venerdì, luglio 25, 2014

Sirena di allarme a Tel Aviv, ecco com'è andata

Eravamo qui, quando ieri è suonato l'allarme
Meno male che mia madre crede che io sia in Spagna... Non so come avrebbe reagito sentendo al telegiornale che ieri mattina a Tel Aviv è suonata la sirena d'allarme. 

Ecco questa è un'esperienza che alla vigilia del mio viaggio in Israele avrei voluto evitare... ora invece, avendola vissuta, la posso valutare nella sua realtà.

Ieri ero a Tel Aviv - Jaffa, ed era il nostro ultimo giorno di viaggio. Dopo una settimana spensierata sulle strade di Israele ho capito che cosa significhi veramente sentir risuonare la sirena di allarme.


In questa settimana più di una volta ci avevano spiegato cosa fare in caso di emergenza. Un momento che temevo, avendone sentito parlare e avendo visto le immagini nei tg. Ma viverlo è un'altra cosa.


La sirena suona all'improvviso, quando proprio non te lo aspetti. Io e Claudia avevamo finito di fare shopping e ci stavamo dirigendo in spiaggia. La tranquillità di quella mattinata è stata spezzata dal suono continuo della sirena. Impossibile sbagliare, impossibile non capire cosa stava accadendo... anche per chi, come noi, si trovava per la prima volta in questa situazione.
Ci siamo rifugiate qui

La tranquillità di Tel Aviv è stata una scossa per un lunghissimo minuto. 

Ho visto gente in bici accelerare la pedalata, e persone in strada correre in cerca di un rifugio. 
"E ora che cosa facciamo, dove andiamo?" ci siamo chieste... 

La risposta alla nostra domanda è arrivata rapidissima da un ristorante di fronte. Ci hanno visto un po' spaesate e ci hanno fatto cenno di correre, di entrare e raggiungere il punto loro di raccolta. 
Tra questi tavoli abbiamo atteso il cessato allarme


Forse avevamo l'aspetto un po' scosso e forse il colorito che in questa settimana ci aveva regalato il sole di Israele era sparito in un attimo, lasciando posto ad un legittimo pallore... sarà stato per questo che un cameriere ci ha raggiunte con due bicchieri colmi d'acqua... Ci vuole più tempo a raccontarlo, rispetto alla durata effettiva dell'allarme. 

Il tutto è durato meno di un minuto. Prima l'allarme, poi la corsa per ripararsi, quindi un rumore sordo che stava ad indicare che il razzo era stato intercettato e distrutto... e che il pericolo era passato. 

Un po' di paura l'ho avuta, non lo posso negare... e vi confesso anche che, quando tutto è finito, dai miei occhi sono uscite anche un paio di lacrime... ma solo un modo per reagire alla tensione di quel momento, anche perché ormai era tutto finito e la vita a Tel Aviv era rientrata subito nella normalità, mentre noi ce ne siamo andate spiaggia a goderci le ultime ore di questo bel viaggio, tra la sabbia, al sole e con l'immancabile tuffo in queste acque limpide. 
La spiaggia di Tel Aviv, dove abbiamo trascorso le ultime ore del nostro viaggio
Come ho già detto nel post precedente, non è questa la sede per commentare gli aspetti politici della vicenda, però mentre ero stesa a prendere il sole mi sono trovata a riflettere su come, seguendo i telegiornali, la situazione a Tel Aviv sembrasse molto più drammatica della realtà, al punto da farmi dubitare se partire o meno. Ora che il nostro viaggio volgeva al termine, mi dispiaceva tornare a casa.
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