mercoledì, dicembre 29, 2010

Cuba, Playa Giron

1 agosto 2010 Playa Giròn 
Playa Giròn
Lasciata Maria la Gorda abbiamo fatto nuovamente tappa all'Avana dove la sera abbiamno assistito alla sfilata di carnevale. La mattina dopo ci siamo messi in viaggio verso est. Prima tappa Playa Giròn. Il nome forse non vi dice nulla, ma se vi dico che questa è la famosa Baia dei Porci (Bahìa de Cochinos), capirete che si tratta di un luogo storico per i cubani. E' il luogo dove, nel 1961, hanno sventato il tentativo americano di irovesciare il regime di Castro.
Avevamo cambiato albergo perché il Carribean era sempre senz'acqua, ma la mattina abbiamo scoperto che mancava l'acqua anche al Lincoln. Alla reception ci hanno informato che stavano già provvedendo. Nell'attesa siamo andati a fare colazione: servizio lentissimo. C'è chi ha aspettato un'ora per un caffè e latte. Nel frattempo l'acqua era tornata.

Playa Giròn
L'alzataccia era quindi servita a poco. Comunque abbiamo lasciato l'Avana alle 8,30 e dopo tre ore eravamo  Playa Giròn. 

La spiaggia del resort è terrificante. Sabbia chiare e palme non mancano, ma a pochi metri dalla riva c'è una diga che spezza l'orizzonte e rende un po' palustre il mare. Seguendo le indicazioni di alcune persone ci siamo spostati verso sinistra, dove, dopo una camminata di una circa un quarto d'ora, abbiamo trovato una spiaggia decisamente migliore con sabbia bianca e bel fondale.

Se Maria La Gorda prende il nome da una donna rapita dai pirati, Playa Giron porta il nome del pirata francese  Gilbert Giron che trovò asilo in questo tratto di costa.

Situata sul lato occidentale  della Baia dei Porci, è l’ultima spiaggia di sabbia della zona.

Se proprio arrivate da queste parti, forse è meglio fermarsi a Punta Perdiz. Più che spiaggia trovate scogli, ma la bellezza del sito è decisamente superiore a quella di Playa Giron che dista solo pochi chilometri.

Museo Playa Giròn
La tappa a Playa Giron è stata più che altro tattica: un modo per spezzare il viaggio e per avere l'occasione di visitare il museo realizzato per commemorare la sconfitta americana alla Baia dei Porci. 

Museo Playa Giròn
Era il 1961, circa 1400 esuli cubani  istruiti dalla Cia sbarcarono su questo tratto di costa con l'intento, e con il consenso di Kennedy, di rovesciare il governo rivoluzionario. La battaglia durò tre giorni e si concluse con la vittoria dei militari di Castro. I piani dell'odiato nemico erano stati sconfitti e tutto questo è ricordato: con oggetti, mezzi pesanti, foto e documenti nel piccolo museo di Playa Giron. 

Per i più "distratti" un cartello all’ingresso del paese ricorda che si sta per entrare dove avvenne la "prima sconfitta dell'imperialismo yanquee in America Latina".

martedì, dicembre 28, 2010

Pizzeria giallo-rossa...a Praga

Pizzeria GialloRossa (interno)

Tutto mi sarei aspettata di trovare a Praga, ma certo non una "Pizzeria Giallo-Rossa". Colori che, badate bene, non hanno nulla a che fare con quelli della città ceca. 

Il giallo e il rosso che dà il nome al locale sono infatti quelli della Roma... e per chi ha qualche dubbio basta dare un'occhiata all'interno letteralmente tappezzato da sciarpe che squadra di calcio capitolina. Insomma, più che una pizzeria quasi un fan club!

Il menù è scritto sulla Gazzetta dello Sport e il tempo sembra essersi fermato alla vittoria dell'ultimo scudetto... è più giallorossa della bottiglieria dei Cesaroni! 

Pizzeria Giallorossa: Jakubská 2 - Praga
I gestori saranno sicuramente italiani, anzi romani.... No, al contrario. Sono cechi al 100%, ma hanno la passione della Roma ed hanno aperto questo locale che riscontra molto successo tra i romanisti in visita a Praga.

Mi viene da sorridere se penso ai miei amici.... qualcuno si catalputerebbe dentro a comprare la pizza, senza preoccuparsi se è veramente buona, altri invece passarebbero senza esitare al marciapiede opposto.
Il primo gruppo vorrà avere l'indirizzo... eccolo accontantato: Jakubská 2. Si trova in centro, a Old Town, per la precisione. Io ci sono capitata per caso, camminavo tranquilla in giro per la città e girato l'angolo mi ci sono imbattuta all'improvviso. 
Giusto un'occhiata veloce, ma i prezzi sembravano bassi e l'aspetto invitante.

lunedì, dicembre 27, 2010

Bilbao e il trionfo del contemporaneo

Il cane di fiori

Ormai conoscete la mia passione per i voli a basso costo... Mi diverte cercare tra le varie offerte le tariffe più convenienti e talvolta mi trovo a progettare un viaggio per una meta che, fino al quel momento, non avevo preso in considerazione.

Volete sapere a che cosa sto pensando? Visto che studio spagnolo sono orientata per mete iberiche... l'idea che sto valutando in questo momento è Bilbao. Il periodo migliore per andare è tra febbraio e maggio. Per il clima? Per eventi particolari? No, semplicemente perché è in questi mesi che le offerte EasyJet si fanno più interessanti. Insomma, si spende meno, però conoscete la regola: prima si prenota, meglio è!
Ponte pedonale
Bilbao, in questi ultimi mesi ha visto crescere enormemente il numero di turisti, sfiorando, insieme ai Paesi Baschi, il milione di arrivi internazionali e tra loro almeno 29mila sono stati i viaggiatori italiani. Un trend che è destinato ad aumentare, soprattutto visto che da novembre Bilbao è raggiungibile da Roma (con volo Easyjet) e Milano (con volo Vueling) senza scalo.
Guggenheim Museum
Città dalla origini antichissime, oggi è visitata soprattutto per il suo aspetto più contemporaneo. A Bilbao infatti c'è un edificio considerato tra i più spettacolari al mondo: il Guggenheim Museum, progettato dall'architetto statunitense Frank O. Gehry. Il museo, dalle forme avveniristiche, composte da una serie di volumi interconnessi in modo spettacolare, è rivestito quasi interamente in titanio. Un effetto scenico esaltatato dal fatto che si specchia sulle acque del fiume del Nerviòn.
Inaugurato nel 1997 nel giro di pochissimo tempo si è trasformato in un enorme polo di attrazione turistica, richiamando visitatori da tutto il mondo e diventando in breve tempo il simbolo stesso della città.
Complessivamente occupa una superficie di 24.000 metri quadri, di cui 10.600 sono spazi espositivi. Un museo con queste caratteristiche non poteva che ospitare opere d'arte contemporanea. Oltre ad una esposizione permanente, con opere della Guggenheim Foundation, lo spazio espositivo accoglie anche mostre temporanee, ovviamente di arte contemporanea. 
 
Il Guggenheim Museum di Bilbao è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20, il biglietto di ingresso costa 8 euro (ridotto 5 euro). In luglio e agosto è aperto anche il lunedì.

Fosteritos
Quanto ad arte contemporanea, la città vanta anche una metropolitana progettata da Norman Forster, un progetto basato su
materiali modernissimi cone acciaio, cristallo e cemento armato, da segnalare le entrate delle stazioni, costruite in cristallo, chiamate, in suo onore fosteritos.
La stazione di Sarriko

Diversa da tutte le altre la stazione di Sarriko, che al posto di un fosterito ha una grande volta di cristallo. Stazione che nel 1998 ha ricevuto il Premio Brunel al disegno ferroviario.
Un consiglio per risparmiare: per avere sconti sui biglietti d'ingresso dei musei e sui mezzi di trasporto, può essere conveniente acquistare, presso gli uffici per il turismo, la Bilbao Card. Ne esistono di tre tipi, a seconda se si intende utilizzarla per uno, due o tre giorni. Il costo è rispettavamente di 6,10 e 12 €. Gli sconti vanno dal 10 al 50% e includono anche negozi, ristoranti, spettacolo e altri servizi e luoghi di intrattenimento.

domenica, dicembre 26, 2010

Cuba, Maria La Gorda


30 luglio 2010 

Ancora mare. Il giorno seguente abbiamo lasciato Vinales direzione Maria La Gorda, nella penisola di Guanahacabibes (Patrimonio dell'Umanità Unesco) sulla punta estrema occidentale di Cuba. Ancora una volta un percorso non eccessivamente lungo, ma durato circa quattro ore. 
Unica tappa quella per fare scorta d'acqua, perché a Maria La Gorda costa 2 cuc a bottiglia, un prezzo legato anche al fatto che l'hotel Villa Maria La Gorda, posto in una angolo estremo dell'isola, e in piena area protetta, è decisamente isolato. 
La spiaggia e i fondali di Maria La Gorda sono molto rinomati, noi, non facendo immersioni, abbiamo perso quella che forse è la parte più bella e l'unico vero motivo valido per spingersi fino qui. Il tempo impegnato per arrivare a Maria La Gorda e poi per tornare a l'Avana, poteva essere utilizzato meglio, magari fermandosi un giorno in più in un'altra località, come Cayo Coco o Guardalavaca.
Nulla da dire sulla spiaggia è bella, con tanto di palme caraibiche e anche l'hotel è molto carino. La sistemazione è in casette a due livelli sulla spiaggia. La mia aveva anche la vista sul mare, ma, come dicevo per me non è abbastanza per giustificare il viaggio fin qui, senza contare che i mosquitos rendono una vera tortura stare in spiaggia e il mare è infestato da meduse, al punto che siamo riusciti a malapena a fare un tuffo. Non siamo quindi in grado di testimoniare la qualità dello snorkeling in questa zona.
 
E pensare che ci avevano avvertito che qui i mosquitos non danno tregua... e proprio a cause di questi microscopici mostri alati l'escursione notturna per vedere le tartarughe può trasformarsi in una vera e propria tortura.

Meduse, mosquitos... nient'altro? Certo che sì. Con la nostra “fortuna” ci ha colpito anche l'unico grande acquazzone caraibico del viaggio.  Ma dopo la pioggia, si sa, torna il sereno e Maria La Gorda ci ha regalato un fantastico tramonto sul mare incastonato tra le palme

Maria la Gorda, chi era la signora che ha dato il nome a questa località? La Maria in questione era, secondo una leggenda, una donna venezuelana, rapita dai pirati per poi essere abbandonata sull'Isola.


Maria a quel punto aprì un locale nel quale offriva i piaceri della tavola e della carne ai pirati che bazzicavano da queste parti. 


Aggiungiamo poi che era grassa (gorda) ed ecco il soprannome della donna che poi ha dato origine a quello della località.

sabato, dicembre 25, 2010

Sulle strade del mondo... è Natale!!!!

Auguri
Bondi Beach, Sidney - Australia
Altro che "bianco Natale"... in Australia, dall'altra parte del mondo è estate piena e il Natale si festeggia in spiaggia, soprattutto a Bondi Beach, una delle più famose del Paese. E così ecco un azzurro Natale sulle rive del Pacifico. Buon Natale a tutti!!!!

mercoledì, dicembre 22, 2010

Olbia, un territorio da scoprire

Questo potrebbe essere un ottimo momento per programmare una vacanza primaverile in Sardegna, approfittando del fatto che in questo periodo gli hotel sono meno affollati e soprattutto meno cari. Un'occasione per scoprire che oltre al mare, stupendo su questo non ci sono dubbi, c'è anche un'altra Sardegna, fatta di natura e cultura. Insomma oggi Sulle Strade del Mondo sarà la vostra guida di viaggio in Sardegna, o più modestamente nei dintorni di Olbia. L'itinerario che vi propongo oggi, infatti, vi porterà, nella parte nord orientale dell'Isola. L'ideale è trovare un hotel a Olbia e da qui fare base per scoprire in auto il territorio circostante.
Iniziamo con la città, le sue origini si perdono nella notte dei tempi, il territorio infatti era abitato già nel periodo neolitico e le testimonianze archeologiche, molte delle quali raccolte presso il locale Museo Nazionale Archeologico, dimostrano una continuità nel tempo di insediamenti umani.
tomba dei Giganti
La tomba dei Giganti
Da visitare il nuraghe Riu Mulinu che sorge sulla vetta del colle Su Casteddu e domina il golfo. Sempre di età nuragica la tomba dei Giganti di Su Monte de S'Abe, importante per le dimensioni notevoli della cella. E ancora il Pozzo Sacro nuragico di Sa Testa, edificato, pare, alla fine dell'Età del Bronzo.
Nel 350 a.C. fu fondata qui una città punica, le cui mura granitiche, o meglio un tratto di circa 50 metri, sono visibili tra Via Torino e Via Acquedotto. Di epoca romana invece la fattoria di S’Imbalconadu, che occupa la sommità di una piccola collina a destra del Rio Padrogianus, lungo la strada che porta a Padru. Come romano è l'acquedotto che raccogliere le acque provenienti dalle sorgenti del monte Cabu Abas.
E siamo ora al medioevo con i castelli che si trovano a pochi km dalla città: il Castello di Pedres e quello di Sa Paulazza, risalente al periodo bizantino.
San Simplicio
San Simplicio
Ad Olbia molto interessante è la basilica romanica di San Simplicio, patrono della città, costruita in granito agli inizi del XII secolo. Se capitate ad Olbia a metà maggio, non perdete la festa a lui dedicata. San Simplicio, si celebra il 15 maggio, ma i festeggiamenti, tra sacro e profano durano diversi giorni, nel corso dei quali si svolgono anche eventi culturali e sportivi, tra questo il WRC Rally d'Italia Sardegna, gara che rientra nelle corse per il Campionato del mondo rally.
Da Olbia potete proseguire verso Porto Rotondo, per ammirare il teatro all'aperto in granito, nato da un'idea dell'artista Mario Ceroli, capace di ospitare ben 700 spettatori. Ovviamente imperdibile una passeggiata per le vie del centro e al porticciolo.
Stella Maris
Stella Maris

Da qui, ci si sposta a Porto Cervo, facendo però tappa a San Pantaleo, un paesino che evoca paesaggi dolomitici. Molto poco turistico e molto amata da artisti, giusto il tempo di una passeggiata e un caffè, per poi arrivare a Porto Cervo, per ammirare barche e yacht ormeggiati, ma anche per visitare lacandida chiesa Stella Maris, progettata da Michele Busiri Vici.
Un'altra giornata potrebbe poi essere dedicata alle isole della Maddelena e di Caprera. Nella prima vi segnalo i candelabri e il crocifisso in argento, dono dell'ammiraglio Nelson, custoditi nella parrocchia di Santa Maria Maddalena e nella seconda, non serve dirlo, la casa museo di Garibaldi. E per finire Tempio Pausania con la stazione ferroviaria decorata da Giuseppe Biasi.

martedì, dicembre 21, 2010

Il Sudafrica, una meta di successo, tra mondiali e cinepanettoni

Dal film "Natale in Sudafrica"
Il film “Natale in Sudafrica” ha conquistato il primo posto nella classifica dei film più visti. Il solito successo del solito cinepanettone? Forse, ma non solo. A vincere è anche il Sudafrica, una meta turistica che ha superato alla grande la sfida dei mondiali di calcio. 

La coppa del mondo ha fatto egregiamente da traino, con 309.554 turisti, di cui quasi 4mila italiani, giunti in Sudafrica con l'intento primario di assistere all'evento sportivo, ma che per molti sono stati occasione per concedersi una vacanza sudafricana.

Blyde River Canyon
"I Mondiali - ha detto il ministro del Turismo, Marthinus van Schalkwyk - non sono stati solo un grande evento sportivo, ma soprattutto un grande passo avanti per il nostro Paese in termini di sviluppo di infrastrutture, crescita economica, creazione di posti di lavoro, identità nazionale".

Secondo i dati diffusi da una ricerca di South African Tourism e Dipartimento Nazionale del Turismo Sudafricano, il 72% dei turisti ha definito la propria esperienza di viaggio in Sudafrica come "estremamente buona", il 90% ha dichiarato di voler prendere in considerazione un viaggio in Sudafrica anche in futuro e il 96% di raccomandare la destinazione ad amici e parenti mentre e l'intenzione di visitare il Paese ha avuto un incremento generale del 35%.
I pinguini di Boulders

I dati certificano una crescita del 9,7% da gennaio a settembre, rispetto al 2009, ma l'incremento delle presenze turistiche non si è fermato con le partite. A settembre infatti è stato registrato un incremento del 12,5%, segno che gli italiani hanno scelto il Sudafrica anche dopo il grande evento. Un trend, a dire il vero, iniziato già nel corso del 2008.  Ed ora visto il grande successo del film è molto probabile che gli italiani continuino a scegliere il Sudafrica, una terra bellissima e molto ricca dal punto di vista naturalistico. Un viaggio in Sudafrica vi porterà a incontrare giraffe, elefanti, bufali e zebre, ma anche struzzi, lontre, pinguini e balene. Incontri emozionanti con la natura selvatica di parchi come il Kruger NP, lo splendore di paesaggi disegnati dal vento e dal mare, come allo Tsitsikamma NP o modellato dal fiume come al Blyde Rive Canyon... e ancora l'emozione di navigare tra ippopotami e coccodrilli lungo l'estuario del St. Lucia o perdersi tra le candide dune di The Hoop o correre sulla spiaggia di Cape Vidal, come il celebre cavallo bianco. Senza tralasciare le città, prima fra tutte Cape Town, con le sue township, Robben Island per riflettere sull'apartaid, che solo fino a pochi anni fa era una terribile realtà di questo Paese.
Un viaggio in Sudafrica  è un'esperienza con molte sfaccettature, un viaggio bellissimo che ho avuto la fortuna di fare qualche anno fa e del quale serbo un bellissimo ricordo. Un viaggio che vi consiglio vivamente.

lunedì, dicembre 20, 2010

Russia, le due capitali

Cattedrale di San Basilio
Ci sono località che devono molto al loro fascino anche alla stagione in cui si visitano. Una di queste è sicuramente la Russia. Secondo il mio parrucchiere Maurizio visitare Mosca e San Pietroburgo in inverno è il massimo. Senza neve, sostiene, le due città perdono metà del loro fascino.
Certo fa freddo, ma basta coprirsi un po', bere una vodka in più... e il problema è risolto. Senza contare che è proprio nella stagione fredda che nelle città di Mosca, San Pietroburgo e Novgorod si festeggia ogni anno il festival invernale russo, che vanta un ricco cartellone di eventi folkloristici e altre iniziative più svariate.
Mausoleo di Lenin
Se pensate che non sia facile trovare dei voli low cost per Mosca o San Pietroburgo, vi sbagliate di grosso. Ci sono infatti voli Windjet per entrambe le città a prezzi veramente appetibili. 
L'itinerario di viaggio che vi suggerisco oggi prevede un volo di andata da Milano a Mosca con ritorno da San Pietroburgo. Un'accoppiata fattibile, visto che le due città sono collegate molto bene dalla ferrovia, quindi, scegliendo un treno notturno risparmierete una giornata e il prezzo di una notte in albergo.


Mosca
Il punto di partenza per un tour di Mosca è senza dubbio la Piazza Rossa, Patrimonio dell’Umanità Unesco. Cominciate con un colpo d'occhio d'insieme, poi muovetevi alla scoperta degli edifici e dei monumenti che vi si affacciano: la Cattedrale di San Basilio, davanti alla quale si trova il monumento agli eroi nazionali Kuzma Minin e Dmitrij Požarskij, il mausoleo di Lenin dove è conservata la salma mummificata del leader russo.
Tra i tanti musei della città, da non perdere sicuramente la Galleria Tret'jakov e il Museo Pushkin. Se in inverno forse non è consigliabile un giro sulla spettacolare ruota panoramica del parco Gorki, diventa imperdibile una serata al Teatro Bolshoi, anche solo per ammirarne le ricche decorazioni interne e la rinomata acustica. 
 

San Pietroburgo
Da Mosca ci si sposta in treno a San Pietroburgo, città che per la sua bellezza è stata inclusa nell'elenco Unesco dei siti Patrimonio dell'Umanità. Un fascino che è rimasto immutato, nonostante le severe costruzione del dopoguerra. La città, edificata sulla foce del fiume Neva, è caratterizzata da una serie di ponti e canali che le hanno valso l'appellativo di Venezia del Nord... e a proposito di Nord la città è molto vicino al Circolo Polare Artico, che in estate le regala le celebri notti bianche, con giornate lunghissime, che diventano cortissime in inverno.
Museo dell'Ermitage
Da qualche anno la città è ancora più bella, grazie ai numerosi restauri effettuati nel 2003, in occasione del trecentesimo anniversario della fondazione, e nel 2006 per il G8.
San Pietroburgo è bella tutta, con le sue architetture, i suoi parchi e i suoi monumenti. Fare un elenco non è facile, ma ci provo... La fortezza di San Pietro e San Paolo, ovvero la cittadella di San Pietroburgo, edificata nel 1703 per ordine di Pietro il Grande. Da non perdere una visita alla Cattedrale della Resurrezione, il principale esempio di chiesa rococò della città e ancora la Prospettiva Nevskij, la principale strada di San Pietroburgo, splendidamente cantata da Battiato. Le sue vie, ma anche le sue piazze: Piazza Dekabristov, in cui dal 1782 troneggia il monumento a Pietro il Grande, Piazza Ostrovskiy e Piazza delle Arti. Un lungo elenco, ovviamente incompleto, al quale ovviamente va aggiunta la tappa imperdibile rappresentata dal Museo dell'Ermitage, che raccoglie alcuni dei più preziosi dipinti al mondo. Notevole anche il complesso monumentale che lo ospita: l'ex-Palazzo d'inverno. Degni di nota anche il Museo di Stato Russo, il Museo Etnografico Russo e il Castello degli Ingegneri. Per una serata in città il consiglio non può che essere uno, assistere ad un balletto nel bellissimo Teatro Mariinsky.

domenica, dicembre 19, 2010

Giro del mondo degli alberi di Natale tra record e stranezze

I miei auguri di Buon Natale quest'anno ve li voglio fare parlando di alberi... alberi di Natale ovviamente!

L'albero di Natale più antico del mondo
L'albero più antico del mondo

C'è qualcuno che da tempo ha risolto l'antico dilemma “albero vero o albero finto”. Si tratta di Paul Parker, un inglese che possiede il più antico albero artificiale del mondo, primato autenticato dal Guinnes Book of Record. Fu acquistato nel 1886 dalla prozia Lou, che lo diede alla nipote Janet e alla sua morte passo al figlio Paul. Insomma il piccolo alberello ha allietato per tre generazioni il Natale della famiglia Parker e continuerà a farlo per molto tempo ancora. Quest'anno Parker ha deciso, per la prima volta, di metterlo in mostra... nella sua casa ovviamente! L'alberello all'epoca era costato appena sei pence, cinque anni fa, nel corso della fiera dell'Antiquariato, è stato valutato 1000 sterline.
Abu Dhabi: l'albero più costoso del mondo
L'albero più costoso

Vale decisamente molto di più l'albero di Natale esposto all'Emirates Palace di Abu Dhabi, decorato con braccialetti, collane e orologi per un totale 181 tra diamanti, perle, smeraldi, zaffiri e altre pietre preziose, più un numero imprecisato di perle, ed ha un valore stimato di 11 milioni di dollari. Quello di Abu Dhabi è, credo non ci siano dubbi, l'albero di Natale più costoso al mondo. Contro ogni tentazione di portare a casa un ricordino è stato attivato un servizio di sicurezza per 24 ore al giorno. Sono tre anni che l'hotel ha scelto di decorare la hall con un lbero di Natale, quest'anno volevano fare qualcosa di diverso e originale... e credo che siano riusciti nel loro intento!


Gubbio: l'albero più grande del mondo
L'albero più grande del mondo

E' quello di Gubbio che tiene stretto il primato dal 1991. 
L'albero è adagiato sulle pendici del Monte Ingino, che domina Gubbio. 
E' alto 650 metri e largo 350, che ogni anno attria turisti da tutto il mondo che voglio ammiare questo incredibile spettacolo di luci e colori.



Città del Messico: l'albero più alto del mondo
L'albero di Natale più alto del mondo 

E' stato inaugurato pochi giorni fa a Città del Messico, è alto 110, 35 metri e pesa 330 tonnellate. E' stato eratto nella centrealissima Reforma Avenue. 

Grazie a quest'albero i messicani sperano di dare nuovo impulso al turismo, a lungo penalizzato in seguito alla comparsa della febbre suina. L'aspettativa è quella di attirare circa 3 milioni di visitatori durante tutto il periodo natalizio, con un giro d'affare di circa 750 milioni di dollari. L'albero in realtà fa parte di un progetto molto più ampio che, durante l'intero periodo natalizio, prevede una serie di grandi eventi, non ultimo il concorto del celebre tenore Placido Domingo. 
L'Albero galleggiante più alto del mondo

Rio de Janeiro: l'albero galleggiante più alto del mondo
In Brasile invece, più esattamente nella laguna Rodrigo de Freitas a Rio de Janeiro, si può ammirare l'albero di Natale galleggiante più alto: 85 m di altezza e tre milioni di luci. 


All'inaugurazione hanno preso parte circa 400 mila persone, al punto da farne il terzo grande evento della città, dopo il Carnevale e il Rèveillon.

Sea Life Aquarium: l'albero sommerso di Lego
Albero sommerso di Lego

Non galleggia, ma al contrario sta ben piantato sul fondo, l'albero di Natale subacqueo, realizzato con mattoncini Lego in una vasca Sea Life Aquarium a Carlsbad in California. 
Per allestirlo sono stati necessari i sub, che hanno disposto con cura le varie le decorazioni sotto lo sguardo di pesci e visitatori.


Albero vivente canterino

Walkeront: Singer Christmas tree
Tutto da ascoltare l'albero di Walkeront, in Ontario (Canada), formato da 60 cantori che si esibiscono da una particolare struttura a forma di albero di Natale. Una tradizione che si ripete dal 1998 e che consente anche di raccogliere fondi a favore della comunità. I concerti del Singer Christmas Tree infatti sono gratuiti, ma è gradita un'offerta. E rimanendo in tema, vi segnalo che un particolare albero di Natale vivente e canterino c'è anche a Seul.



L'albero vero più alto del mondo

Se parliamo di alberi veri, il più alto del mondo sarebbe
Coeur d'Alene: l'albero vero più alto
quello di Coeur d'Alene, nello stato USA dell'Idao, alto 49,37 metri e decorato con 37mila lampadine. 
Perché ho usato il condizionale? Perché l'albero di piazza del Duomo a Milano è alto 50 metri, pochi centimetri in più che fondamentali per ottenre il record, ma in questo caso il primato non è stato omologato... non ancora almeno!!!

sabato, dicembre 18, 2010

Cuba, Cayo Jutias


29 luglio 2010 Cayo Jutias

Le acque cristalline di Cayo Jutias
Siamo a Cuba e la voglia di mare è tanta. Un desiderio che da Viñales si può facilmente soddisfare con una puntatina a Cayo Jutias, la spiaggià più famosa della provincia di Pinar del Rio, che dista un paio d'ore di viaggio. A Cuba abbiamo imparato che non parlare di Km non significa molto, la spiaggia infatti dista appena 65 km da Viñales

Cayo Jutias è collegato alla terraferma per mezzo di una strada rialzata, costruita sul mare. Prima di percorrerla si pagano 5 cuc e si passa il controllo dei documenti. Il poliziotto ci ha chiesto se con noi c'erano dei cubani, una domanda che ci è parsa strana, ma non è così. Abbaimo poi scoperto che a Cuba ci sono località interdette alla popolazione locale.

La sabbia bianca di Cayo Jutias
Cayo Jutias è una bellissima spiaggia attrezzata, con la tipica sabbia bianca e l'acqua cristallina.  La spiaggia è molto tranquilla, l'unica struttura esistente sono  un piccolo bar e il casotto che organizza giri in barca. Curiosamente solo metà dell'isola è frequentato dai bagnanti, l'altra metà infatti non è attrezzata ed è lasciata alle mangrovie. Come so tutte queste cose? Perché ho fatto un giro in barca che prevedeva un'uscita sulla barriera corallina per uno snorkeling guidato e il bagno sul lato opposto dell'isola dove, in pochi cm d'acqua vivono delle stelle marine giganti. 

La barriera in relatà non è lontanissima e si potrebbe raggiungere anche a nuoto, ma bisogna sapere qual è il punto esatto. Senza contare che lo snorkeling guidato aiuta a vedere quello che si ha sotto il naso, ma che sfugge.  Un'ora di bagno tra coralli, pesci, murene, aragoste, granchi giganti, che giornata fantastica!


Tornati a Viñales, dopo altre due ore di viaggio, abbiamo cenato nelle case e ci siamo ritrovati per una serata musicale alla casa della cultura entrata 2 CUC. Peccato che la musica dal vivo duri solo fino a mezzanotte, per essere poi sostituita da disco cubana.

venerdì, dicembre 17, 2010

Cuba, Viñales

 
28 luglio 2010

L'Avana rappresenta, volente o nolente, un punto di partenza per la visita dell'isola... che parte muoversi? Est o Ovest? Noi per non farci mancare niente siamo andati a Ovest e ad Est. Per prima cosa, lasciata l'Avana, ci siamo mossi verso Ovest, con destinazione la Valle di Viñales, sito Unesco Patrimonio dell'Umanità, per le sue particolari formazioni rocciose, chiamate mogotes
 
E proprio al mirador de los mogotes abbiamo fatto la prima tappa. Un colpo d'occhio spettacolare sulla valle, sulle sue formazioni rocciose e sulla vegetazione. 

Questa zona è famosa anche per le coltivazioni di tabacco e, per non faci mancare nulla, abbiamo visitato anche un secadero, dove le foglie di tabacco vengono messe ad essiccare. La cosa sorprendente è la consistenza delle foglie, soffici e morbidi come se fossero di seta!

A Viñales siamo arrivati alle 12,30 e questo ci ha consentito di sfruttare subito il pomeriggio per un'escursione di quattro ore nella valle per apprezzare le carattieristiche naturali di questa zona: piante di caffè, papaya, banane... niente tabacco, non è periodo, ma l'incontro con un campesino ha supplito a questa carenza. 

Ci ha infatti spiegato la lavorazione delle foglie di tabacco e ci ha fatto vedere come si fa il sigaro del campesino.
Un'escursione in questa valle fa anche capire come la natura abbia reagito velocemente alla forza distruttrice dei due uragani che nel 2008 hanno scatenato qui la loro furia.
 
L'escursione ci ha portato anche a contatto con abitanti del luogo e con le tradizioni locali. Abbiamo anche avuto modo di apprezzare due specialità di Cuba: la noce di cocco e il pomplemo ripieni di rum e miele! Una bontà!

A Viñales varrebbe la pena di stare più giorni, per fare escursioni a piedi e a cavallo, visitare le grotte, la più celebre è quella del Indio... e per fare arrampicate. Anche se non ho arrampicato, visto che è il mio sport, lasciatemi spendere qualche parola su questa attività. La valle di Viñales è considerata uno Yosemite in miniatura che attrae scalatori da tutto il mondo... anche se qui si tratta di uno sport non ancora omologato dal governo. Insomma non è del tutto legale. Per gli stranieri che arrampicano il governo è pronto a chiudere un occhio, ma se ad arrampicare sono i cubani, per loro il rischio è addirittura il carcere.

giovedì, dicembre 16, 2010

“In viaggio con i bambini”

 
In viaggio con i bambini” questo il titolo del manuale pratico presentato dal ministero per il turismo Michela Vittoria Brambilla    disponibile nel tradizionale formato cartaceo e on line.
 
Quarantaquattro pagine e quattro capitoli, compilati da specialisti e medici, con tutte le informazionio utili per affrontare al meglio le necessità per un viaggio senza problemi: le vaccinazioni obbligatorie per affrontare la vacanza nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, la valutazione dei rischi prima di mettersi in viaggio, la lista di oggetti da mettere in valigia e le precauzioni da prendere una volta ritornati a casa, il tutto attraverso un linguaggio scorrevole e uno stile semplice e diretto.

Come Ministro del Turismo del governo italiano ma anche come mamma di un bimbo ancora piccolo, - ha detto il ministro Brambilla - ho fortemente voluto la pubblicazione di questo libretto, che regala semplici e pratici consigli su come viaggiare al meglio e in sicurezza con i nostri figli
''Viaggiare, magari in Paesi lontani - ha sottolineato – è certamente un'occasione di crescita per i nostri bambini ma può presentare anche dei rischi, soprattutto per la salute dei più piccoli. Proprio perché l'attenzione alla persona e' sempre al centro della mia azione di governo, l'obiettivo di questo manuale è ridurre al minimo tali imprevisti e consentire ai bimbi e alle loro famiglie di vivere l'esperienza della vacanza con la massima serenità. E desidero precisare una volta di più che, quando si parla di vacanza non dobbiamo pensare solo al divertimento. Al contrario essa va intesa come momento di coesione sociale, di crescita culturale e ancor piu' come momento di benessere psico-fisico, molto importante soprattutto per i più piccoli''.

Nel presentare il volumetto, il ministro si è detta certa che questo rappresenterà per i genitori un utile strumento “
a trovare il giusto equilibrio tra l'esagerata disinvoltura che spinge taluni ad affrontare viaggi avventurosi senza preparazione adeguata e l'apprensione rinunciataria che indurrebbe altri a non varcare mai la porta di casa per timore di chissà quali conseguenze".

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