martedì, novembre 30, 2010

Cuba, l'Avana: Plaza de la Revoluciòn

27 luglio 2010

Dove ero rimasta? Ah sì, davanti al Capitolium alla ricerca di un mezzo di trasporto per raggiungere il Vedado. In un primo momento volevamo prendere un coco taxi, pensando che fossero
più economici, ma non è così. Per risparimare abbiamo cercato dei taxi abbastanza grandi, le vecchie auto americane anni '50 che qui hanno una vita sorprendentemente lunga, e abbiamo contrattato una tariffa di 1 CUC a persona fino a Plaza de la Revoluciòn.
Tappa
sicuramente immancabile in una visita a Cuba. La piazza è decisamente immensa, qui i cubani hanno ascoltato la voce di Fidel Castro nei suoi discorsi al popolo cubano, ma è sempre qui che gli stessi cubani, circa un milione di persone, si sono dati appuntamento per ascoltare le parole di Giovanni Paolo II, nel corso del suo storico viaggio del 1998.

La piazza è il cuore politico di Cuba, circondata da brutti edifici governativi, sulle cui facciate campeggiano le immagini gigantesche di Che Guevara e di Camilo Cienfuegos.

Al centro della piazza c'è il monumento a Josè Martì, uno dei tanti che Cuba gli ha dedicato, ma questo è senza dubbio il più imponente. Con i suoi 138,5 metri è la costruzione più alta de l'Avana. Da qui, pare, si goda una vista magnifica della città. Al modico prezzo di 2 CUC si ha accesso all'ascensore che porta sul belvedere, ma noi non siamo stati così fortunati. Il monumento era inavvicinabile, protetto da guardie armate. Non ci è stato possibile neppure capire il perché, ci hanno allontanato e basta dicendo "Serrato".



Nato qui a L'Avana, Martì è sepolto a Santiago de Cuba, nel
Cementerio Santa Efigenia, lo stesso dove Fidel Castro ha già dato disposizioni affinché gli venga costruita la sua ultima dimora.


Il monumento di plaza de la Revoluciòn è anche un museo dedicato al più grande eroe nazionale cubano. Martì, poeta e scrittore, fu infatti anche uno dei leader
del movimento per l'indipendenza cubana. Una delle sue composizioni è stata messa in musica ed è diventata la canzona cubana più famosa al mondo, provate a indovinare quale... si è proprio lei Guantanamera.


lunedì, novembre 29, 2010

Aria di Natale a Lione


Pronti a prendere un volo last minute e partire alla scoperta del Natale a Lione?

La prima tappa è il Marché de Noël, il mercato di Natale, di Place Carnot. Nato solo nel 1996, oggi è considerato il più importante della regione e uno dei più belli dell'intera Francia. Qui troverete i prodotti di circa 140 espositori, rigorosamente selezionati da un'apposita commissione, provenienti da 14 regioni francesi e da altri paesi, quest'anno espongono la Lituania, la Russia, il Canada e la Polonia.

Non c'è l'imbarazzo della scelta, troverete gioielli, realizzati con i materiali più vari; candele, di ogni forma, colore e profumo; una straordinaria varietà di oggetti da regalo; decorazioni natalizie, per l'albero, il presepe, la tavola di Natale; tra i banchi del mercato anche molte proposte della gastronomia francese, dal dolce al salato, frutta secca, vini, liquori.

Un vero e proprio villaggio di Natale che per circa un mese offre anche animazione, intrattenimento, laboratori.

Il Marché de Noël quest'anno sarà visitabile fino a venerdì 24 dicembre, tutti i giorni dalle 10.30 alle 20.00.

Se poi capitate a Lione per l'Immacolata, avrete l'occasione di assistere alla Fête des Lumières, la Festa delle Luci, che colorerà di magia la città grazie ad una sessantina di disegni di luce, creati dalla fantasia di designer di tutto il mondo. Una festa che quest'anno durerà quattro giorni, dall'8 dicembre, con l'accensione della festa in Place Bellecour, fino a sabato 11 dicembre, dalle 18 a mezzanotte (l'8 dicembre mezzi pubblici gratuiti).

Uno spettacolo fatto da luci, video e e creazioni sonore.




Le immagini più spettacolari si trovano in centro, mentre attraverso i diversi quartieri, è possibile visualizzare offre molte più intima e partecipata. La suggestione di questa festa, che si ripete anno dopo anno, è resa possibile anche dai piccoli lumini che gli abitanti pongono sul davanzale delle finestre. Una tradizione che si ripete dal 1852, quando le luci furono accese per la prima volta per l'inaugurazione di una statua della Vergine Maria, realizzata dallo scultore lionese Fabish.


Lione ha molto da offrire, non solo a Dicembre. Facile ed economica da raggiungere tutto l'anno. Passate le feste di Natale, infatti, Lione ha ancora molto da offrire con i suoi 500 ettari, una delle più grandi superfici al mondo, classificata Patrimonio dell'Umanità Unesco. A questo proposito vi segnalo che i collegamenti più economici, offerti da Easyjet, sono quelli che vanno da dicembre a marzo, tutto sta a perdere un po' di tempo e trovare le date giuste.

domenica, novembre 28, 2010

Cuba, L'Avana: Il Capitolium Nacional




27 luglio 2010

Vi dicevo che la città de L'Avana ha un aspetto molto variegato, tanto da sembrare una città fatta di tante città. Un esempio è il Vedado. Con la sua planimetria perfetta, questa zona sembra decisamente poco cubana, come sembra poco cubano il Capitolium, punto di partenza per la nostra visita. Precisiamo una cosa, il Capitolium non c'entra nulla con il Velado, ma visto che il nostro albergo era a L'Avana Centro, la mattina come prima cosa, dopo una terribile colazione, è stata quella di cercare un taxi, e davanti al Capitolium ce n'è una vasta scelta.

Prima però volevamo visitare questo edif
icio che richiama il Campidoglio di Washington. Costruito grazie alle entrate provenienti dal commercio dello zucchero, fu inziato nel 1926. Per la sua costruzione ci vollero oltre tre anni, nel corso dei quali lavorarono circa 5 mila persone. Spettacolare la cupola, altra 62 metri e sormontata dalla statua di Mercurio, copia di quella fiorentina del Giambologna esposta al palazzo del Bargello. Nel pavimento, immediatamente sotto la cupola, è stato incastonato un diamante da 24 carati dal quale si calcono le distanze stradale tra l'Avana e le altre località dell'Isola.

E visto che
nel periodo d'oro del commercio dello zucchero non si badava a spese, l'edificio, un tempo sede del Congresso Cubano e oggi dell'Accademia delle Scienze, ospita anche una colossale statua femminile in bronzo che simboleggia la Guardiana delle Virtù e del Lavoro.

All'interno si possono visitare anche gli ambienti che un tempo ospivavano le camere del Senato e dei Deputati e la biblioteca rivestita in mogano.

Di tutto questo però noi non abbiamo visto nulla, perché l'edificio era chiuso per restauro!

mercoledì, novembre 24, 2010

A Lucca sulle tracce di Giacomo Puccini


Quello che vi propongo oggi è un itinerario nella Lucca di un grande artista: Giacomo Puccini.
Punto di partenza è il centro storico, con la casa natale del maestro che nacque il 22 dicembre del 1858 in una casa in Corte San Lorenzo, 9 e dove visse fino a 22 anni, quando lasciò la sua Lucca per trasferirsi a Milano. Sarebbe molto interessante visitare gli ambienti in cui Giacomo visse i primi anni della sua vita, tra cimeli, manoscritti ed oggetti personali, compreso il pianoforte con cui compose Turandot. Con una targa sul muro esterno, la città ricorda con orgoglio l'illustre concittadino. La casa, trasformata in museo, però al momento la casa è chiusa per restauro, bisogna perciò accontentarsi di vederla dall'esterno.
Tutta da visitare invece la bella chiesa romanica dei SS. Giovanni e Reparata, dove Puccini fu battezzato. La particolarità di questo edificio di culto è l'area archeologica che consente di leggere, attraverso una stratificazione a cinque livelli la storia della città, dall'epoca romana a quella alto-medievale.
Nella storia di Puccini però c'è un'altra chiesa che ha un'importanza notevole, si tratta della Chiesa dei SS. Paolino e Donato. Fu qui infatti che Giacomo eseguì la sua prima composizione, il Mottetto Plaudite populi, per baritono con coro a 4 voci e orchestra. Era il 12 luglio 1877, giorno della festa di S. Paolino.
L'anno seguente Puccini si esibì al Teatro del Giglio come pianista. Negli anni lo stesso teatro fece da cornice a quasi tutte le opere pucciniane e in occasione dell'allestimento de La fanciulla del West fu inaugurato un bassorilievo, opera dello scultore Francesco Petroni, che reca la dedica "Lucca a Giacomo Puccini settembre MCMXI".
Ma facciamo un passo indietro e raggiungiamo l'ex Istituto Musicale "Pacini"ove studiò Puccini, oggi "Boccherini", è uno dei più antichi d'Italia. Quando lo frequentava Puccini aveva sede in piazza S. Maria Forisportam, nei locali dell'antico monastero. Qui Michele Puccini, padre del maestro, prima insegnò, poi ne divenne il direttore.
L'itinerario pucciniano ci porta ora a fare una pausa al Caffè Di Simo, in Via Fillungo. Altro non è che il vecchio Caffè Caselli, un luogo di ritrovo molto in voga, ai cui tavolini si sono seduti molti illustri personaggi della vita culturale italiana: artisti, musicisti e letterati. I loro nomi, compreso quello di Puccini, sono ricordati in una targa. Particolarmente interessante l'arredo del locale, ancora in gran parte originale.
Per incontrare il maestro basta arrivare in piazza Cittadella, a due passi dalla sua casa natale, dove vi aspetta comodamente seduto in poltrona, con le gambe accavallate, così come lo raffigura la statua in bronzo realizzata dallo scultore Vito Tongiani, inaugurata il 29 novembre 1994, in occasione del settantesimo anniversario della sua morte.
Ma il nostro itinerario pucciniano non finisce qui. Lo sapete, come blog del turismo vi voglio mostrare anche curiosità e particolarità. Parlando di Puccini, l'invito è quello di uscire da Lucca per visitare le altre case di Puccini. Prima fra tutte quella di Torre del Lago, a due passi da Viareggio. La troverete indicata come "Museo Villa Puccini" , adagia sulla riva occidentale del Lago di Massaciuccoli, che lo stesso Puccini fece costruire, sui resti dell'antica torre dalla quale la località prende il nome. Qui compose alcune delle sue opere più celebri: Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly, La Fanciulla del West, La Rondine e Il Trittico. Puccini amava molto risiedere qui, anche per la bellezza del posto, oggi zona umida protetta di grande interesse naturalistico. Qui andava a caccia e compiva.
Sul belvedere si trova uno dei monumenti, ancora una volta in bronzo, che la Versilia ha dedicato al suo illustre figlio, a realizzata è stato, nel 1925, lo scultore Paul Troubetzkoy.
Una visita da queste parti è anche occasione per ammirare le terme romane di Massaciuccoli e le le ville Ginori e Orlando.
L'ultima opera, la Turandot, rimasta incompiuta per la morte del compositore, fu composta in un'altra casa, quella di Viareggio, che lo ospitò fino alla sua morte, avvenuta nel 1921.
Se programmate un viaggio da queste parti, sulle tracce di Puccini, prima di mettervi alla ricerca di hotel, tenete presente che un hotel a Lucca è comunque una buona base di partenza anche per esplorare i dintorni .

lunedì, novembre 22, 2010

Aria di Natale a Verona

Anche oggi vi voglio parlare dei mercatini di Natale, questa volta, rimanendo in Italia, vi porto a Verona, dove è già iniziato il conto alla rovescia per il Christkindlmarkt di Norimberga, uno dei più importanti e antichi mercatini natalizi d'Europa, che dal prossimo 26 novembre verrà ospitato in Piazza dei Signori fino al 19 dicembre. Per l'occasione la città scaligera, per il terzo anno consecutivo, si popolerà delle tipiche casette di legno dove saranno esposti i prodotti dell'artigianato tradizionale di Norimberga come addobbi in vetro, legno e ceramica, tante idee regalo sfiziose, e le immancabili specialità gastronomiche e deliziosi dolci natalizi.

Ma il Christkindlmarkt è solo uno dei mercatini che in questo periodo allietano veronesi e turisti. Oltre a quello di piazza dei Signori è mercatino natalizio anche nel cortile del Tribunale, dove ad essere esposte saranno i prodotti dell'artigianato locale.

Simblo del Natale a Verona è la grande stella cometa in acciaio, alta 70 metri, che si protende dall'Arena, che dal 4 dicembre al 23 gennaio ospita la 27° Rassegna Internazionale del Presepio nell'Arte e nella Tradizione

Le luminarie saranno accese il 2 dicembre, dando il via ufficiale al Natale veronese, che quest'anno riserverà anche una ghiotta novità, i cui particolari sono ancora top secret. L'annuncio è stato dato dal sindaco Tosi, che ha parlato di una “struttura innovativa” realizzata da quella che definisce la “più grande ditta europea di addobbi natalizi”

A Verona il mercatino natalizio più amato è in Piazza Bra', dal 10 al 13 dicembre, con il tradizionale appuntamento con la Fiera di Santa Lucia, che i veronesi con affetto chiamano “i banchéti de Santa Lùssia”. un momento molto atteso dai bambini che, in occasione di questa festa attendono con trepidazione l'arrivo della Santa, che, accompagnata dal Gastaldo e dall'asinello, nella notte tra il 12 e il 13 porta i suoi doni ai bambini buoni. Chi invece ha qualcosa da farsi perdonare, la mattina troverà del carbone.

La festa di Santa Lucia è molto sentita e coinvolge tutta la famiglia, che la sera prima del suo arrivo usa lasciarle in tavola qualcosa da mangiare. Grandi e piccini poi, sulla tavola lasciano un piatto vuoto, dove la Santa lascerà dei dolci, primi fra tutti le tipiche "pastefrolle di S. Lucia" e la cosiddetta"ghiaia dell'Adige".

Verona è una meta perfetta anche per un week end, può infatti essere comodamente raggiunta in aereo con volo low cost. Tra le proposte delle varie compagnie aeree, vi segnalo le offerte Meridiana, con voli a partire da 22€.

domenica, novembre 21, 2010

Cuba, l'Avana Vieja

26,27 e 31 luglio 2010

Come vi ho già detto siamo arrivati la sera del 25, la mattina dopo ci siamo concessi una giornata di mare e nel pomeriggio abbiamo fatto un primo giro a piedi a L'Avana vieja, poi approfondito il giorno seguente.

E' la capitale e non si può non visitare, senza contare poi che è Patrimonio dell'Umanità Unesco, è bene tenerlo spesso a mente, perchè la città si presenta molto degradata. O meglio presenta una città con più facce.

Da un lato edifici talvolta fatiscenti, decadenti, abbandonati a loro stessi , nei quali uno sguardo più attento scova delle perle architettoniche non indifferenti - art decò, barocco coloniale, neoclassicismo - dall'altra angolini ristrutturati che fanno comprendere quanto sarebbe bella se solo fosse più curata. Nella solo Avana Vieja gli edifici di importanza storica sono ben 900!!!

Lascia perplessa la scelta di ristrutturare un palazzo anziché un altro, lasciando il degrado dietro l'angolo. A volte ad essere ristrutturato è addirittura solo mezzo palazzo. Eppure, stando a quanto dice la Lonley Planet, l'agenzia statale che si occupa dei restauri impiega a questo scopo il 45% dei 160 milioni di dollari derivanti delle entrate derivanti dal turismo. Il restante 55% a progetti sociali... eppure all'occhio del turista non sembra che vengano impiegate tante risorse in entrambi i settori.

Girando per le strade de l'Avana, lasciandosi alle spalle le classiche vie turistiche, quella che si affaccia dalle case è la miseria nera. Colpa dell'embrago? Non so... in fondo se Cuba ha una chiusura forzata verso gli USA, ha avuto per tanto tempo le porte aperte con l'URSS ed ora con la Cina.

Ma torniamo all'Avana architettonica. Una delle piazze più belle è quella della Cattedrale, un perfetto esempio di barocco cubano, risalente al 1700.

Poco lontano, per una pausa ristoratrice in un bar, potete fermarvi in Plaza Vieja, tutto un'altro stile e soprattutto uno dei pochi angoli della città dove il lavoro di ristrutturazione ha restituito l'antico splendore. Se amate la birra, non mancate sedervi al tavolino di uno dei due bar e ordinare una birra al metro da bere, ovviamente in compagnia, visto che la dose minima è 6 boccali.

Altra piazza degna di nota è Plaza de Armas, che deve il suo nome al fatto che alla fine del XVI secolo la piazza fu utilizzata per le esercitazioni militari. Questo vi fa capire che siamo di fronte ad una piazza di notevoli dimensioni. Oggi l'area è il luogo dove trovare libri usati, la maggior parte dei quali parla di Cuba, della rivoluzione e dei suoi eroi. Una vera "chicca" per gli appassionati del genere.

Proseguendo il cammino si arriva verso il mare e si consteggia il Castillo de la Real Fuerza, costruito tra il 1550 e il 1577, sul sito di una fortezza preesistente, e considerato la fortezza più antica del continente americano. Di fortezze a l'Avana ce ne sono altre due: il Castello dei Treis Reys e la Fortezza di San Carlos de la Cabaña.

L'Avana è anche e soprattutto art decò, tra gli edifici che furono costruiti a partire dagli anni '20, si annoverano alcuni degli esempi più rappresentativi a livello mondiale.

giovedì, novembre 18, 2010

... e c'è anche il "Mal d'Asia"



In molti parlano di mal d'Africa, un continente bello e affascinante, non c'è dubbio, ma la mia passione va a Oriente. Ebbene sì, io soffro di mal d'Asia!!!

Una malattia contagiosa, stando almeno gli ultimi dati diffusi dalla Pata - Pacific Asia Travel Association, che parlano di un l'incremento totale dei visitatori nel continente e nella regione del Pacifico, che nel solo mese di agosto ha registrato un + 10% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Ma se andiamo ad analizzare le cifre con attenzione scopriamo che in molti Paesi l'incremento è per alcune destinazione vola decisamente in alto. A far da traino le Maldive, in aumento del 27%, il Nepal con un più 24% e lo Sri Lanka, in progressione del 36%. E con l'arrivo dell'autunno non si è verificata alcuna flessione, infatti "il trend di crescita è rimasto costante anche a settembre - come afferma Kris Lim, director strategic intelligence center Pata -; l'incoming in destinazioni chiave quali Cina, Hong Kong e Singapore non mostra, infatti, alcun segnale di rallentamento".

Per quello che mi riguarda, i miei viaggi in Asia mi hanno portato in Siria, Giordania, Libano, Nepal, India, Maldive, Turchia... il mio sogno nel cassetto è lo Yemen, ma la situazione sicurezza nel Paese è ancora molto delicata. Tra le mete che spero di toccare al più presto ci sono il Giappone, la Cina e l'Oman.

mercoledì, novembre 17, 2010

La provincia di Treviso, terra di cultura, storia ed enogastronomia

Da quando l'aeroporto di Treviso è diventato base di voli low cost per Venezia, la città veneta e il suo territorio, hanno visto aumentare il flusso di turisti che quotidianamente scelgono di prenotare un hotel a Treviso e approfittarne per fermarsi qualche giorno e scoprire quanto questa terra ha da offrire.

Da non perdere sicuramente la città con il suo delizioso centro storico, un'occasione anche per perdersi in un percorso di sapori tradizionali di origine contadina. Primi fra tutti i formaggi e il radicchio.

Visto che il Veneto è terra di vini, Treviso e la sua provincia non son
o da meno. Se volete intraprendere un viaggio di questo tipo, forse la scelta migliore è quella del BeB. Un Bed and Breakfast infatti consente di entrare maggiormente nelle atmosfere e nelle tradizioni di questa terra.

Va bene anche fermarsi a Treviso città e da qui muoversi secondo itinerari stabiliti. A voi la scelta. Posso garantirvi, per esperienza personale, che si tratta di un'esperienza che non dimenticherete... Sono infatti passati tanti anni da quando mio nonno mi ha regalato un viaggio on the road nella sua terra. Immancabile la visita ai paesi della su
a infanzia e di quella di mia nonna, ma in auto abbiamo esplorato la provincia di Treviso in lungo e in largo, senza trascurare i percorsi enologici... anche perché lui al ritorno aveva sempre il bagagliaio pieno del vino della sua terra. Tra le cantine che non mancava mai di visitare c'era quella dell'azienda agricola del Conte di Collalto, a Collalto di Susegana. Lui e il conte, amava raccontare mio nonno, erano cresciuti bevendo lo stesso latte, quello della mia bisnonna.
Scusate se mi questa volta mi sono lasciata trasportare un po' dai ricordi personali, ma un blog per viaggiatori si occupa di turismo a 360° e qualche volta è giusto lasciar spazio anche a questi aspetti. Quindi visto che ho iniziato, vi voglio parlare del luogo che maggiormente è rimasto mei ricordi: Il Molinetto della Croda, nella valle del Lierza, il principale affluente del fiume Soligo.
Il suo nome, croda, significa roccia e sta ad indicare che poggia sulla montagna, sulla roccia nuda. Ed è dalla roccia che cade la suggestiva cascatella, alta 12 metri, che faceva girare la ruota.
Così come appare oggi è il frutto di numerosi rifacimenti, ma il nucleo originario risale alla prima metà del 1600. L'ultima volta che produsse la farina fu nel 1953. Poi pian piano venne abbandonato ed ha rischiato la distruzione. L'edificio fu acquistato, nel 1991, dal Comune di Refrentolo ed ora, dopo un accurato lavoro di restauro, è stato aperto al pubblico come museo della molitura e sede di esposizioni d'arte. Il giusto riconoscimento per un luogo che ha ispirato molti artisti. Un fascino al quale ha ceduto anche il cinema, nei suoi ambienti e nel paesaggio circostante sono state girate alcune scene del film “Mogliamante” (1977) con Marcello Mastroianni e Laura Antonelli.

martedì, novembre 16, 2010

Sulle strade di Londra, ritorno alla tradizione

Ci sono simboli che in una città proprio non riescono a tramontare... è il caso dei Routemaster, i tradizionali bus rossi a due piani mandati in pensione forzata sette anni fa dal sindaco Livingstone... poco importa se hanno lasciato le vie londinesi. La loro immagine è rimasta su cartoline, souvenir e porattutto nell'immaginario collettivo e così il suo successore Boris Johnson vuole il loro ritorno, un impegno che aveva già preso in campagna elettorale. I vecchi bus a due piani con l'ingresso aperto sul retro, entrati in servizio nel 1958, non sono più in produzione dal 1968, e così ecco in arrivo un nuovo modello, simile al vecchio, ma con forme più arrotondate. Un bus che ovviamente non può non tener conto dei problemi di inquinamento che affliggono le grandi città, Londra inclusa, e così il New Bus sarà ecologico: dotato di motore ibrido, emetterà il 15% in meno di CO2 agli attuali bus ibridi.

Rispetto al suo predecessore sarà anche più confortevole e sicuro.

Per ora si tratta solo di un prototipo, per vedere il nuovo modello di bus sulle strade bisognerà attendere la fine del 2011 o, al più tardi l'inizio del 2012.

lunedì, novembre 15, 2010

Il cammino di Santiago

Nei giorni scorsi, dopo il viaggio del Papa in Spagna, si è fatto un gran parlare di uno dei luoghi simbolo del pellegrinaggio religioso: Santiago de Compostela.

Da secoli per raggiungere il luogo di sepoltura di San Giacomo i pellegrini hanno affrontato un lungo viaggio a piedi, lungo le strade di Francia e Spagna, percorrendo un itinerario diventato, per sul suo importante valore storico, culturale e religioso, Patrimonio dell'Umanità Unesco e il Consiglio d'Europa lo ha dichiarato "itinerario culturale europeo ... anche se pare che i primi pellegrini arrivano non via terra, ma via mare. In ogni caso quella di Santiago è una delle principali mete del turismo religioso. Compiere il cammino di Santiago - non importa come, a piedi, a cavallo in bicicletta – è un'esperienza unica, un percorso individuale. La meta è Santiago, ma lo scopo del viaggio non è arrivare, ma compierlo, secondo i propri tempi e le proprie sensazioni. Il cammino si può compiere in una volta sola o in più tappe, da soli o in compagnia... quello che sostengono tutti coloro che hanno scelto di compiere questo cammino, è che si tratta di un'esperienza che rimane per tutta la vita.
"Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino. E' il Cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo."(Paulo Coelh)

Non esiste un punto di inizio, ognuno può decidere da dove partire. Si parla di cammino di Santiago, ma
in realtà sarebbe più esatto dire i cammini di Santiago, perché accanto al più celebre che attraversa la Francia, ne esistono altri sei.
Se nel medioevo a spingere i camminatori era la fede, il pellegrino moderno lo percorre anche per conoscere i luoghi e i monumenti che sono sorti lungo la via, esempi di architetture e gotiche che si stagliano in magnifici paesaggi e con loro esempi di arte moderna e contemporanea. Insomma un vero e proprio viaggio nel tempo che dal medioevo arriva fino al mondo contemporaneo.
Non esiste un periodo migliore per compiere questo pellegrinaggio. Ogni stagione ha qualcosa da offrire, anche se ovviamente in inverno il nemico è il freddo e l'estate il gran caldo.
Simbolo del pellegrinaggio a Santiago è la conchiglia, che i pellegrini si cucivano sull'abito prima di iniziare il viaggio di ritorno, per dimostrare di essere arrivati a Santiago. Un simbolo, quello della conchiglia, che anche in epoca antica aveva dato vita ad un fiorente commercio. Già nel XII secolo in città si vendevano, come souvenir, conchiglie in piombo, stagno e lignite nera.
Rispetto al pellegrino del passato, il pellegrino odierno non ha grossi rischi da affrontare, né si avvia con il timore di morire prima di arrivare e soprattutto, sa che il cammino non va percorso anche a ritroso. Una volta arrivati a destinazione, per tornare a casa è rapido, facile ed economico, grazie ai voli low cost che collegano Santiago con molte città europee. Solo per fare un esempio Ryanair vola da Santiago a Roma, Londra, Barcellona, Alicante, Francoforte, Malaga, Valencia, Siviglia, Madrid.
E così, prima di fare ritorno a casa, si può cogliere l'occasione per una tappa in una o più città spagnole.

venerdì, novembre 12, 2010

Dormire in aeroporto: arriva la sleep box


Viaggiare spendendo poco è un'arte. A volte però inseguedo biglietti aerei a basso costo si è costretti a piani volo decisamente poco confortevoli, con molte ore trascorse in aeroporto tra un volo e l'altro... e se c'è una cosa più scomoda che dormire in aereo è dormire in aeroporto. Le sale d'attesa sono fatte per "attendere" seduti e le poltroncine, troppo spesso, dotate di scomodi braccioli che imediscono di sdraiarsi. E così il povero viaggiatore è costretto ad allumacarsi dentro una sedia oppure cercare soluzioni da contorsionista. Nel migliore dei casi la soluzione è un posto discreto dormire in terra, nella speranza di non essere calpestato. Sarà stato sicuramente in aeroporto, vedendo immagini di questo tipo che ai due arichitetti Goryainov A., Krymov M. è venuta l'idea degli Sleepbox.

Si tratta di cabine-hotel che posizionate negli aeropoti , consentiranno di trascorrere le ore di sonno comodamente sdraiati in un letto. Decisamente essenziali, pratici e igienici, le sleepbox sono mini alberghi ini scatola da 3,75 mq. Ogni sleepbox è dotato di un letto, con lenzuola che si cambiano automaticamentre, una piccola scrivania, accesso wifi, tavolino, aria condizionata, tv, una presa di corrente per utile per ricaricare il cellulare. Insomma l'essenziale per riposare tranquillamente in attesa del proprio volo.


mercoledì, novembre 10, 2010

La Torre di Pisa, un fascino plurisecolare


Se c'è una città dove non è difficile trovare in pochi minuti il monumento simbolo, quella è Pisa. La città non è molto grande e arrivando, anche con il treno, la sagoma pendente della torre vi dà ben presto il benvenuto. A qualcuno sembra strano che non si debba neanche cercarla, ma è così, con i suoi 56 metri di altezza fa capolino tra gli edifici.
Insomma se s
iete patiti degli alberghi con vista, qui non avrete che l'imbarazzo della scelta. Sono molti infatti gli hotel di Pisa dalle quali è possibile vedere o intravedere la Torre Pendente.

La bellezza e il fascino di questa torre, iniziata nel 1173, sta sì in quel suo difettuccio, ma soprattutto nel contesto nel quale è inserito: Piazza del Duomo, o dei Miracoli, come l'ha definita Gabriele d'Annunzio nel romanzo"Forse che sì, forse che no"

"L’Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli".

Un miracolo che è dato non solo dalle forme, ma anche dai colori, il bianco dei monumenti che si staglia sul verde del prato e l'azzurro del cielo. La piazza, della quale fanno parte anche il Duomo, il Cimitero e il Battistero è stata inserita dall'Unesco tra i Patrimoni dell'Umanità.

Ma torniamo alla più celebre delle Torri pendenti, le loggette che decorano i suoi otto piani, richiamano quelle della facciata del Duomo, magnifico esempio di romanico pisano, e agli altri due edifici.

A causarne la bizzarria è stato un cedimento del terreno, avvenuto già durante la sua costruzione, ma questo non fermò i lavori che non erano neppure a metà. Così si andò avanti, fino al suo definito completamento, era il 1350 e dalla posa della prima pietra erano trascorsi poco meno di due secoli.

Visto che come blog di viaggi il mio compito è anche quello di darvi alcuni consigli utili, vi avviso subito che per salire sulla Torre ci sono file lunghissime, a volte occorre attendere ore. La cosa migliore quindi è quella di prenotare il biglietto on line, programmando così in anticipo l'orario di visita. Per chi dorme in città l'alternativa è quella di acquistare il biglietto il giorno prima, oppure arrivare prestissimo. L'orario di apertura della torre cambia nei vari mesi dell'anno, ad esempio a novembre va dalle 9,30 alle17. Il costo del biglietto è di 10 euro, ai quai vanno aggiunti 2 euro per chi acquista on line. Sulla torre non possono salire più di 40 persone per volta, la visita è accompagnata e dura mezz'ora.

Fate attenzione all'orario scritto sul biglietto, per chi arriva in ritardo nessuna possibilità di accesso!!! Ancora un consiglio, viste le caratteristiche della torre, la salita è vivamente sconsigliata a chi soffre di vertigini... ma anche chi ha il fiato corto. Salire 300 gradini seguendo un percorso elicoidale è faticoso, più di quanto si creda.

Quando si parla di Torre Pendente viene subito in mente questa, considerata la più famosa del mondo, ma non tutti sanno che Pisa di torri che pendono ne ha addirittura tre!

Se volete completare il giro, fate un salto anche a vedere il campanile della chiesa di San Nicola e quella della chiesa dei San Michele degli Scalzi, ma in questo caso vi stupirete nello scoprire che a pendente è anche la chiesa!


lunedì, novembre 08, 2010

Andrea Bocelli al Metropolitan di New York

Ci sono tanti motivi per andare a New York. Per la maratona, per gli spettacoli di Brodway, per i suoi concerti, per i suoi musei, per lo shopping, per il Columbus Day, perché New York è New York...

Certo non si parte apposta dall'Italia per assistere ad uno spettacolo, ma se la nostra permanenza in città coincide con un grande evento, perché perderlo. Oppure si può programmare la partenza affinché la coincidenza non sia fortuita.

L'evento in questione è il debutto di Andrea Bocelli al Metropolitan di New York, in programma il prossimo 13 febbraio. Per Bocelli non la prima volta a New York, il grande tenore italiano ha già cantato, e più di una volta, alla Carnegie Hall, l'altro tempio della musica di New York, ma mai la Metropolitan.

Se siete appassionati di musica, questa potrebbe essere una scusa per concedervi un periodo di stacco dal lavoro, senza contare poi che in questo periodo è facile trovare voli aerei a prezzi contenuti.

Per il suo concerto Andrea Bocelli ha selezionato diverse arie dei compositori piu' famosi, tra cui Georg Friedrich Handel, Ludwig Van Beethoven, Richard Wagner, Franz Liszt, Richard Strauss, Gabriel Faure' e Paolo Tosti.

Ottime le tariffe che, come ho gia avuto modo di segnalarvi, propone la nostra compagnia di bandiera. Con Alitalia voli verso il Nord America con tariffe decisamente concorrenziali. A febbraio manca ancora tempo, ma come sempre se volete assicurarvi il prezzo migliore è necessario iniziare a cercare in anticipo.

Senza contare poi, che se vi stuzzica l'idea di Bocelli, vanno prenotati anche i biglietti del concerto.

Insomma, come dicevo all'inizio... ogni scusa è buona per andare a New York.

sabato, novembre 06, 2010

Sulle strade... della fede


Anche oggi, come accade da molti secoli, la via che porta a Santiago de Compostela è percorsa da tantissimi pellegrini che dal Medioevo affrontano un lungo cammino spirituale per raggiungere il luogo in cui, secondo la tradizione, è sepolto San Giacomo. Partito verso le 8,30 da Fiumicino, questas mattina in Galizia giungerà anche Benedetto XVI come pellegrino per l'Anno Santo Compostelano. Intono alle 11,30 celebrerà la messa. Ad attendere
Papa Ratzinger i Principi delle Asturie, Felipe di Borbone, erede al trono di Spagna, e sua moglie la principessa Letizia e con loro migliaia di persone, arrivate da tutta la Spagna, molte percorrendo lo storico cammino di Santiago. Una via della fede che attraversa Francia e Spagna. Le vie che compongono l'intero itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Già in serata il Papa arriverà a Barcellona dove domani lo attende la storica consacrazione della Sagrada Familia, il grande tempio progettato dall'architetto catalano Antonio Gaudì, in costruzione dal 1882. Ora, dopo oltre un secolo, il sogno di Gaudì di donare a Barcellona una nuova basilica diventa una realtà. Il Papa infatti consacrerà "Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia" come basilica minore.

Prima di ripartire dalla Spagna, il Papa incontrerà anche il primo ministro socialista Jose Luis Zapatero.

mercoledì, novembre 03, 2010

Brindisi, porta del Mediterraneo

Ci sono località, che pur trovandosi in posizione strategica, spesso diventano solo un luogo di passaggio, indipendentemente dall'importanza e dall'interesse. E' il caso di Brindisi... chi scegli un hotel a Brindisi lo fa quasi sempre per poter poi prendere un traghetto per la Grecia la mattina dopo. Ma è un errore, Brindisi e il suo territorio hanno molto da offrire. Insomma una semplice prenotazione hotel in zona potrebbe rappresentare un punto di partenza per conoscere un territorio ricco di storia ed interesse... lo sapevano anche gli antichi Romani che qui a Brindisi, all'epoca uno dei porti più attivi dell'Adriatico e forse dell'intero Mediterraneo, hanno portato la loro via più celebre, l'Appia.

Ancora oggi in piazza del Duomo si alza maestosa una delle due colonne romane che ne celebravano il punto esatto in cui terminava la Regina Viarum.

A celebrare la grandezza romana anche i resti conservato all'interno del Museo archeologico provinciale Francesco Ribrezzo, la cui entrata monumentale è segnata dal Portico dei Cavalieri Templari.

All'interno della struttura museale molte le ceramiche e le statuette fittili, ma in mostra anche il calco della sezione della Colonna Traiana di Roma che raffigura il porto di Brindisi. Porto che nel Medioevo mantenne alta la sua importanza come punto d'imbarco dei Crociati diretti in Terra Santa.

Oggi è il principale porto di collegamento tra Italia e Grecia, un Paese che fin dai tempi antichi è stato molto importante nella storia della città, come testimonia il suo stesso nome, che deriverebbe dalla parola greca brenteséion, cioè "testa di cervo"

Visto che vi vi dispenso spesso consigli di viaggi, non manco di segnalarvi un monumento molto importante nella storia di Brindisi: è il castello Svevo, voluto da Federico II. L'edificio presenta una pianta trapezoidale ed è contrassegnato da possenti torrioni quadrati.

Dunque, la prossima volta che passate per Brindisi, ricordatevi di programmare qualche giorno in più per apprezzare le ricchezze di questo territorio, anche dal punto di vista enogastronomico. Prodotti semplici e genuini, come i formaggi di capra e di pecora, il pane, i taralli, le focacce da mangiare con i prodotti della terra, dagli asparagi ai legumi, e del mare, dal pesce spada ai ricci, dalle cernie alle ostriche, da annaffiare con i vini tipici della zona: l'Aleatico di Puglia, il Negroamaro, la Malvasia Nera, la Verdeca, il Fiano e l'Ottavianello.

martedì, novembre 02, 2010

Coccole in volo

Non più solo business o l'ecomy class, nei cieli sta per fare il suo debutto la "coccole class". Il sogno di tutti gli innamorati che trasforma in viaggio romantico anche un semplice tragitto aereo.


L'idea, al momento solo in via sperimentale, è della compagnia aerea Air New Zeland ed è stata pensata per le coppie di viaggiatori.

L'idea è semplice, con un piccolo supplemento, pari al 50% del prezzo del biglietto, possono acquistare un terzo sedile. Le tre sedute, grazie anche ai braccioli sollevabili e ad un'estensione, si trasforma in un comodo letto nel quale la coppia può viaggiare sdraiata e rannicchiata uno affianco all’altro.

Già vedo i sorrisini... la compagnia per la classe coccole raccomanda ai passeggeri di non farsi trascinare troppo dall’atmosfera e di restare vestiti durante l'intera durata del volo.


Per viaggiare in classe coccole bisognerà attendere la primavera 2011, quando entrerà in un funzione il servizio esclusivamente sui Boeing 777-300 e, per ora, nella sola tratta Auckland-Los Angeles.
L'idea ci piace... speriamo solo che abbia successo e che in breve tempo si venga "copiata e presa in considerazione anche da altre compagnie!!!



video

lunedì, novembre 01, 2010

Playa del Este, il mare di Cuba a due passi da L'Havana

25/26 luglio 2010

Il mio viaggio a Cuba è iniziate la sera del 25 luglio, dopo un lungo volo economico che dall'Italia ci ha portato a L'Havana via Madrid. Abbiamo viaggiato con un volo Air Europa/Alitalia.

Stanchi per il lungo volo ab
biamo mangiato qualcosa in un locale vicino al Floridita e poi siamo andati a dormire, stanchi e provati dal jet leg
La data di inizio del viaggio è importante, perché la mattina dopo, il 26 luglio, a Cuba è festa nazionale e a l'Havana è tutto chiuso. Il clou della festa è a Santiago, ma noi eravamo troppo lontani.
Che fare? La cosa più saggia è stata quella di regalarci una mezza giornata di sole e mare caraibico. Quindi destinazione Playa del Est, ad una ventina di chilometri scarsi dalla città. Un modo perfetto e rilassante per iniziare il nostro lungo viaggio a Cuba e al tempo stesso riprenderci dalla fatica del lungo viaggio.
La mattinata in spiaggia si è rivelata un'ottima scelta. Nei 9 km di litorale di Playa del Est, si susseguono varie spiagge, ogmuna con le sue caratteristiche e di conseguenza con un'utenza specifica.
Per i patiti delle immersioni la scelta è quella di Tararà. Le coppie omosessuali prediligono invece quella di Boca Ciega,
i bagnanti meno esigenti e più spartani scelgono Guanabo, la più rustica di tutte e quella dove si trovano le casas particulares più economiche.
Noi abbiamo deciso di fermarci a Santa Maria del Mar, una delle zone più animate e frequentate dagli stranieri.
La zona di Playa del Este anche se così vicina alla capitale, non è ancora sviluppata turisticamente come mete più note, ma forse anche per questo mantiene una sua genuinità, insomma l'atmosfera cubana è garantita. Playa del Este è perfetta per chi si ferma qui come tappa di un viaggio alla scoperta dell’isola e delle sue tradizioni più autentiche.
La spiaggia è attrezzata, per chi lo desidera ci sono lettini, ombrelloni, ristorante... appena arrivati arrivati siamo stati “assaliti” da un tipo che voleva a tutti i costi convincerci a pranzare al suo locale, in cambio ci dava l'ombrellone gratis!
Noi invece abbiamo optato per la spiaggia libera. Era il nostro primo giorno a Cuba e non volevamo stare troppo al sole... Quanto al pranzo, non avevamo voglia di fermarci in un ristorante.
Lasciata la spiaggia ci siamo spostati a Coijmar, solo una tappa per dare un'occhiata al paesino dove dove, fino a non molto tempo fa, viveva il pescatore che per Hemingway fu fonte di ispirazione per il personaggio de “Il Vecchio e il Mare”.
Doveva essere una breve tappa, in fondo non c'è molto da vedere, ma la vista di un piatto di riso con fagioli e gamberi ci ha fatto cambiare idea sul pranzo.
Un localino molto semplice, pochi i piatti a disposizione, niente acqua nel menù, ma in compenso era possibile acquistare sigari, sigarette e preservativi!!
Alla fine il conto, in moneta nazionale, è stato l'equivalente di appena un paio di euro a testa.

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