domenica, agosto 28, 2011

Ma che ci fa Marco Polo in Messico?

relax messicano
Ciao a tutti, oggi ho voluto scherzare un po con il titolo per segnalarvi che il racconto del mio recente viaggio in Messico partecipa ad un concorso indetto dalle guide Marco Polo (EDT edizioni).

Ecco il mio racconto:


Emozioni messicane 
Un viaggio in Messico è sicuramente un viaggio ricco di colori, sapori, profumi, suoni e soprattutto emozioni... anche per chi, come me, è al secondo viaggio in questa terra straordinaria.


Colori

I colori sono quelli del mare, della frutta, dei vestiti della gente, della vegetazione e dei resti archeologici che si stagliano nel cielo.


Sapori

I sapori quelli della frutta e della cucina, i miei preferiti sono il mango, rigorosamente ben maturo e il guacamole, possibilmente senza coriandolo.


Profumi e suoni

Non ho il ricordo di un profumo ben definito, i profumi sono un po' ovunque... quanto ai suoni i primi che mi vengono in mente sono quelli della natura: il frinire continuo delle cicale, il canto degli uccelli, e le grida delle scimmie urlatrici nella giungla. A questi si affianca un suono un po' fastidioso, quello dei venditori di fischietti a Teotihuacan che riproduceva (secondo loro) il verso del giaguaro.


Emozioni

E' ora il momento delle emozioni come quella di salire i 365 gradini della Piramide del Sole per arrivare vicino al cielo, fino al punto più alto, per toccare quei centimetri carichi di energia millenaria e ammirare una straordinaria veduta di Teotihuacan. Il tutto dimenticando, come per incanto, il caldo e la fatica. E che dire dell'impatto emotivo che si prova arrivando a Palenque non dall'entrata principale, ma dopo un'ora di camminata all'interno giungla? Certo, non sarà la stesse emozione provata da chi, tanto tempo fa, scoprì gli antichi resti maya dimenticati e diventati parte della foresta, ma vi assicuro che l'impatto è forte. Di tutti i siti visitati, quello di Palenque è sicuramente quello che ci ha regalato le emozioni più intense. A proposito di emozioni però, a vincere non è stata l'archeologia, ma l'incontro con due meravigliose creature marine: la tartaruga e lo squalo balena. Il primo è stato un incontro casuale, il secondo cercato... ma lasciatemi fare un passo indietro.

La notte di San Lorenzo eravamo sulla spiaggia di Tulum, l'idea di vedere le stelle cadenti era sfumata per via della luna piena che rischiarava la notte, situaizione ideale per le tartarughe che al momento di deporre le uova tornano su quella stessa spiaggia dove tanti anni prima sono nate. Insomma la stessa luna che ci ha negato le stelle ci ha regalato l'incontro inaspettato con una gigantesca tartaruga caretta. Aveva appena terminato di affidare alla sabbia le uova e si apprestava a tornare in mare. E' stato fantastico vederla coprire la buca e poi, arrancando, avvicinarsi alla riva e, pian piano, sparire nell'acqua. L'ultima grande emozione del viaggio è stata quella di nuotare con gli squali balena, ovvero il pesce più grande in assoluto. Come squalo è innocuo, non attacca l'uomo e si nutre di plancton, ma vi assicuro che pinneggiare a pochi centimetri dalla sua bocca spalancata è uno dei ricordi più belli di tutto il viaggio. Se capitate a Isla Mujeres in estate non perdete quest'esperienza. In questo periodo centinaia di squali balena si danno appuntamento in queste acque per nutrirsi e i diving center organizzano uscite in barca nelle zone dove la loro concentrazione è maggiore. Si scende in acqua accompagnati da un istruttore, per nuotare a fianco di questi animali la cui lunghezza massima si aggira intorno ai 20 metri. Sanno pure innocui, ma vederli così vicino fa molto effetto!

Le regole sono semplici, ci si tuffa due per volta, non si utilizza la crema solare, che sciogliendosi può essere ingerita dagli squali balena e si indossa la muta o il salvagente. A questo proposito vi do due consigli, il primo è quello di scegliere un diving che fornisca la muta, molto più comoda per nuotare anche sott'acqua, il secondo è quello di prendere delle pillole per il mal di mare, anche se non ne soffrite, pesci così grandi e in numero così elevato, sono in grado di agitare l'acqua e mettere a dura prova anche lo stomaco più resistente.


venerdì, agosto 26, 2011

Cuba, Bayamo e l'impiegato scomparso

4 agosto 2010 Mercoledì 

Bayamo
Per la giornata di oggi era previsto l'arrivo il pernottamento al Balcon de la Sierra, con tappa a Bayamo, dove siamo arrivati alle 12,30. Avemo quindi tutto il tempo per visitare la città, più antica di Santiago e dell'Avana, e andare alla Cubacan per prenotare l'escursione alla Sierra Maestra.

La nostra guida riportava come sede dell'agenzia Cubacan, l'hotel Royalton, ma non è così... si trova invece all'hotel Telegrafo. Fin qui niente di grave, basta spostarsi di qualche centinaia di metri per trovarla... Ma questo è stato solo un piccolo passo verso il raggiungimento del nostro obiettivo. 

Quello che ci serviva ora era il ragazzo (cioè l'impiegato) che doveva fare le prenotazioni. Ci hanno detto che era "fuori", ma abbiamo subito capito che non era ben chiaro se e quando fosse tornato. In albergo ci hanno consigliato di andare in giro per cercarlo... ci hanno fatto anche un suo identikit: ha una maglietta rossa, va in bicicletta, è scuro con i capellti corti tutti attorciglati... non ci crederete, ma dopo oltre un'ora di attesa l'idea di andare alla ricerca dello scomparso ci sembrava quasi l'unica strada da percorrere. 

A scoraggiarci ulteriormente l'incontro con un altro italiano: lui era due giorni che lo cercava senza trovarlo!!!!

Le cose si mettevano male, anche perché lasciata Bayamo non avremmo potuto più effettuare la prenotazione... e che ci andavamo a fare al Balcon de la Sierra se non potevamo fare l'escursione?


Eravamo quasi sul punto di andare via, quando abbiamo visto l'addetto alla reception agitare le braccia e indicare fuori. Lo scomparso era comparso! 

Con la tipica flemma cubana ha aperto il suo ufficio, collegato il telefono, fatto una telefonata personale e poi, finalmente ci ha dato retta.

Trattando un po' sul prezzo ci ha venduto l'escursione a 35 cuc (taxi compreso) a persona. Il taxi 4X4 in questo caso è praticamente indispensabile, viste le pendenze di questa zona (e la guida del nostro autista) è il solo mezzo che in circa 30 minuti porta all'entrata del Parco, pensare di arrivarci con il nostro pulmino sarebbe stata una follia.


Balcon de la Sierra
Lasciata Bayamo abbiamo raggiunto il nostro hotel che dista un'ora e mezza di strada dalla città, in una splendida posizione paronamica e soprattutto perfetto dal punto di vista logistico.
L'indomani mattina infatti potevamo dormire un'ora e mezza in più... e non è poco visto che, comunque, l'appuntamento con i taxi era fissato per le 7,30!!!!


giovedì, agosto 25, 2011

Cuba, Camaguey: Ovvero avventura in taxi parte I

3 agosto 2010
 
Finalmente nel pomeriggio arrivamo a Camaguey, ma è a 5 km dal centro. In questo viaggio abbiao sempre avuto sistemazioni centrale, tranne in due occasioni, in entrambe il ritorno in taxi per qualcuno è stato piuttosto movimentato.


Arrivati a Camaguey abbiamo pensato di approfittare del nostro autista per arrivre in città con il pulmino, l'idea (logica e banale) era quella di tornare in taxi... facile eh? Il rientro però è stato un po' più avventuroso del previsto. Per tornare avevamo bisogno di 3 taxi e abbiamo chiesto al ristorante di chiamarli per noi.

Avuta la conferma che stavano arrivando, siamo usciti fiduciosi. Di taxi però ne è arrivato uno solo. Gli altri arriveranno, ci ha detto il tassista... ma arriveranno? NO. Lo abbiamo capito dopo quasi un'ora di attesa. Non avevamo molta scelta e, visto che eravamo a ridosso di un'area pedonale, ci siamo mossi alla ricerca dei mezzi che ci avrebbero riportati in hotel. Lungo la strada ne ho fermato uno al volo, ma ce ne serviva ancora un altro. Impresa impossibile. Non ci crederete, ma c'erano più taxi! Unica alternativa era quella di tornare a piedi. Sì, lo confesso, eravamo sull'orlo della disperazione, a piedi in una città che è un labirinto e che per la Lonley Planet oggi disorienta il turista come un tempo disorientava i pirati. 
 Mentre discutevamo sull'ipotesi di tornare in hotel a piedi, un cubano si è avvicinato e ci ha detto che ci avrebbe pensato lui a mandarci un taxi... taxi molto particulare!!! Era uno scassone di macchina e il conducente voleva 10 CUC per portarci in hotel, ovvero più del triplo di una corsa regolare. Ok disperati, ma non avevamo intenzione di farci imbrogliare in questo modo. Ci siamo rifiutati, poi alla fine, dopo una lunga trattativa ci siamo accordati per 3,5 CUC. Una lunga trattativa che non è sfuggito alla polizia cubana che ha teso un agguato al tassista abusivo e lo ha fermato. Quando si è accorto della polizia è impallidito e ci ha chiesto di dire che ci stava solo dando un passaggio, insomma che non lo pagavamo. Però non ci ha chiesto niente nessuno... abbiamo però capito, la faccia con cui è rientrato in macchina, che questa corsa gli sarà costata molto cara. Alla fine, tardi e leggermente intossicati (i gas del tubo di scarico finivano nell'abitacolo!) siamo arrivati in hotel, accolti dallo sguardo stupito dei nostri compagni di viaggio che ci avevano preceduto a bordo di comodi e normali taxi.

Finalmente siamo andati a dormire, ignari che le nostre avventure con i taxi particulares... non sarebbero finire qui.

mercoledì, agosto 24, 2011

Cuba, Sancti Spiritu

Sancti Spiritu
3 agosto 2011
Farmacia tradizionale
Il viaggio da Trinidad a Camaguey è lungo, senza contare che le strade di Cuba non sono esattamente delle autostrade e un viaggio, anche ragionevole in quanto a Km, non sempre lo è riguardo ai tempi. Fermarsi diventa un'esigenza e certamente è molto meglio una pausa in una città, rispetto ad una squallida sosta in una stazione di servizio. Lasciata la Finca Iznaga ci siamo fermati un paio d'ore a Sancti Spirtu. La città piccola, ma molto graziosa, al punto da far concorrenza a Trinidad, con la differenza che, essendo meno turistica, è molto più tranquilla. La tappa è stata molto apprezzata, non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua farmacia.... molto più vicina ad un'erboristeria. Qui abbiamo comprato crema di aloe, tintura con il gonfiore addominale e tintura per la circolazione.
A Sancti Spiritu va riconosciuto anche il merito di essere la patria della guayaba (futto tropicale che detesto, ma è solo un parere personale di una mango-dipendente), della camicia guayabera, oggi diffusa un po' in tutta l'America Latina.


In realtà la vera attrattiva di questa cittadina è il ponte a schiena d'asino... sembra più inglese che cubano! Costruito nel 1815 dagli spagnoli è oggi un monumento nazionale. Sarà, ma a me non è che dica molto!

Da Sancti Spiritu ci siamo rimessi in viaggio verso Camaguey, con una tappa "tecnica" (
bagno e refrescos ) a Ciego de Avila e poi, finalmente Camaguey.

martedì, agosto 23, 2011

Cuba, Valle de los Ingegnos

3 agosto 2010 

La mattina del 3 agosto abbiamo lasciato Trinidad diretti a Camaguey, ma prima abbiamo fatto tappa alla Finca Iznaga. Un'antica piantagione di canna da zucchero, fondata nella seconda metà del '700.

La Finca Izmaga e...  l'ombra della torre
La ricchezza e lo splendore della Cuba di un tempo era legato alla terra, o meglio alla coltivazione della canna da zucchero, puntare tutta l'economia su una sola cosa non è producente ed ecco che con il declino della canna da zucchero Cuba ne ha risentito profondamente. 
Gran parte di questa ricchezza vegetale era concentrata nella Valle de los Ingegnos. Il lavoro era affidato agli schiavi... ed è proprio dall'alto dei 44 metri della Torre Iznaga, che venivano tenuto sotto controllo il loro lavoro. Ora che la schiavitù è solo un lontanto capitolo della storia di quest'isola, la torre è il luogo ideale per avere uno straordinario colpo d'occhio di questa valle Patrimonio dell'Umanità.

Come già vi ho detto, qui è possibile trovare prodotti artigianali a prezzi migliori di Trinidad. Alla base della torre verrete letteralmente assaliti da donne che vendono le solite collane di semi, lino ricamato, bamboline.

lunedì, agosto 22, 2011

Cuba, Trinidad "Città Museo"

Io ho dormito qui
1-2 agosto 2010

A Trinidad, città patrimonio dell'umanità, siamo arrivato nel pomeriggio del primo agosto. Forse tra tutte le città località in questo viaggio è quella che mi è piaciuta di più... o forse a farmela preferire è stata la sistemazione in una splendida casa particulare. Degno di nota anche il proprietario, un artista cubano molto affascinante.


Il nostro pimo impatto con Trinidad è stato quindo serale, con una piacevole serata musicale a Plaza Major. La musica, non serve dirlo, è stata una costante di tutto il viaggio... il posto meno "musicale", strano ma vero, l'Havana! Plaza Major è il cuore della città, la zona la più caratteristica, circondata da palazzi centenari. Insomma una full immersion nella "vera Cuba".

Mercato di Trinidad
La mattina dopo, pinne nello zaino, ci siamo mossi per raggiungere la vicina Playa Ancon, spiaggia bianca con le palme e mare cristallino ad una dozzina di chilometri dalla città. Insomma, tipica spiaggia caraibica... meglio di questa solo Cayo Guillermo, ma si sa, la costa settentrionale è tutta un'altra cosa!

Nel pomeriggio eravamo di nuovo a Trinidad, una doccia veloce e poi della visita della città e allo shopping. Praticamente questa è l'unica città dove fare degli acquisti decenti!!!!


Quando andrete al mercatino artigianale, le cui bancarelle si trovano lungo le vie della città, ricordate di tirare al massimo con i prezzi. Vi faccio un esempio: con 1 CUC ho comprato una collana di semi, un prezzo che non sembrerebbe destinato a contrattazione.... sbagliato. Per la stessa cifra, il giorno seguente (durante la visita alla Torre Iznaca) di collane ne ho portate a casa 11. Sarebbero state 10, ma la venditrice (senza che io facessi il minimo cenno) me ne ha offerta una extra in omaggio. E se il prezzo può scendere così tanto per le collane, vale anche per gli altri oggetti di artigianato. Al mercato trovate oggetti in tartaruga e corallo nero, ma non vanno assolutamente comprati: appartengono a specie in via di estinzione, e la loro importazione in Italia è vietata.

Trinidad fu fondata nel 1514 e molti dei suoi edifici conservano ancora lo splendore del tempo, molti i musei, ma non era questo che ci interessava. Noi eravamo molto incurisiti dalla "Casa della Santeria". Quando siamo arrivati era chiusa, il posto però, dedicato alla dea del mare Yemayà l'ho trovato un pochino inquitante.


Ve l'avevo detti che il panorama era super!
Niente musei ho detto, vero, ma la voglia di salire sulla torre campanaria del Museo Historico Municipal, era tanta... e così ci abbiamo provato.

Alla biglietteria ci hanno prima detto di no, poi visto che andavamo via senza visitare il museo ci hanno ripensato. Autorizzazone concessa, ma con il monito "Non toccate la campana!".
Come immaginavamo il museo non vale la visita, ma la veduta dalla torre sì... peccato che è chiusa al pubblico. O meglio, sarebbe chiusa al pubblico, ma noi siamo risuciti a strappargli il permsso quando ha capito che saremmo entrati solo per la torre. La campana noi non
Non toccate la campana!
l'abbiamo toccata, ma il nostro passaggio è stato come l'apertura di una diga... dopo di noi tutti quelli che erano nel museo ci hanno seguiti e qualcuno la campana non solo l'ha toccata, ma l'ha fatta anche suonare!!!


sabato, agosto 06, 2011

Messico on the road

Questa volta non e` facile aggiornre il blog a distanza... ci sono troppe cose da fare e il tempo non basta mai.
Provero` a riassumere un po´questi ultimi giorni.
Il viaggio  e`iniziato in una Citta´del Messico insolitamente fredda. Da qui in volo fino al Chiapas... ancora freddo e pioggia. E pensare che quando studiavo geografia il professore parlava del Messico come il paese dell'eterna primavera!!! Per me e`stata una grand sorpresa, ancheperche` in Messico ero gia`stata e il clima era decisamente favorevole... pero`se devo fare un bilanacio, ancora parziale, tra i due viaggi... questo e´ decisamente migliore... soprattutto per la compagnia.
Ora mi trovo nello Yucatan e qui finalmente il caldo e`arrivato prepotente... poco male. Ci saranno le acque dei cenotes e del mar dei caraibi, dove arrivero`domani sera, a rinfrescare le mie giornate.

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