giovedì, ottobre 06, 2011

Palermo: il miracolo della "Santuzza"

La storia di Palermo è segnata da continue conquiste e da una "contaminazione" culturale che l'ha resa la culla di influenze fra le più disparate, dagli arabi ai normanni, dagli spagnoli ai borboni.

Le vincende che l'hanno vista protagonista nei quasi 3000 anni di storia hanno creato un alone di mistero e un fascino tra il folkloristico e il religioso, caratteristiche supportate da leggende e tradizioni che ne rafforzano i connotati in qualche modo "sacri".

Parlando di sacralità, non si può non far riferimento al culto della "Santuzza", la santa patrona di Palermo, che investe ogni ambito della vita palermitana, sia nel culto sacro che negli aspetti profani.

Santa Rosalia viene celebrata e venerata a Palermo con una devozione che sfiora talvolta il parossismo; edicole votive, santuari, feste e preghiere fanno della Santa l'assoluta protagonista della religiosità palermitana.

Il "Festino di Santa Rosalia", famoso ormai non solo nel territorio siciliano, attira turisti da ogni parte d'Italia e del mondo, facendo la fortuna dei bed and breakfast Palermo che tra il 13, 14 e 15 di Luglio registrano il tutto esaurito.

I tre giorni di festeggiamenti sono legati alla leggenda che ha reso la piccola Rosalia Sinibaldi la Santa Patrona della città.

Questa leggenda racconta che nel 1624 la peste infestava Palermo e ne decimava la popolazione. A nulla portarono le preghiere rivolte alle allora 4 sante patrone, Agata, Cristina, Ninfa e Oliva.

Un giorno apparve in sogno ad un cacciatore lo spirito della Vergine Maria che gli indicò la strada per trovare le reliquie di Rosalia, sul monte Pellegrino, dove la giovane nobile era morta dopo anni di eremitaggio.

Armato di coraggio il cacciatore impiegò tre giorni per trovare le reliquie, il 13, 14 e 15 luglio del 1624. Portate in processione per la città, i malati miracolosamente guarirono e la città venne in pochi giorni purificata.

Da allora, il festino ripercorre le tappe di quella vicenda, con un carro processionale che percorre la via principale di Palermo, l'antico "cassaro", per giungere fino a mare e terminare in un tripudio di fuochi d'artificio.

Eppure, nonostante la fortissima presa che la santa ha sul territorio, non esiste una chiesa a Palermo ad essa intestata; in realtà ne esisteva una fino al 1864, quando fu posta la prima pietra per la costruzione del Teatro Massimo di Palermo, non prima di aver raso al suolo un intero quartiere ed edifici, tra i quali, la chiesa di Santa Rosalia.


Il luogo per il culto della santuzza oggi è il santuario in cima a Monte Pellegrino, nella grotta naturale dove avvenne il ritrovamento. L'"acchianata" della montagna offre spunti per ammirare un panorama mozzafiato e il luogo così evocativo e incontaminato si è rivelato uno dei più indicati per la realizzazione di un agriturismo Sicilia.
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