lunedì, febbraio 10, 2014

Cornovaglia, io e le "Fanciulle danzanti"


Io e le "Fanciulle danzanti"
 foto Ilgatto Conglistivali
Un viaggio on the road in Cornovaglia può riservare piacevoli sorprese a chi le sa cogliere... nel nostro vagabondare nei dintorni di Penzance, nei pressi del villaggio di Lamorna, ci siamo imbattuti in una coppia di polacchi che stavano fotografando la tomba a camera Tregiffian. Ci siamo avvicinati incuriositi, abbiamo scambiato due parole con loro, poi cui hanno mostrato una rivista dove c'era un articolo sulle Merry Maidens, ovvero le fanciulle danzanti, un luogo poco conosciuto che si trovava a brevissima distanza.

In questa foto di fanciulle danzanti ce n'è una in più, sono io che ho voluto provare l'ebbrezza di una danza rotante all'interno di questo cerchio di megaliti vecchi circa 4 mila anni. Le pietre non sono molto alte, la più grande è 1,4 m, le altre mediamente superano comunque il metro.
Danzare in questo grande cerchio di 19 pietre, dal diametro di 24 metri, è stato molto suggestivo. All'epoca però ancora non conoscevo l'antica leggenda che vuole le pietre frutto di un sortilegio, una punizione per un gruppo di musicanti e di fanciulle danzanti colpevoli di aver infranto il divieto di far festa la domenica e per questo tramutati rispettivamente in megaliti e massi.

Una storia doppiamente triste, perché parla di persone tramutate in pietra e triste perché la loro colpa era stata solo quella di ballare, anche se in un giorno proibito, per esprimere la loro gioia di vivere.

Ora so che quel caldo pomeriggio di luglio, io, anche non lo sapevo, ho danzato per loro.

La ventesima fanciulla danzante
foto Ilgatto Conglistivali
A pensarci ora, essere stata la ventesima fanciulla danzante rende ancora più bella la mia esperienza.

Quando pensiamo all'Inghilterra preistorica ci viene subito in mente il monumento per eccellenza: Stonehenge, ma la preistoria qui è di casa, soprattutto nel sud della Cornovaglia dove si trovano tantissime resti dell'età della pietra, compresi cerchi di pietre, camere funerarie e molto altro ancora.

Qui un tempo, a circa 200 metri di distanza, c'era anche un altro cerchio di pietra, poi distrutto verso la fine del 19 ° secolo, mentre 300 metri a nord-est da qui ci sono i Pipers, due massi alti 2 e 3 metri, descritti come le più grandi pietre della Cornovaglia rimaste ancora in piedi. Anche loro entrano nella leggenda: sarebbero i due musicisti che avevano accompagnato le fanciulle nella danza proibita. Se vi state chiedendo perché siamo così lontano, la leggenda ci dice anche questo: a mezzanotte la campana della chiesa del villaggio iniziò a suonare e loro si resero conto che stavano per infrangere il divieto domenicale. Fu così che fuggirono via lungo la collina, mentre le fanciulle continuavano a ballare senza accompagnamento. Ma questo non li risparmiò dall'essere trasformati in pietra. 
Una storia più fantasy che realistica, ma c'è da dire che molti cerchi di pietra sono associati a leggende di pietrificazione. Una versione realistica riguardo ai Pipers è invece quella che li vuole eretti per commemorare due condottieri del X secolo sono morti in battaglia
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