giovedì, marzo 19, 2015

Mangiare a Roma, da Hostaria a ristorante eritreo

Foto collage del ristorante Eritrea
Dove c'era un'antica hostaria oggi c'è un ristorante Eritreo
Lì dove c’è la vecchia insegna Hosteria, ora c’è un ristorante Eritreo ed Etiope

Siamo in Piazza del Gazometro, 1 (ci si arriva da Via Ostiense) vicino il famoso locale Doppio Zero. Ghedam, lunghi capelli rasta raccolti da una fascia rossa, è nato ad Asmara da genitori eritrei ma si definisce “romano” e ha deciso di investire tutti i suoi risparmi in questo ristorante “Eritrea” aperto da settembre. 

 
Il titolare e la cameriera
Ghedam, con la sua fascia rossa e la giovane cuoca
Per farsi pubblicità ha scelto la formula dei coupon e oltre 1000 persone hanno acquistato un buono scontato per una cena eritrea. Il locale è piccolo ma accogliente, arredato su gusto etnico, e si presta anche per una cena romantica a due. Anche il cibo predispone all’unione, perché la tradizione vuole che lo zighinì si debba mangiare con le mani, nello stesso piatto al centro del tavolo. 

Per antipasto vengono serviti i Sambusa: triangoli di pasta filo ripieni di carne macinata e lenticchie speziate; ottimi anche i Kategna: rotolini di ingera con burro speziato e berberé; la rapa rossa poi con cipolla al sapore agro dolce è fantastica! 

piatto antipasti
Si comincia con gli antipasti

Per secondo ho ordinato lo zighinì di pollo piccante e gomen: carne di manzo con broccoletti e spezie. Il tutto si mangia raccogliendo il cibo con l’injera, (corrisponde al nostro pane) che risulta intrisa di sugo e spezie varie. 

il piatto forte
Il piatto forte, qui ci si sporcano le mani, ma ci si leccano le dita
Per il vino Ghedam ha scelto invece un prodotto locale e ha optato per un bianco o rosso biologico dei Castelli Romani. Ancora manca un buon assortimento di dolci, così ci siamo dovuti accontentare di pasta di sesamo con pistacchi e volendo anche nella versione con il cioccolato (halvà), accompagnato però da un ottimo the caldo con cardamomo, zenzero fresco e cannella. 

collage di dolce e the
E per finire un the caldo e un dolce al sesamo
Alla domanda "perché c’è ancora l’insegna fuori con la scritta Hosteria?" Ghedam ha risposto semplicemente che “porta bene!”. E ci piace pensare che sia realmente così, con l’augurio che la sua attività speziata possa andare bene… Mi ha poi confessato che a casa spesso provano ad associare i sapori della cucina eritrea con piatti italiani, come ad esempio condire la pasta con lo zighinì e il berberè. Provare per credere! 

Testo e foto di Claudia Lovisetto
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