mercoledì, gennaio 19, 2011

Roma, angoli di Medioevo

Teatro Marcello da Portico d'Ottavia

Sapete perché mi piace tanto Roma? Perché ha tanti angoli da scoprire, non importa quante volte torniate in città, ogni volta saprà offrirvi qualcosa per voi di inedito.

Una delle cose più belle è quella di camminare, di lasciarsi trasportare dai passi ed esplorare vicoli e stradine cercando “il particolare”. 

Il momento migliore per camminare è la mattina presto, diciamo prima delle otto, quando la città inizia a risvegliarsi.
E' per questo che a chi mi chiede consigli dico sempre che chi cerca un albergo a Roma non deve guardare il numero di stelle, ma la posizione. Non c'è niente di più bello che scendere a fare una passeggiata nella città ancora assonnata e poi rientrare in hotel per fare colazione e poi uscire di nuovo.

Al vostro primo viaggio nella Capitale potete anche accontentarvi del giro classico, ma tornando cercate la Roma dietro l'angolo, quella che molti turisti, impegnati a fotografare quello che possono trovare in qualunque cartolina, non riescono a vedere. Oggi vi voglio parlare del Rione Sant'Angelo, tra il Tevere e il Campidoglio. Un Rione che a Roma è conosciuto come “il ghetto” perché qui, papa Paolo IV stabilì che dovevano risiedere gli ebrei romani. 

Quello di Roma è uno dei ghetti più antichi del mondo, fu infatti istitutio nel 1555, circa 40 anni dopo quello di Venezia, che è il più antico in assoluto.

Tempio di Apollo Sosiano e Sinagoga
Il giro non può che iniziare dalla Sinagoga, il Tempio Maggiore, costruito in stile assiro-babilonese (e un tocco di liberty) tra il 1901 e il 1904. Grande, alta e imponente, la sinagoga romana si impone sul paesaggio che si può ammirare da ogni punto panoramico della città. 

Da qui inizia un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta degli angoli medievali di Roma. Un esempio è la Casa dei Vallati, un palazzetto del '300 in parte ricostruito che attualmente ospita uffici comunali, così come il vicino ex albergo della Catena.

Da qui si ha una prima panoramica sui resti adiacenti al teatro di Marcello, tra i quali emergono le tre colonne bianche del tempio di Apollo Sosiano e il Portico d'Ottavia. Edifici ovviamente di epoca Romana, ma che grande importanza ebbero nel periodo medioevale. E' qui che in epoca
Portico d'Ottavia
medioevale che si svolgeva il mercato del pesce ed è qui che veniva accatastate teste, lische e altri scarti di pesce che le donne ebree venivano a raccogliere per preparare il brodo di pesce, un piatto molto apprezzato ancora oggi nei molti ristoranti tipici della zona. Pesce che ha dato anche il nome alla chiesa di S. Angelo in Pescheria e che a sua volta dà il nome al rione. 

Proseguendo su via Portico d'Ottavia girate poi sulla destra per via della Reginella, una strada da percorrere senza fretta e soffermarsi ad osservare le botteghe artigiane ancora esistenti. La strada termina in una piazzetta deliziosa, piazza Mattei i cui palazzi incastonano una delle fontane più belle della città: la Fontana delle Tartarughe
Fontana delle Tartarughe

Da qui si prosegue per via dei Funari, dove sorge la chiesa di S. Maria dei Funari, da notare il campanile, costruito sui resti di una torre medioevale. La chiesa vale una visita, soprattutto per la presenza di opere di celebri artisti del manierismo romano.

E' medioevo anche nella vicina piazza Margana con la Torre dei Margani (XIV sec.) che ingloba resti di un antico porticato romano, come lascia intuire la colonna con capitello ionico che fa capolino nella facciata. Da qui, per la via omonima si torna verso il teatro di Marcello, scendendo le scale e percorrendo il suggestivo cammino tra resti archeologi si torna al Portico d'Ottavia. A questo punto la passeggiata vi avrà stimolato l'appetito, bè, siete nel posto giusto... non so se il migliore hotel di Roma si trovi da queste parti, ma sicuramente non rimarrete delusi delle trattorie e dei ristoranti che propongono cucina romana e kosher ... da provare il famoso “carciofo alla giudia”.
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