giovedì, giugno 02, 2011

Josp Fest, festival internazionale degli itinerari dello spirito


Ha aperto a Roma il Josp Fest, che fino a domenica 5 giugno sta animando la città con eventi culturali e soprattutto incontri legati alla promozione del turismo religioso, promossa e ideata dall’Opera Romana Pellegrinaggi, con il contributo di Roma Capitale, Provincia di Roma e Regione Lazio.
Cuore della manifestazione è via della Conciliazione, dove si sussegue una lunga fila di stand degli Enti del Turismo e, a fare da sfondo, la basilica di San Pietro. Mentre l’Auditorium Conciliazione è il luogo dove si svolgono incontri e conferenze, dove insomma gli operatori del settore si presentano e fanno conoscere la propria offerta turistica religiosa.
Ad essere coinvolta è gran parte del centro cittadino, con numerosi stand allestiti in importanti vie e piazze della città, collegati idealmente da un percorso ciclabile guidato che può essere effettuato con bici messi a disposizione gratuitamente per l’occasione.
Completa la manifestazione una serie di concerti gratuiti allestiti a Piazza Navona (2, 3, 4/6 ore 17 Josp Orchestra; 2/6 ore 21 Maurizio Trippelli), Piazza di Spagna (3/6 ore 21,30 Ambrogio Sparagna; 4/6 ore 21,30 Josè Carreras) e presso la chiesa di Santo Spirito in Sassia (5/6 ore 11 Chicago High Spirits).
Una location perfetta visto il tema trattato, sicuramente migliore rispetto a quella dello scorso anno (la Nuova Fiera di Roma). La nuova collocazione infatti consente di far vivere la manifestazione nel centro di una città, Roma, che da duemila anni, è meta d’eccellenza del turismo religioso.

Ma che significa turismo religioso? Sicuramente non solo un giro di chiese e santuari. Questo tipo di turista viaggia spinto dalla fede, una motivazione forte che spesso si traduce in un viaggio spirituale che gli offre una diversa chiave di lettura del territorio. Quello che conta non è solo arrivare, ma andare … pensiamo ai grandi itinerari della fede, come il celebre cammino di Santiago. Il viaggio diventa un percorso spirituale, ma anche di profonda conoscenza di se stessi. Il passo lento consente al pellegrino di avvicinarsi non solo a Dio, ma anche alla natura e a se stessi compiendo un viaggio che è anche un percorso interiore.
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