sabato, febbraio 08, 2014

Oman è anche (e soprattutto) deserto


L'80% del territorio omanita è desertico
Leggendo i numeri dell'Oman colpisce la percentuale di superfice occupata dal deserto: 80 % del territorio, pari a 309,500 Kmq, è caratterizzato da distese di sabbia, con le classiche dune, o formazioni rocciose.



Ecco che un viaggio in Oman non può che portarvi a contatto con il fascino di questo ambiente estremo.
 
Sulle strade desertiche

Quello più frequentato dai turisti è il Sharqiyah, che al fascino delle dune, che possono arrivare anche a 300 metri, unisce la vicinanza alla capitale Muscat, da cui dista un paio d'ore di auto.



Qui vive la tribù beduina dei Whaiba, ecco perché il deserto è chiamato anche Wahiba sands. Ci sono due modi per vivere il deserto, uno è quello di fare tappa in una città vicina per poi dedicargli un'escursione in giornata, la seconda invece è quella di godersi la notte stellata in uno dei campi attrezzati. 
Se vi state chiedendo qual è stata la mia scelta, allora proprio non mi conoscente! Eh già, ho proprio scelto un desert camp, con tanto di tramonto tra le due, cena beduina e notte nel deserto. 
Una delle capanne del Safari Desert Camp
Niente tende questa volta, ma delle comode capanne con bagno. Una notte nel deserto ha sempre qualcosa di magico. Il cielo è di un nero intenso da far sembrare le stelle ancora più luminose e numerose.
Ma lasciatemi fare un passo indietro. Quello che serve per un'avventurosa esplorazione del deserto è un'auto 4x4, altrimenti non è proprio possibile. 
4x4 tra le dune
Il nostro viaggio nel deserto è iniziato dal piccolo villaggio di Al-Mintrib, che poi è anche un comodo punto di partenza per le escursioni nel deserto. Qui abbiamo per prima cosa pagato l'alloggio e poi fatto tappa dal gommista perché il deserto si affronta con le ruote un po' sgonfie. 
L'asfalto pian piano lascia posto alla sabbia

Appena fuori l'abitato parte la pista che conduce nel deserto. Passare dall'asfalto alla sabbia non è facilissimo, ma poi ci si prende la mano, soprattutto quando ci si avventura in carovana, con una guida locale. 

In colonna verso il desert camp
Nei nostri programmi inizialmente non era prevista la guida, ma una delle nostre auto non era una 4x4 e non era quindi in grado di affrontare le dune è stato quindi necessario prendere un'altra auto e questa era con autista. 

Discese ripidissime, no problem
La sua presenze è stata molto apprezzata, non solo perché ci ha aiutato nei momenti di difficoltà, anche solo con piccoli suggerimenti sulla giusta marcia da inserire o su come fare alcune manovre, ma anche perché ci ha fatto davvero divertire. Il suo ruolo sarebbe stato solo quello di accompagnare al campo i 5 rimasti a piedi, ma ha fatto davvero molto di più. Con lui il deserto per noi si è trasformato in un grande parco di divertimento con ripide dune da salire e da scendere. Salite e discese che da soli non avremmo mai avuto il coraggio di affrontare !

La sua presenza poi è stata anche una vera benedizione quando abbiamo bucato in pieno deserto. 
Ecco, abbiamo bucato e gli altri sono lontani
Non chiedetemi come abbiamo fatto... non sarei in grado di rispondere, ma la ruote era inesorabilmente a terra. Avete idea di quanto sia difficile sollevare una pesantissima 4x4 con un crick piantato nella sabbia? Difficile per noi europei, ma non per la nostra valida guida omanita che per cambiare la gomma ha usato mani e piedi.
Ci voleva un omanita per cambiare una ruota nel deserto

Quella della gomma a terra è stata solo una breve parentesi, un tocco di avventura che ha reso la nostra esperienza nel deserto ancora più da raccontare. Anche se ci ha fatto perdere un po' di tempo e viaggiare al buio, non ha certo rovinato la tappa. Quando siamo arrivati al campo la cena ancora non era pronta e così abbiamo avuto tutto il tempo (e il coraggio) di farci una doccia gelata sotto le stelle. Già perché la particolarità di questi bagni è quella di non avere il tetto, a che servirebbe con un cielo così bello?
Doccia sotto l'azzurro

Al campo non eravamo soli, c'erano anche altri gruppi, ognuno con la sua tavolata. Una cena a buffet ottima e abbondante e lo stesso la mattina seguente per la colazione. 
A colazione
Il fascino di un giro in dromedario
Noi ci siamo limitati ad una breve esperienza, il nostro era un viaggio troppo breve per poter dedicare al deserto le due giornate necessarie per attraversarlo da nord a sud fino allo sbocco sul mare d'Arabia. Sarà per la prossima volta! Anche se 170 km di guida su piste sabbiose è un po' impegnativo, la spettacolare traversata fino al mare ripaga di ogni fatica.

Per meglio vivere il deserto si possono fare escursioni a piedi o in dromedario, ma sempre con una guida beduina. Noi niente di tutto questo: abbiamo fatto i matti con i fuoristrada, salendo e scendendo dalle dune. Sarà meno ecologico dei dromedari, ma vi assicuro che è molto, molto divertente. 

Però una cosa ecologica abbiamo provato a farla: scendere dalle dune con lo slittino.
Scivolando sulle dune

Visto che ho parlato di deserto vi faccio un cenno anche sul Rub al-Khali, che noi però non abbiamo visitato. Il suo nome significa “il quarto vuoto” perché ricopre un quarto dell’intera penisola arabica e rappresenta uno dei deserti più vasti del mondo, vi dico solo che la sua estensione supera quella della Francia. Non stupirà quindi sapere che il territorio sia una delle poche aree della terra a non essere stata ancora completamente esplorata.

In questa zona è facile trovare il Boswellia, ovvero l’albero dell’incenso che cresce nella regione di Rakyhut, nei pressi del confine con lo Yemen. Tra i siti da non perdere in questa zona ci sono anche quattro siti Patrimonio Mondiale UNESCO

  • gli alberi d’incenso di Wadi Dawkah;
  • i resti dell’oasi della carovana di Shisr (alle porte della città perduta di Ubar);
  • 40 km a est di Salalah, le rovine archeologiche dell’antica Sumhuram, che sovrastano la laguna l’antico porto di Khawr Rori, e conservano le fondamenta di locali culto e di case su un promontorio roccioso a picco sul mare ;
  • le rovine di Al - Balid che oggi presentano i resti archeologici più interessanti del Sultanato. 

Eh sì! Il deserto proprio mi piace
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