giovedì, aprile 04, 2013

Viaggio in Islanda, Landmannalaugar



La cascata di Foss
22 agosto 2012
 
Il nostro viaggio volge al termine... lasciato il parco di Skaftafell abbiamo raggiunto Vick dove abbiamo trascorso la notte, facendo prima tappa alla cascata di Foss che si trovano lungo la strada. 

La cosa curiosa di questa cascata è il nome, Foss significa semplicemente cascata. Non è una cascata particolarmente spettacolare, soprattutto dopo quelle che hanno accompagnato, quasi quotidianamente, il nostro viaggio.


VIck è famosa per la colonia di pulcinelle di mare, ma a loro avremmo dedicato la giornata prima di tornare a Reykjavik

23 agosto 2012

Il nostro viaggio in Islanda è stato un must dietro l'altro. Quello che ci attendeva ora era di questi Landmannalaugar. Un luogo affascinante (dal nome praticamente impronunciabile), reso ancora più particolare dal percorso di avvicinamento: suggestivo e avventuroso.
Lasciatemi godere un po' questo panorama
  • Un itinerario suggestivo per i paesaggi che si attraversano, molto più verdi rispetto a tanti altri. Tra tutte e foto che questi panorami ci hanno regalato, le più belle forse quelle del lago che si incontra prima di arrivare. Se c'è un po' di vento basta pazientare un po' e attendere che si plachi... quando l'acqua si ferma il lago diventa uno straordinario specchio che riflette il paesaggio circostante. 
  • Vi parlavo anche di un itinerario avventuroso la strada infatti richiede molta attenzione perché ci sono corsi d'acqua da attraversare. Fin dall'inizio del nostro viaggio sapevamo che la strada per sarebbe stata un susseguirsi di guadi. Quanti sono non lo so dire, ho perso il conto, ma credo che saranno stati 18-20. Detto così sembra molto più impegnativo di quello che effettivamente è stato. Molti guadi sono in realtà degli attraversamenti semplici, quasi irrisori. Quelli veramente difficili sono solo gli ultimi due, poco prima di raggiungere Landmannalaugar. Chi ha qualche dubbio, può semplicemente parcheggiare prima dei due guadi e poi raggiungere la zona a piedi.
Una ventina di guadi prima di arrivare
 
Comunque, per quello che ci riguarda li abbiamo passati alla grande. Impegnativi, ma non certo peggiori di tanti altri che abbiamo attraversato durante il viaggio.

Per arrivare fin quassù abbiamo pernottato a Vick e al ritorno ci siamo fermati in una fattoria a Hólaskjól, più o meno a metà strada, ma volendo è possibile soggiornare nel rifugio o nel campeggio di Landmannalaugar. Venendo qui non dimenticate di portare il costume, come accade spesso in Islanda avrete la possibilità di fare un bel bagno in una sorgente termale.

Arrivare qui è un po' impegnativo, ma l'area di Landmannalaugar è di una tale bellezza che la fatica si dimentica presto.

Non a caso questa zona è una meta turistica molto gettonata per le interessantissime formazioni geologiche. Senza contare poi che da qui è possibile incamminarsi per dei lunghi ed interessantissimi trekking verso gli altipiani islandesi. Percorsi non molto impegnativi, le montagne, se così le possiamo chiamare, hanno un'altitudine di circa 600 metri. 

Itinerari che richiedono però più tempo a disposizione della semplice escursione che abbiamo fatto noi, si tratta infatti di camminate di più giorni. Tra queste una di quattro giorni, il Laugavegur - considerato il più bello d'Islanda e uno dei più suggestivi del Pianeta - che arriva fino a Þórsmörk passando tra i ghiacciai Mýrdalsjökull e Eyjafjallajökull, il celebre vulcano islandese che nel 2011 con le sue ceneri bloccò i cieli di mezza Europa.

Quello che colpisce di questa zona sono i colori straordinari delle montagne di riolite dove di tanto in tanto il terreno ci regale delle solfarole visibile anche ad una certa distanza. Se non avete più giorni a disposizione, basta comunque un'escursione di un paio d'ore per ammirare panorami indimenticabili.

Lasciata Landmannalaugar abbiamo ripercorso la strada a ritroso, con tutti I suoi guadi, fino a Hólaskjól. Il giorno seguente ci aspettavano le pulcinelle di mare a Vick e poi Reykjavik... nell'aria un po' di malinconia: il nostro viaggio volgeva ormai al termine
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