mercoledì, agosto 07, 2013

Thailandia, trekking, elefanti e zattere

Si comincia con un giro in elefante
Come vi avevo accennato qualche giorno fa, nel nostro viaggio in Thailandia ci siamo concessi due giorni di trekking. Il bello del programma é stata la ricchezza e la varietà dell'itinerario che si é sviluppato nella zona di Chang Mai, nel parco di Mae Wang.

Vario il passaggio che si è snodato tra risaie, foresta e villaggi. Vario anche nel programma che ci ha visto non solo a piedi, ma anche a dorso di elefante e a bordo di una semplice zattera in canne di bamboo, con la quale abbiamo disceso un corso d'acqua.



Risaia
Ma partiamo dall'inizio. La mattina del 4 agosto,  verso le 9, abbiamo lasciato  il nostro hotel in pulmino. 

Prima tappa l'elephant camp dove ci attendevano i pachidermi che ci avrebbero portato a fare un giro nella foresta tropicale. 

Un'escursione divertente di cui vi ho già parlato in tempo reale. ora come promesso vi racconto il resto di questa due giorni lontano da templi e città. 

Lasciati dunque alle spalle elefanti e pulmino ci siamo avviati lungo un sentiero in salita attraverso una vegetazione rigogliosa. Boschi che di tanto in tanto lasciano spazio ad ampie risaie. L'escursione é semplice e gradevole, anche se ogni tanto il cammino é interrotto da attraversamenti un po' avventurosi per superare corsi d'acqua.


Un facile trekking 
La prima giornata di cammino é stata caratterizzata dalla mancanza di incontri umani. Ad accompagnarci solo un cane, che ci ha adottato fin dall'inizio del cammino, e la pioggia... non proprio una pioggia monsonica, ma abbastanza fastidiosa da creare uno scivoloso strato di fango.
 

La prima giornata di trekking su é conclusa con l'arrivo ad un villaggio karen fatto di capanne. In quel momento, dopo tanto camminare, la cosa che più desideravano era una doccia, ma tutto quello che il villaggio aveva da offrire era il fiume. E così ci siamo adeguati alle abitudini locali. 

Una volta eliminato tutto il fango e la polvere di dosso, il fiume - e soprattutto la sua cascata - sono diventati il nostro parco di divertimento. Ci siamo truffati in acqua e ci siamo fatti trascinare dalla corrente scivolando lungo la cascata in una sorta di "rafting umano". Divertentissimo! La prima volta a dire il vero la forza dell'acqua mi ha trascinato sotto ed ho bevuto un po', ma non é bastato così poco a fermarmi! Due dita sul naso saranno poco avventurose, ma mi hanno preservato da antipatiche bevute e relativo rischio di affogamento.


Nel frattempo si era fatta ora di cena. Per noi il menù in programma era semplice ma molto tradizionale. Una cena che abbiamo consumato in una capanna aperta a lume di candela.
Io ho dormito qui

Lo ammetto, non ho un'aria molto riposata
Al villaggio abbiamo trascorso anche la notte, dormendo tutti insieme appassionatamente in una grande capanna, protetti da zanzariere.

Dormire in una capanna in riva ad un fiume ha un qualcosa di romantico, ma per chi non è abituato é poco facile addormentarsi in una foresta che risuona dei versi di tanti animali, per non parlare poi del rumore della cascata, ma alla fine la stanchezza ha avuto il sopravvento.
 

La mattina seguente, dopo una colazione a base di uova e frutta fresca, ci siamo rimessi in cammino. Il percorso della nostra seconda giornata di trekking é stato molto più semplice e ci ha portato attraverso alcuni villaggi di etnia karen e mhong che ci hanno accolto con i lori prodotti.

Bamboo Rafting
Questi trekking ci é piaciuto molto, ma quello che più ci ha entusiasmato é stata la sua conclusione: il bamboo rafting, che consiste ne discendere il fiume a bordo di zattere di bamboo.
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