domenica, ottobre 26, 2014

La Caldara di Manziana, idea per una gita fuori porta

Per gli Etruschi il dio degli inferi viveva qui
Ricordo una mostra di qualche anno fa che si intitola va "Il Lazio vario per natura" dove veniva messa in risalto la straordinaria biodiversità della Regione. 

Tante infatti le bellezze naturalistiche a portata di mano, anche a due passi da Roma.

Uno dei miei luoghi preferiti è la Caldara di Manziana.
Un luogo un po' magico anzi per alcuni aspetti anche un po' infernale. A pensarla così anche gli Etruschi i quali ritenevano che sotto il ribollire dell'acqua vivesse il dio degli inferi

Oggi inserita nel Parco Naturale del Lago di Bracciano e Martignano, la caldara dal 1988 è un'area protetta con il nome di Monumento Naturale della Caldara di Manziana.

Un luogo estremamente affascinate... il risultato della presenza dell'antico vulcano Sabatino. 

La sua fase eruttiva è finita da tempo immemorabile e la sua conca oggi è occupata dal lago di Bracciano, ma il fenomeno vulcanico non è del tutto è estinto. Una grande energia e un forte calore ancora covano sotto la crosta terrestre ed ecco che qui, a Manziana, trova la sua valvola di sfogo che dalla profondità del terreno viene fino in superficie gorgogliano facendo risalire una calda acqua sulfurea che dà vita ad una serie di polle. 
L'acqua ribolle come un piccolo gayser
Giusto per darvi un po' un'idea, possiamo dire che si tratta di una sorta di geyser in miniatura, ma non aspettatevi i forti getti d'acqua d'acqua sparati alti nel cielo come quelli che si possono vedere in Islanda o a Yellowstone!

Questo però non è l'unico aspetto che rende particolare quest'area protetta. 

Chi ha una minima nozione di botanica non può che stupirsi di fronte alla presenza di un boschetto di betulle: una specie sicuramente molto inconsueta sia questa altitudine che latitudine.

Le betulle, si sa, sono più tipiche del nord Europa... Ma allora che si fanno in provincia di Roma e a poche centinaia di metri sul livello del mare?

La risposta non è sicura, c'è chi pensa che potrebbero essere state piantate in tempi antichi, ma è sicuramente più probabile che si tratti di un relitto glaciale.

La presenza delle betulle per noi visitatore è più che altro una curiosità, ma c'è da dire che il fascino di questi alberi dalla corteccia biancale betulle, inseriti in uno scenario simile, è davvero di forte impatto.

Visto che ho iniziato a parlare di vegetazione, va specificato che non ci sono solo le betulle. 

Nel bosco troviamo anche castagni, diversi tipi di querce, aceri, carpini, ontani e noccioli, ma anche una macchia bassa e un ricco sottobosco con biancospino, ginestre e felci.

Anche se ho parlato di area inferernale, sarebbe sbagliato pensare che ci troviamo in una zona inospitale. Così come la flora, anche la fauna è molto ricca. Qui troviamo tassi, volpi, cinghiali, istrici, faine e anche qualche martora. In acqua poi non mancano anfibi e rettili. 

Tanti gli uccelli, compreso il bellissimo e variopinto gruccione, che scava il proprio nido nelle pareti sabbiose.

E a proposito di "che effetto che fa?", che dire dei cartelli che avvisano che respirare quest'aria potrebbe essere nocivo per la salute? 

Spaventa un po', ma nessun pericolo. 

Sì, ci sono forti emissioni di anidride solforosa e anidride carbonica che risalgono in superfice, ma passeggiare o anche trascorrere una giornata in questo ambiente naturale non potrà farvi altro che bene! 

Anzi anticamente la caldara era utilizzata per scopi curativi e rituali, sia dagli Etruschi che dei Romani, ma non è tutto. I legionari di ritorno a Roma si fermavano qui per purificarsi dopo le battaglie.

La raccomandazione che vi posso dare comunque è quella di non abbandonare i sentieri. L'itinerario è ben indicato e seguendo la segnaletica non rischiate di perdervi.


Allora, vi ho fatto venire voglia di fare un salto a Manziana? 

Allora preparate lo zaino e la borsa da picnic, vi aspetta una gita davvero speciale! 


Caldara di Manziana, come arrivare:

Monumento naturale caldara di Manziana: scoprilo con l'associazione xèmina!
Per prima cosa dovete arrivare a Manziana (RM) e da qui proseguire per circa cinque chilometri lungo la Strada Provinciale 2C. 


All'altezza del km 14.300 noterete una stradina sterrata sulla sinistra (attenzione che è mal segnalata): è  Via della Caldara

A questo punto non vi resta che proseguire  sempre dritti fino al parcheggio che si trova proprio in corrispondenza dell'ingresso dell'area protetta.



Per chi pensa di dormire in zona, segnalo la mia recensione di Villa Clodia

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