sabato, settembre 08, 2012

Viaggio in Islanda, Abyrgi: il rifugio degli dei


Il canyon di Asbyrgi
15 agosto 2012

Vi ricordate la storia degli dei gettati tra le acque di Godafoss?
La leggenda ha anche una seconda parte che parla di come gli dei, per niente offesi per l'affronto subito, non abbiamo lasciato l'Islanda, ma si siano rifugiati ad Asbyrgi, il cui nome significa “rifugio degli dei”. Da Asbyrgi poi gli dei avrebbero comunque continuato a vegliare sul Paese.


Seppur leggendaria questa non è l'unica particolarità di Asbyrgi, anzi quella che oggi attrae qui è un'altra. E' lo straordinario canyon lungo 3 chilometri e mezzo e largo circa uno, a forma di ferro di cavallo. Il destriero che avrebbe lasciato l'impronta non è un cavallo qualunque, ma quello di Odino, il velocissimo Slættur, che, pur spostandosi in volo, accidentalmente toccò il suolo lasciando l'impronta di uno degli otto zoccoli (ve lo avevo detto che non era un cavallo qualunque!) sul terreno.

Siamo nel Parco Nazionale di Jökulságljufur, che prende il nome dal canyon che accompagna il corso del fiume. Il parco, fondato nel 1973, si estende per 153 kmq, seguendo per 35 km il corso del fiume Jökulsá á Fjöllum. Fiume che secondo gli scienziati, che ovviamente non credono alle leggende, sarebbe il vero responsabile della bizzarra forma del canyon, disegnata dalle sue acque nel corso di due catastrofiche alluvioni dell’ultimo periodo post-glaciale, provocate da eruzioni che si originarono al di sotto della calotta del terzo ghiacciaio del pianete, il Vatnajökull, provocandone un parziale scioglimento. Stiamo parlando di migliaia di anni fa, la prima avvenne tra gli 8e i 10 000 anni fa, la più recente "appena" 3 000 anni fa.
Per vedere il fiume occorre spostarsi più ad est, perché con il tempo il corso d'acqua ha cambiato il suo corso.  Per ora rimandiamo il fiume e decidiamo di fare un trekking nella zona del canyon. Per chi ha tempo e voglia il sentiero è percorribile in due giorni e conduce fino alla cascata di Dettifoss, noi invece ci siamo limitati a camminare qualche ora lungo il sentiero del canyon. A Dettifoss ci siamo andati più tardi, in auto.

Asbyrgi, sulla cima del rifugio degli dei
La scelta era tra il sentiero basso, quello che si snonda sul fondo della gola e quello alto che domina il paesaggio circostante. Per non farci mancare niente ci siamo divisi in due gruppi. Una parte ha scelto il sentiero basso, gli altri quello alto. I due sentieri nziano insieme, per poi separarsi più avanti quando un varco nella ripida parete, opportunamente attrezzato  con scala e corde, consente di raggiungere la parte più alta.

La differenza tra i due itinerari sta non solo nel panorama, ma anche nella vegetazione.

Quello basso è boscoso, dominato dalle betulle, il secondo dalle basse piante che caratterizzano la tundra.

Per questa passeggiata l'Islanda ci ha regalato una bellissima giornata di sole che ha resto il nostro trekking ancora più piacevole.
Un panorama che fa dimenticare ogni fatica

Dall'alto abbiamo ammirato la forma delle rocce, la cui struttura una leggenda lega al dispetto di mago che avrebbe pietrificato degli elfi (a proposito, pare che qui ci sia un'alta densità di popolazione di elfi, il cosiddetto "popolo nascosto"). E gli scienziati cosa dicono? Gli elfi e il mago non li prendono proprio in considerazione, e vedono nella struttura della roccia esclusivamente un'origine lavica.
Il laghetto alla base del canyon
Dall'alto si può ammirare anche il laghetto che si trova in basso, proprio nella curva interna del canyon.  Il laghetto è molto suggestivo e al termine della nostra escursione lo abbiamo raggiunto avvicinandoci con le auto. Con l'occasione ci siamo regalati anche un picnic nel prato, baciati dal sole.
La fioritura della tundra, un morbido tappeto colorato

Se capitate da queste parti, un'escursione qui è d'obbligo. Il canyon è sicuramente il più bello d'Islanda e tra i più suggestivi e belli del pianeta, al punto che molti lo paragonano al Grand Canyon in Arizona.
Quando lo scultore è la forza della Natura

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