lunedì, luglio 30, 2012

Messico, il ritorno

Il nostro viaggio in Messico è iniziato dalla Capitale.
A Città del Messico ero già stata nel 2004 e già all'epoca avevo avuto modo di apprezzarenuna città apparentemente ordinata, ben organizzata e pulita. Il problema di Città del Messico era e rimane la sicurezza. Pur essendo considerata una città ad elevatissimo tasso di criminalità, il visitatore non percepisce situazioni di pericolo e si sente abbastanza sicuro.
Eppure rapimenti, furti e rapine, soprattutto ai danni dei turisti, sono all'ordine del giorno. Per quello che mi riguarda, non ho mai avuto nessun tipo di problema.
Sembra quasi impossibile, ma numerose rapine avvengono nei taxi, il fenomeno è meno diffuso ora di quanto lo fosse anni fa, ma il consiglio è sempre quello di preferire i taxi a chiamata.

Comunque, con le dovute attenzioni, che poi non differiscono molto di quelle da adottare in ogni città, la permanenza a Città del Messico vi riserverà solo piacevoli ricordi. Riguardo alle precauzioni da adottare, la più importante sta nell'attraversare la strada. Pare infatti che le vittime di incidenti siano di più di quelle dovute alla criminalità.

Ci sono cose che un visitatore non può assolutamente perdere, o almeno così dovrebbe essere. Lo scrivo perché alcune di queste io nel mio primo viaggio le ho mancate... colpa però del mio compagno di viaggio... un po' troppo egoista che ha voluto calibrare il viaggio su se stesso. Ma non importa, è acqua passata... anzi questo viaggio mi è servito anche come riscatto.

Quando studiavo geografia il Messico mi era stato descritto come il Paese dell'eterna primavera, quello che ho scoperto in questo viaggio è che si tratta di una primavera piovosa.

L'acqua che abbiamo visto nei primi giorni inizialmente ci aveva un po' scoraggiato, ma per fortuna superato il Chiapas la lluvia forte è finita e siamo stati baciati dal sole fino all'ultimo giorno sulle spiagge di Tulum e Isla Mujeres

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