone contenti di questa avventura pomeridiana che li aspetta.


Visita alla Centrale Idroelettica 

Il pomeriggio noi lo passiamo invece alla Centrale Idroelettrica. L’associazione AqQua
infatti è ospitata all’interno della sede della Centrale Idroelettrica “Ludovico il Moro”, un edificio in stile Liberty costruito agli inizi del ‘900. Al suo interno le turbine attualmente in produzione e quelle originarie ristrutturate. La centrale è visitabile gratuitamente, previa prenotazione.



Anche la vista alla centrale merita. La nostra guida è Nicola, capo servizio di Enel per questa centrale.

Ma torniamo a raccontarvi della centrale, costruita agli inizi del ‘900 (esattamente tra il 1904 e il 1906 ) dall’architetto Gaetano Moretti, ha al suo interno il bancone di comando originale, e le turbine della vecchia centrale che hanno funzionato fino al febbraio 2003 per ben 99 anni. 

La centrali sono 10 su tutto il percorso del Ticino e tutte telecomandate a distanza con 15 persone che intervengono, da Luino ad Lodigiano, in caso si necessità o come nel caso di Nicola per farci da guida.
Per la produzione dell’energia idroelettrica, la centrale utilizza parte delle acque del Ticino
che, tramite il “Naviglio Sforzesco”, vengono convogliate nel bacino di carico. 
 
Passando attraverso delle condotte forzate e sfruttando il dislivello di 18 metri tra il canale di carico e quello di scarico, l’acqua aziona le turbine per poi essere restituita al fiume senza subire alterazioni. Anche Nicola ci tiene a sottolineare che l’acqua che prendono la restituiscono al Ticino senza farci nulla, non viene scaldata, ne inquinata ne altre alterazioni.




Attraverso la trasformazione dell’energia cinetica in energia elettrica per mezzo dell’alternatore, viene immessa sulla rete di distribuzione nazionale energia elettrica pulita e rinnovabile.



Dopo un intervento di potenziamento è in grado di fornire una potenza complessiva di 6.520 kW e una producibilità media annua di 34 GWh, cui corrisponde il consumo medio di 12.600 famiglie.



La visita della centrale è aperta anche alle scolaresche, infatti prima di noi vediamo uscire tanti bambini con i loro elmetti gialli visibilmente stupiti e curiosi di quanto visto e scoperto da questa visita.


La cosa che tutti abbiamo notato è la passione e l’amore che queste persone mettono nel loro lavoro e che cercano di trasmettere a chi vive le esperienze con loro.

Ci hanno emozionato, divertito e fatto venir voglia di tornare e portarci amici e parenti. Un bella accoglienza, con persone e guide professionali.



Cosa aspettate a passare una domenica in compagnia nel Ticino?





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Testo e foto di Marinella Scarico




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