sabato, gennaio 12, 2013

Siena, lungo la Francigena alla ricerca dei segni nascosti

Porta Camollia
Così come San Gimignano, anche Siena è chiamata figlia della strada. Capire l'importanza che ha la via Francigena per Siena è facile, basta entrare da Porta Camollia e camminare, passo dopo passo la strada vi accompagnerà nel cuore della città. Se poi lungo la strada vi viene qualche dubbio, vi basterà alzare un attimo lo sguardo. In alto la sommità della Torre del Mangia vi indicherà che la strada è quella giusta. Se poi dovesse suonare le campana, come accade in occasioni di importanti eventi civili, nessun dubbio sulla direzione... i rintocchi si sentono in un tutta la città.

Entrando in città con lo spirito del pellegrino la cosa migliore da fare è andare piano e cogliere l'occasione data dal passo lento per osservare quello che al turista troppo spesso sfugge. 

Guardare, sì ma dove? Semplicemente intorno a noi, ognuno saprà scoprire qualcosa di diverso... qualche suggerimento però ve lo darò, il resto spetta a voi. 

Formella Tempo-zulu
Lungo il selciato sono state sistemate, nell'ambito del progetto Tempo Zulu alcune formelle, si tratta di pietre d'artista, lavori di arte contemporanea che ci lasciano dei messaggi. A voi il delicato compito di trovarle e decriptarle. Questa qui a fianco è appena oltrepassata Porta Camollia, le altre sono disseminate un po' in tutta la città.

I muri di Siena ci parlano poi delle maestranze che lavorarano nei cantieri medievali e che ci hanno lasciato la firma nei mattoncini, le cui decorazioni rappresentano un vero e proprio marchio di fabbrica. 
La lupa, simbolo di Siena

A guardare bene poi, i mura degli edifici medievali lasciano trapelare anche il passato romano della città che fu fondata, secondo la tradizione, da Senio ed Ascanio, figli di Remo. Nessuno stupore allora se vi capita di incontrare la lupa che allatta i gemelli!

Un passato diverso, molto più antico è quello geologico che un occhio attento riesce a scoprire osservando i resti dei sedimenti marini che emergono in alcuni punti.

Lo stendardo dell'Oca
foto Ilgatto conglistivali
 Altri segni da scoprire lungo il passaggio sono quelli delle 19 contrade, i cui confini furono fissato da Violante di Baviera nel 1729, alle quali i senesi sono molto legati. Il palio, che si svolge due volte all'anno, vede i contradaioli schierarsi in una competizione molto sentita. E' un forte momento di vita e di identità che divide i senesi nei vari schieramenti, ma durante il resto dell'anno nessuna rivalità. Tutti sanno che le chiese sono sempre aperta la domenica, ma non è sempre così. La chiesa dell'Istrice non la troverete aperta tutte le domeniche, l'apertura avviene solo nei giorni degli eventi contradaioli e in particolare del palio, in quest'occasione uno dei momenti più importanti è la benedizione del cavallo.
Il quadrato magico

Arrivando al Duomo provate a cercare nel marmo del rivestimento il quadrato magico che dà vita ad una croce latina formata dalla parola palindroma tenet che va a convertere sulla lettera "N", che nella simbologia significa pesce, acqua.

Se poi arrivate a Siena nel periodo giusto, da non perdere il tappeto musivo del pavimento del Duomo che viene svelato una volta l'anno e che rivela un percorso esoterico che di segni da scoprire è pieno.

Siena, panorama sulla città
 Io vi ho dato il via, ora tocca a voi "perdervi" alla ricerca dei segni nascosti... ricordate, l'invito è quello di andare lenti e quardare bene dove mettete i piedi. Buona fortuna
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