sabato, luglio 06, 2013

Tunisi, girovagando per il souq

Il piacere di perdersi nel souq
Per una come me che adora mercati e mercatini, anche senza la necessità di comprare, entrare in un souq e muoversi seguendo il flusso di persone tra stradine strette piene di oggetti di ogni tipo, è sempre un'esperienza indimenticabile.

Trovate veramente di tutto, stoffe, profumi, spezie, frutta secca, peperoncini, rame, argenteria, pellame e tanti altri oggetti di ogni tipo.

Mi piace tutto. i colori, i profumi, i suoni e anche quella buffa sensazione di sentirsi "rapiti" da quei mercanti che cercano (e talvlta ci riescono) a convicervi ad entrare nel loro negozio, anche solo per vedere... ma una volta dentro non vi lascerebbero più uscire.
E' una sorta di gioco e va preso come tale, così come l'arte della contrattazione. Mai pagare quello che chiedono, provare a far scendere il prezzo a limiti impensabili è un'arte e ci vuole anche un po' di faccia tosta e il giusto tempo necessario. Dimenticate la fretta e state al gioco.
Il souq è anche un viaggio tra i profumi

Alla fine uscirete con il vostro pacchetto in mano, chiedendovi se l'avete pagato il giusto, ma comunque fieri del vostro acquisto.

Gli immancabili tappeti
Quando si arriva in un souq, soprattutto tra donne, diciamolo, ci sarebbe il desiderio di andare tutte insieme, è un errore comune. In un souq ci si muove per piccoli, piccolissimi gruppi. Due, al massimo in tre, altrimenti tutto diventa complicato, tranne perdersi.

L'unica timore che si deve avere quando ci si addentra in un souq, infatti, è quello di perdere l'orientamento. 

E' troppo facile girare di qua e di là e poi rendersi conto di aver smarrito la direzione. Quindi cercate sempre di muovervi in uno stesso senso. Meglio se si sceglie una via, magari la principale, e ci si dirige sempre dritti. A volta la deviazione è d'obbligo se l'occhio cade su un banco più laterale.

Prodotti artiginali in cuoio

Prima di addentravi prendete sempre un punto di riferimento, non fate troppe deviazione e tornare al punto di partenza. Per me è stato facile, ma avevo un trucco: la mia direzione era la moschea di Zitouna ed era orario di preghiera, quindi a guidarmi dalla parte giusta ci pensava il muezzin!

Dalla moschea poi ci siamo spostati al vicino ristorante Dar Bel Hadj, dove ci attendeva il nostro primo pranzo tunisino.
Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...