lunedì, aprile 27, 2015

Terremoto in Nepal, il dolore è anche il mio

Mi fa davvero male vedere le immagini del Nepal devastato dal terremoto. Proprio in questi giorni stavo preparando un post sul nono compleanno del mio blog, nato nel giugno 2006, alla vigilia del mio viaggio in Nepal. Anzi è nato proprio per preparare e raccontare questo viaggio. Basta andare a ritroso nella cronologia e trovare i miei primi post, dedicati al Nepal.

Nel 2006 non era ben chiaro che cosa significasse essere una travel blogger, non c'erano molti esempi da seguire.
Ma quando a sono partita, non erano passati neanche due mesi dal primo post, sapevo di avere in mano uno strumento che mi consentiva, connessione permettendo, di raccontare live il mio viaggio. Ed è quello che ho fatto. La sera, spesso prima di cena, raggiungevo il primo internet point e con poche rupie guadagnavo la connessione. Lenta, lentissima... Ma non importa, la voglia di raccontare il Nepal come lo stavo vivendo io era davvero tanta.

Poi tornata a casa mi sono messa alla scrivania, seduta davanti al mio computer, per riprendere e proseguire il racconto di un paese che mi aveva profondamente colpito. Un racconto, fatto di parole e immagini, che quell'anno mi fece vincere anche il premio di miglior travel blogger ad un concorso indetto dal Tgcom.

Io non ho il mal d'Africa... Ho il mal d'Asia e la voglia di un viaggio in Nepal risaliva a molti anni prima, addirittura al 1988. Anche in quell'anno il paese fu scosso del terremoto, meno violento di questo, ma abbastanza per fermare due giovani viaggiatrici che dall'India erano pronte a fare un'estensione di viaggio verso il Nepal. Mi ricordo quando ho raccontato questo episodio alla mia guida. Lui mi ha in parte sgridato e mi ha detto che il Nepal del 1988 era tutta un'altra cosa e che avevo sbagliato a venire così tardi, perché quel Nepal non c'era più. Ora dalle poche immagini che sono riuscita a vedere dai TG anche il mio di Nepal non c'è più. 

Ecco perché preferisco lasciare questo post così... senza immagini, solo un nastrino nero in segno di lutto. Sono solo i miei pensieri, miei ricordi... Ricordi di luoghi ma anche di persone oggi dilaniati da una profonda ferita, in alcuni casi mortale.
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