martedì, novembre 26, 2013

Portogallo on the road, il racconto di Marcella

Circa 1200 km on the road sulle Strade del Portogallo

Portogallo on the road: l'itinerario
Eccomi qui per raccontarmi uno dei mie viaggi on the road, forse lo avete già capito, ma è questo il mio modo preferito di viaggiare. Questa volta vi porto in Portogallo insieme ai miei amici Massimo, Michela e Alessio, con lui ho condiviso anche il viaggio in Florida, vi ricordate? Quella volta abbiamo scelto, per forza, un'auto a noleggio cercando tra le occasioni in rete

Per il Portogallo invece abbiamo potuto contare sulla Dacia Duster di Massimo. Un'auto perfetta per affrontare le strade impervie del Portogallo, se poi aggiungiamo che Massimo in quel periodo viveva a Lisbona, il vantaggio, come capirete raddoppia. 



1 giorno: Lisbona/Sintra
Lisbona può attendere, che il viaggio abbia inizio

Massimo ci è venuto a prendere all'aeroporto di Lisbona, aveva già la sua valigia in macchina, perché da qui iniziava il nostro viaggio on the road di una settimana sulle strade del Portogallo.



Prima tappa è stata la bellissima e fiabesca Sintra. Non molto lontana dalla capitale, questo sito Unesco ha strade strettissime e parcheggiare può essere difficile, quindi abbiamo preferito lasciare l'auto nel primo parcheggio e addentrarci a piedi, che poi è il modo migliore per gustarne le bellezze, primo fra tutti il Palacio National de Sintra con i suoi grandi camini a forma conica che domina la città e poi ancora altri palazzi e splendidi giardini. Appena fuori Sintra, tra i boschi si nasconde un autentico gioiello, è il convento dei cappuccini, risalente al 1560. Che cosa ha di speciale? Sicuramente le dimensioni, tutto è molto piccolo e Michela sorridendo ha detto che si sentiva un po' come Alice nel Paese delle Meraviglie.



2 giorno: Sintra/Mafra/Obidos/Coimbra
Ci è piaciuto perderci tra le vie di Obidos e passeggiare sulle sue mura 


La mattina seguente, prima di rimetterci in macchina ci siamo concessi una
Una delle 1200 stanze del Palacio Nacional
piacevole oretta di relax in spiaggia. Non di più, perché il viaggio era lungo. 


Questa seconda giornata ci ha portato fino a Coimbra, l'antica capitale, oggi famosa soprattutto per la sua università. Prima però ci siamo fermati a Mafra, dove sorge quello che è stato definito l'edificio più stravagante del Portogallo, non si capisce che cosa volesse realizzare il suo architetto, per certi aspetti ricorda un palazzo, per altri un monastero. Quello che è certo è che qui non hanno badato a spese. Vi dico solo che furono impiegati ben 45mila operai per la sua realizzazione. 
 
Obidos panorama dalle mura

La visita non ci ha particolarmente entusiasmato, per fortuna è stata una visita breve ed abbiamo avuto più tempo da dedicare alla nostra seconda tappa della giornata: Obidos

A passeggio tra le vie di Obidos
Una città deliziosa, circondata da mura merlate, le case bianche segnate da linee di colore. Percorrendo le sue vie a volte si ha quasi l'impressione di tornare indietro nel tempo. 

Questo è uno di quei posti dove, apparentemente c'è poco da fare e vedere, ma dal quale non te ne vorresti andare. Ma noi avevamo ancora della strada da fare prima di raggiungere Coimbra, tappa finale della giornata. 
 

Siamo arrivati appena in tempo per la cena e per goderci le atmosfere notturne della città.


3 giorno: Coimbra/Aveiro/Porto
Coimbra, un po' la delusione del viaggio

Il bello di viaggiare in auto è quello di avere più indipendenza ed elasticità nei programmi. Coimbra si visita in poche ore (anzi io l'avrei anche saltata, ma i ragazzi ci tenevano tanto) e così, carta e guida alla mano abbiamo notato che sulla strada verso Porto c'è la città di Aveiro che viene soprannominata “Venezia del Portogallo”. 
 
Non gondole, ma moliceiro per la Venezia del Portogallo

Con la città lagunare ha davvero poco in comune, se non una serie di canali che l'attraversa. Nessuno però si è pentito di questa sosta, la città è davvero deliziosa e le ragazze, spinte da un tocco di romanticismo, hanno voluto fare un giro in moliceiro, l'imbarcazione tipica dall'alta prua.
In serata siamo arrivati a Porto.
 
4 giorno: Porto
Finalmente una serata all'insegna del fado
 
Alla città di Porto abbiamo dedicato un'intera giornata e qualche ora della mattina successiva, ma sicuramente avrebbe meritato di più. Il cuore pulsante della città è Ribeira, patrimonio Unesco, quartiere caratteristico per i suoi stretti vicoli medievali, le piazzette, le chiese dai tipici azulejos e gli edifici sfarzosi. 

Tra tutti ricordo in particolare la Chiesa di San Francesco dall'interno così barocco da essere decisamente pesante e ancora la Bolsa con il suo splendido salone arabo, decorato con circa 18 kg d'oro. 
Cena e fado


La sera  abbiamo cenato in un ristorante piccolissimo Casa Porto à Noite (Rua dos Mercadores, 170), al massimo, stando vicini vicini, entreranno una ventina di persone. La particolarità del locale è il fatto che sia gestito da due fratelli e una sorella che, improvvisamente, smettono di servire ai tavoli, di cucinare o riempire i boccali di birra perché, abbassate le luci, divengono artisti di uno spettacolo di fado, la musica tradizionale portoghese.
 

5 giorno: Porto/ Monsanto/Castelbranco
Alla scoperta di un paesino arroccato

In barca lungo il Duero
Una visita a Porto non è completa senza una scorpacciata di sardine e un giro in barca verso la foce e una visita alle cantine di produzione del Porto, a queste ultime abbiamo dedicato parte della mattinata, mentre le sardine sono state... diciamo ospiti d'onore a pranzo.
Monsanto

Poi ci siamo di nuovo messi in macchina per raggiungere Monsanto, che dista oltre 200 Km di strada. 
Un posto magnifico, difficilmente da raggiungere senza un'auto. 
Si trova un po' sperduto, a 600 metri d'altezza e la sua posizione, insieme ai massi ciclopici e alle rovine del castello gli danno un fascino davvero unico, se poi a questo aggiungiamo anche un magnifico tramonto, la fatica di arrivare fin quassù è ampiamente ripagata. Il paese è piccolo, ha solo due ristoranti, i posti letto scarseggiano e non sono certo economici. 
Per la notte abbiamo quindi optato per l'ostello di Castelbranco.



6° giorno Castelbranco – Castelo de vide – Marvao - Evora
Raggiungiamo il punto più a est del viaggio, quasi in Spagna.

Castelo de Vide
Colazione veloce alle 8,30 (prima non era possibile) e partenza per Castelo de Vide, ancora una volta una meta arroccata tra le colline e un posto che affascina. 

Non c'è molto da vedere, però è bello assaporare le atmosfere che un piccolo villaggio come questo da dare. 

Poi di nuovo in macchina con destinazione Marvao, un pittoresco paesino ad oltre 800 metri sul livello del mare. 

Siamo talmente vicini con il confine spagnolo che i cellulari non fanno altro che mandare sms di benvenuto in Spagna e in Portogallo.

Marvao
Nel tardo pomeriggio eravamo ad Evora ed abbiamo iniziato la visita di quella che è considerata la città medievale meglio conservata di tutto il Portogallo. Non a caso è stata inserita nella lista dei patrimoni Unesco.



7° giorno: Evora – Lisbona
Non solo Medioevo, anche i Romani arrivarono fin qui
Evora
 Passeggiare all'interno delle mura trecentesche di Evora si assapora la suggestione di questa città dalle stradine strette e tortuose che quasi ad ogni angolo offrono delle sorprese architettoniche. Molto particolare la sua cattedrale dalle torri di granito che le danno l'aspetto come di una fortezza. 

Siamo in una città che affonda le sue radici all'epoca romana e qua e là emergono resti che lo ricordano come i resti delle terme romane nell'atrio della camara municipal o le 14 colonne di marmo di un tempio, forse dedicato a Diana, forse a Giulio Cesare, giunte intatte fino ai giorni nostri.
Il nostro viaggio on the road sulle strade del Portogallo volgeva al termine, lasciata Evora ci siamo diretti verso Lisbona, dove la Dacia Duster di Massimo poteva godersi il meritato riposo in garage dopo aver percorso oltre 1200 km in una settimana.

8°/10° giorno: Lisbona
Il nostro viaggio è giunto al termine: qualche giorno a Lisbona, poi casa


Il tram 28
A farci da guida in città non poteva che essere Massimo che da quasi un anno vive qui. Dopo aver viaggiato per una settimana in auto, ci siamo trovati in tram, ma non uno qualunque, il 28 che, nel suo normale servizio di linea, attraversa i più importanti quartieri della città. Sicuramente il modo migliore per fare un tour veloce ed economico. Unica accortezza quella di partire presto, altrimenti con la carrozza troppo affollata si perde molto della suggestione offerta dal questo giro panoramico nei vicoli stretti della città.

Mentre noi ragazze ci siamo tuffate nello shopping al quartiere del Chiado,
Torre di Belem
Alessio è andato a visitare l’Océanario al Parque Das Nações. E' uno degli acquari più grandi del mondo ed è strutturato attorno ad una grande vasca centrale che ospita una ricca fauna marina e poi ci siamo ritrovati insieme per una visita sensoriale al Lisboa Story Centre per "vivere" la storia di Lisbona.
Non poteva certo mancare una puntatina a Belém per gustare i famosi pastéis de nata serviti con zucchero e cannella, da mangiare rigorosamente presso il forno Pastéis de Belém (Rua de Belém, 84). Il forno si trova vicino al Mosteiro dos Jeronimos uno, dei monumenti più importanti della città, insieme alla Torre di Belém.
Con una guida come Massimo, la sera abbiamo sempre mangiato dell'ottimo pesce, e vissuto la movimentata vita notturna di Lisbona

Marcella
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