giovedì, maggio 31, 2012

World Wonders, con Google alla scoperta dei patrimoni UNESCO

Più volte Sulle Strade del Mondo ha parlato di Patrimonio dell'Umanità, oggi torna su questo tema per proporvi un viaggio virtuale in 132 siti sparsi in 18 Paesi diversi. A dire il vero non sono io a proprorvi questo viaggio, ma Google con il progetto WorldWonders, il tutto in collaborazione con l’UNESCO,il World Monument Fund e l’agenzia fotografica Getty Images.
Insomma, bastano pochi click per viaggiare, attraverso il proprio computer, in alcuni dei luoghi più belli della Terra: dai megaliti di Stonehenge agli antichi templi di Kyoto, dalla Reggia di Versailles al memoriale della pace di Hiroshima, passando per le bellezze naturali dello Yosemite National Park e di moltissimi altri luoghi di interesse mondiale. Per quanto riguarda l'Italia, decie i siti disponibili, dal Pompei alle Cinque Terre, dalla Reggia di Caserta a Villa Adriana e molti altri ancora.

Accedendo a World Wonders non solo sarà possibile esplorare questi luoghi grazie a Street View, ma anche documentarsi sulla loro storia attraverso testi di approfondimento forniti dall’UNESCO e carpirne gli aspetti più suggestivi sfogliando album fotografici virtuali, forniti dai partner del progetto o modelli 3D. Il progetto rappresenta anche l'occasione per far conoscere anche siti meno noti, per far conoscere a tutti - come ha spiegato Bonnie Burnham, Presidente del World Monuments Fund - il grande lavoro che si nasconde dietro la preservazione dei luoghi più preziosi del mondo”.
Uno strumento molto utile anche per studenti, docenti e studiosi. World Wonders dispone infatti anche una sezione “didattica” dove sono disponibili guide e documenti di approfondimento, divisi per argomenti storici e aree geografiche.

Il progetto rientra tra le iniziative di Google per la salvaguardia e promozione della cultura, online., con l'obiettivospiega Steve Crossan, Direttore del Google Cultural Institute -di dare nuova vita ai luoghi più significativi del patrimonio culturale mondiale e, soprattutto, di renderli accessibili ad un pubblico globale. Si tratta di una novità senza precedenti".

Importante il ruolo dell'Unesco come parte attiva in questo progetto che – ha sottolineato Francesco Bandarin, Vice Direttore Generale dell’UNESCO per la Cultura - contribuirà ad accrescere l’interesse e l’attenzione delle giovani generazioni verso i Siti Patrimonio dell’Umanità, la cui preservazione sarà un domani loro diretta responsabilità”.
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