lunedì, ottobre 27, 2014

Monacone: quando dormire sotto il ponte diventa un lusso

Dormire alla Casa del Monacone
Vi ricordate che qualche settimana fa siamo stati a Napoli al Rione Sanità? Non vi abbiamo ancora parlato della Casa del Monacone, dove abbiamo pernottato. Prima di darvi qualche dettaglio in più vi dico che rappresenta un'ottima base d'appoggio per visitare una parte di Napoli poco conosciuta e ricca di fascino, e al tempo stesso per raggiungere il centro e i vari quartieri della città senza troppe difficoltà.

Ecco, ora possiamo dire che abbiamo dormito sotto i ponti, anzi sotto il ponte, ma non come barboni o vagabondi, ma come dei veri signori in un "atmosfera unica e suggestiva. La Casa del Monacone è nata nel '600 come  convento, che fu poi parzialmente distrutto per la costruzione del Ponte della Sanità. 
Ed è proprio sotto le arcate del ponte che è  posizionato il cortile, caratteristica questa  che rende la dimora unica e particolarmente affascinante. 

Così come si presenta oggi, un mix tra antico e moderno, è frutto della ristrutturazione firmata dal noto design napoletano Riccardo Dalisi che ha ricavato sei stanze arredate con antichi mobili e preziose maioliche. 

La nostra camera
Deliziosa la terrazza dove è possibile assaporare un’atmosfera d’altri tempi.
Al Monacone pace e relax
L'accoglienza degli ospiti è nelle mani del giovane Ferdinando, è lui che prepara della ottime colazioni e dà a tutti un benvenuto all'insegna di gentilezza e professionalità in un clima di assoluta familiarità. 
 
Le porte dipinte e colorate mettono tanta allegria mentre i mosaici che decorano il bagno e il pavimento della cucina rappresentano un prezioso tocco di originalità. 

La nostra visita  alla scoperta del Rione, ricco di monumenti e tradizioni è iniziata dalla basilica di Santa Maria della Sanità dalla quale si può accedere direttamente dall’antico convento Monacone.

La Casa del Monacone è in via Sanità 121
www.casadelmonacone.it

Monastero dalla chiesa



Foto di Claudia Lovisetto 

Testo di Claudia Lovisetto e Simonetta Clucher








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