mercoledì, luglio 28, 2010

Milano, navigando lungo i navigli

alberghi MilanoTorno a parlare di Navigli dopo il riscontro positivo avuto dal mio precedete post. In primavera vi ho parlato di itinerari cicloturistici oggi di navigazione turistica estiva di questi corsi d'acqua. Entrambi sono modi per vivere e conoscere il territorio, ma anche per riscoprire paesaggi dimenticati.

Attraverso la navigazione lungo i canali si ripeteno i percorsi dei barconi che rifornivano la vecchia Milano, ma al tempo stesso si riscopre una Milano pià tranquilla e suggestiva, tra percorsi naturalistici ed eno-gastronomici, fino a raggiungere riserve ambientali come il Parco del Ticino, il Parco Adda Nord o ancora il Parco Agricolo Sud Milano.


Quindi se nel prossimo viaggio vi capita di dormire a Milano, sappiate che il giorno dopo, tra le tante opportunità che vi offre la città, c'è anche questa.

Ecco gli itinerari tra i quali scegliere:



Cinque diversi itinerari per esplorare in modo diverso il territorio non lo solo attraverso le vie d'acqua, con navigazini che vanno da qualche ora fino ad un´intera giornata, ma spesso arricchite da escursioni lungo sentieri naturalistici e storici, il tutto in compagnia di una guida e assaporando piatti tipici della zona dai risotti ai formaggi, senza tralasciare il famoso salame e i vini locali, ville del Settecento, esempi di archeologia industriale, laghetti e colline.

Attraversare i Navigli è davvero un modo per scoprire le tradizioni e le bellezze artistiche del territorio ma soprattutto per immergersi in una natura a tratti ancora incontaminata.


La navigazione estiva sui Navigli prosegue fino alla fine di Settembre. Come avrete capito non c'è un solo modo per usufruire del servizio. Si va dalla semplice navigazione a orari fissi, a veri e propri pacchetti turistici per escursioni di mezza o di un´intera giornata, che oltre alla navigazione offrono itinerari che permettano di vivere il territorio, le sue bellezze storiche ed artistiche e gustarne le specialità enogastronomche. Infine, per chi ha voglia di fare qualcosa di veramente speciale, può noleggiare un'imbarcazione e festeggiare un compleanno, un anniversario navigando sui Navigli, lungo uno degli itinerari in programma.

Il fiume, in questo caso i canali, hanno il loro fascino e una giornata trascorsa a navigare tra questi paesaggi è un'esperienza piacevole che sicuramente non vi farà pentire di aver scelto di dormire in hotel un giorno in più.

lunedì, luglio 26, 2010

Berlino, a settembre la Pyronale 2010

volo per Berlino
Il 3 e il 4 settembre la notte Berlinese si illuminerà dei colori della Pyronale 2010, ovvero dei campinati del mondo di fuochi d'artificio. Una data da tener presente se in questi giorni state programmando di acquistare un volo per Berlino, soprattutto se siete alla ricerca, con il giusto anticipo, di voli economici. I fuochi d'artificio si sa affascinano sempre, ognuno di noi ricorda un momento particolare legato ai fuochi d'artificio. Il Pyronale, nato nel 2006, sicuramente è un esperienza che non si dimentica. L'appuntamento con i fuochi berlinesi è diventato un evento di grande richiamo, amato da un pubblico di tutte le età, pronto a passare due serata con il naso all'insù, pronto a stupirsi per come questi artisti siano in grado di creare giochi di luci, forme e colori.

A ospitare la manifestazione è Maifeld, uno spazio adiacente lo Stadio Olimpico di Berlino. E' qui che l'élite internazionale degli artisti dei fuochi d'artificio, rappresentanti dalle sei migliori squadre del mondo, si contenderanno l'ambito trofeo. Va detto che anche la sola partecipazione è già un traguardo molto ambito. Le nazioni che quest'anno hanno conquistato il dirotto a partecipare sono la Svizzera, la Slovacchia, l'Italia, la Grecia, la Corea del Sud e, per la prima volta, la Germania.

Anche se la sua trazione non è lunghissima, il Pyronale è diventato a pieno titolo una delle attrazioni principali di Berlino, tanto che gli organizzatori hanno previsto delle facilitazioni per i molti spettatori abituali. Una gara appassionante che ogni primo weekend di settembre richiama a Berlino decine di migliaia di appassionati e curiosi, solo nell'ultima edizione sono stati circa 60mila. Per il pubblico un grande spettacolo, per la giuria, vista l'abilità dei partecipanti, una prova ardua scegliere chi abbia saputo realizzare la coreografia più elaborata, la creazione più fantasiosa o gli effetti più mozzafiato.

Insomma, per Berlino si preannunciano due nuove notti magiche, nel corso delle quali i maestri dell'arte piro-tecnica fondono tradizione e modernità, per uno spettacolo irripetibile.

domenica, luglio 25, 2010

A Venezia, il ghetto più antico d'Europa

alberghi Venezia
Una visita a Venezia ha dei must, delle cose che assolutamente non si possono non vedere, soprattutto per chi ci viene per la prima volta. Ci sono però itinerari insoliti che, anche se meno battuti dagli itinerari turistici, hanno un loro fascino e forse in alcuni casi offrono una Venezia autentica, più di quella delle cartoline.

E' il caso del Ghetto Ebraico, che si conserva piuttosto integro. Pochi lo sanno, ma è proprio qui a Venezia che fu istituito il primo della storia europea. Era il 29 marzo 1516. il governo della Serenissima scelse a questo scopo la piccola isola del sestiere di Cannaregio. A questo punto non vi stupirà scoprire che il termine ghetto deriva dal termine veneziano getar, che significa fondere. Sull'isola infatti all'epoca c'erano molte fonderie. Da Venezia il termine ghetto si diffuse in tutta Europa, ad indicare i quartieri dove veniva segretati gli ebrei. In quello di Venezia furono confinati gli ebrei fino al 1797, anno della caduta della Repubblica e dell'arrivo di Napoleone. Con i francesi il ghetto fu eliminato da ogni cancello, anche se oggi, guardando bene è possibile individuare alcuni cardini.

Nel ghetto gli ebrei dovevano rientrare al tramonto e non potevano uscirne fino all'alba. Ad assicurare che il divieto fosse rispettato pensavano i cancelli che delimitavano la zona.

L'area era limitata e per garantire la presenza di un numero elevato di persone le case si sviluppavano in altezza. Ancora oggi, appena entrati nell'area del ghetto si notano le case-torri, che raggiungono gli otto piani. Questo non fu sufficiente e così si resero necessari più ampliamenti, e da uno, i ghetti divennero tre, tanto che oggi parliamo di Ghetto vecchio, Ghetto Nuovo e Ghetto Nuovissimo.

Il Ghetto Ebraico di Venezia si raggiunge con la linea 1 o 82 del vaporetto, scendendo alla fermata S. Marcuola – Ghetto, oppure con le linee 41, 42, 51 o 52, scendendo alla fermata Ponte delle Guglie – Ghetto. Da qui si entra nel ghetto vecchio attraverso sotoportego, uno degli antichi accessi.

Di particolare interesse le sinagoghe, o "Scole", che nel ghetto veneziano vennero fatte costruire, tra il primo quarto del 1500 e la metà del 1600 dai vari gruppi etnici: sorsero così le Scole askenazite Tedesca e Canton, la Scola Italiana, le Scole sefardite Levantina e Spagnola. Oggi nel ghetto di Venezia sono presenti e aperte al pubblico, cinque sinagoghe, ritenute le più antiche del vecchio continente.

Nel Ghetto Novo da non perdere il Museo Ebraico di Venezia, aperto nel 1955 e un bassorilievo, opera dell’artista lituano Arbit Blatas, in ricordo delle vittime dell'olocausto, impresso sul muro dell’antica Casa di Riposo ebraica.

Il ghetto di Venezia ancora oggi continua ad essere un punto di riferimento per la comunità ebraica. Qui inoltre è possibile acquistare prodotti gastronomici e oggetti di artigianato ebraico. Questa zona, non lontano dalla stazione, può essere anche un'ottima soluzione per chi cerca un pernottamento in città. Di hotel a Venezia ce ne sono molti, ma se quello che cercate è un hotel low cost, questa potrebbe essere la zona giusta dove trovare una sistemazione decorosa e a buon mercato, con in più il vantaggio di dormire in una zona unica nel suo genere.



venerdì, luglio 23, 2010

Fiore gigante incanta i giapponesi e affascina i texani

Giapponesi tutti ordinatamente in fila al giardino botanico di Tokyo per ammirare una rarità floreale, una delle più grandi inflorescenze del mondo. Il fiore in questione, sbocciato dopo circa 20 anni, è l' Amorphophallus titanium, originario dell'Indonesia. E' alto 129 cm, un diametro di 91 ed emette un odore pungente. Per vederlo i giapponesi si sono messi pazientemente in fila, con l'immancabile macchina fotografia.
Intanto, un altro fiore simile è sbocciato negli USA, più esattamente al Museo di Scienze Natuali di Huston. Inutile dire che anche in Texas l'apertura della corolla del fiore è stata seguita con grande interesse e curiosità.


Stonehenge e il suo "doppio" di legno

In questi giorni il sito preistorico di Stonehenge è al centro dei festeggiamenti per il sostizio d'estate. Perché proprio qui? Perché si ritiene sia una sorta di calendario astronomico, vecchio di 4.500 anni. Il caso vuole che sia di questi giorni anche una straordinaria scoperta archeologica, fatta a circa 900 metri dal celebre sito, Patrimonio dell'Umanità. Quello che hanno rivelato i macchinari è un sito del tutto simile, fatto però con pali di legno. Anche il nuovo sito ha una pianta circolare e pare abbia due entrate. Si tratterebbe della più interessante scoperta archeologica nella piana di Salisbury degli ultimi anni. La scoperta non è del tutto una sorpresa, l'area intorno a Stonehenge infatti è per la gran parte ancora insesplorata. Già lo scorso anno, a due chilomentri da qui, gli archeologi aveano scoperto un sito preistorico chiamato "Bluehenge" formato da 27 pietre di colorazione bluastra, delle quali però sono rimasti solo i fori dove erano collocate. Ora gli archeologi hanno scoperto l'esistenza di una Woodhenge destinato a far ridiscutere sull'intera piana di Salisbury. Lo scavo però rimarrà virtuale, l'area è troppo vasta per aprire uno scavo, ha detto il responsabile del progetto, professor Vince Gaffney. Il progetto, iniziato da appena due settimane, ha una durata di due anni. Non si escludono quindi nuove sorprese.

mercoledì, luglio 21, 2010

Barcellona, vamos a la playa

hotel lowcost Barcellona
Uno dei motivi per scegliere Barcellona come meta di un viaggio estivo è sicuramente legato alla possibilità di coniugare vita notturna, cultura e mare.

La capitale catalana infatti offre infatti spiagge dorate a pochi minuti dal centro città e, come se non bastasse, raggiungibili anche in metropolitana. Un vantaggio da non trascurare per chi arriva a Barcellona senza auto. Quindi sia che si tratti di una vacanza o di un semplice weekend, dormire a Barcellona, rispetto ad altre città, offre un'opportunità in più di divertimento: quello balneare. Io ho parlato di vacanze estive, ma qui il clima è favorevole anche ad inizio autunno e le spiagge sono frequentate fino a tutto ottobre. Inoltre le spiagge di Barcellona, sono pulite e sono bagnate da un'acqua cristallina che fa venir voglia di tuffarsi.

Vista la vicinanza con la città, non è necessario dormire in un albergo con vista mare, ma è sicuramente più suggestivo, senza contare che si può approfittare delle offerte serali dei localini sulla spiaggia o sul lungomare, soprattutto a Barceloneta e al Porto Olimpico. Una sistemazione fronte spiaggia però costa più cara, ma con un po' di pazienza non è impossibile trovare un hotel lowcost.

La spiaggia attrezzata più vicina alla città è quella di Barceloneta, raggiungibile con la linea gialla (L4) della metropolitana, chi ha voglia di camminare può raggiungerla anche a piedi dalla Ramblas, con una passeggiata di una ventina di minuti.. Un'occasione per vedere anche altri angoli della città, come il monumento a Cristoforo Colombo, Rambla sul sul mare e il porto e la stessa Barceloneta, nata nel 1753 . Barceloneta è detta anche la “Napoli di Barcellona” per i suoi vicoli che ricordano molto quelli dei partenopei quartieri spagnoli. Barceloneta, la "piccola Barcellona", è il quartiere tradizionale dei marinai e dei pescatori caratterizzato dai tipici colori mediterranei. E visto che ci sono i pescatori... ci sono anche deliziosi ristorantini dove, ovviamente, mangiare pesce. La vicinanza di Barceloneta alla città è sicuramente un vantaggio, ma ha il suo rovescio della medaglia, ovvero l'eccessivo affollamento estivo. Tanta la gente in spiaggia e tanta la gente in mare, in queste acque infatti vanno molto in voga gli sport d'acqua dal wind-surf al kite-surf. Barcellona con le sue forme spesso stupisce e affascina il visitatore. Qui a far sorridere i bagnanti è Omaggio alla Barcelonetaun edifico che sorge al centro della spiaggia dall'aria un po'... come dire... tremolante, tanto da far pensare che la sua progettista Rebecca Horn lo abbia disegnato dopo una notte di “ir de copas” .

Oltre a Barceloneta c'è un'altra spiaggia considerata la più antica e tradizionale: Sant Sebastià, situata nel quartiere di Ciutat Vella vanta una spiaggia lunga oltre un chilometro, con una zona nudisti all'estremità meridionale. Questa spiaggia è perfettamente accessibile ai disbili con ascensore, passerella di legno fino alla riva e uno spogliatorio adatto ad una sedia a rotelle. A Sant Sebastià esiste anche uno specifico servizio di assistenza ai bagnanti disabili o con mobilità ridotta che consente loro di entrare e uscire dall'acqua utilizzando una speciale sedia anfibia. In acqua, ad accompagnare il disabile durante il bagno, ci pensa un gruppo di volontari. Il servizio è attivo da giugno a metà settembre. Stesso servizio è presente anche nella spiaggia di Icària, anch'essa vicina alla città e raggiungibile sempre con la linea gialla della metropolitana, scendendo alla fermata "Ciutadella Vila Olimpica". Per la sua vicinanza alla città è molto frequentata, soprattutto da famiglie con bambini e da gruppi di amici. Poco lontanto c'è Bogatell, facilmente raggiungibile in bicicletta lugno la pista ciclabile. Letteralmente trasformato in una zona architettonicamente interessante in occasione delle Olimpiadi del 1992.

Una delle spiagge più famose è quella di Mar Bella,

tradizionalmente la spiaggia nudista di Barcellona, anche se è di nudisti non se ne vedono poi molti. In Spagna non ci sono infatti spiagge nudiste ufficiali, il nudismo è consentito, basta che non rechi disturbo. Anche questa spiaggia è servita dalla linea gialla della metropolitana, la fermata dove scendere è Poblenou. La spiaggia preferita dalle donne, è invece Nova Mar Bella, che rappresentano il 60-70% delle bagnanti. Nova Mar Bella dispone di un servizio per disabili uguale a quello di Icària e Sant Sebasti.

L'ultima spiaggia che vi consiglio è quella di Sitges. conosciuta per le sue spiagge e la sua vita notturna, è anche un importante centro per il modernismo catalano e meta di turismo gay.

Rispetto alle altre spiagge, questa rimane un po' fuori città e per raggiungerla è necessario un viaggio in treno di circa mezz'ora dalla stazione Sants Sitge

lunedì, luglio 19, 2010

Musei a Madrid: Il Prado

Voli Madrid

Ogni città ha il suo must. Ci sono cose che non puoi non fare o non vedere. Se voli a Madrid è d'obbligo una tappa al Museo del Prado, una delle pinatoche più importanti del mondo e sicuramente la più completa in fatto di pittura spagnola. Notevoli anche le sezioni dedicate alla pittura fiamminga, italiana, tedesca, francese e inglese. Nelle sue sale sono esposti alcuni dei maggiori copolavori di pittori quali El Greco, Velázquez, Goya, Bosch, Tiziano, Van Dyck e Rembrandt.

Quello del Prado è un museo dai grandi numeri: 8.600 quadri; 5.000 disegni; 2.000 stampe; 1.000 tra medaglie e monete; 2.000 oggetti d'arte; 700 sculture. Tutto questo fa del Prado il secondo museo più visitato al mondo. Il primato spetta al Louvre.

Il biglietto costa 8 euro intero e 4 ridotto. E' però interessante scoprire chi ha diritto alla gratuità. Tra le varie categorie ci sono gli adulti oltre i 65 anni, i cittadini dell’Unione Europea disoccupati, i professori di storia dell'arte o comunque materie legate al contenuto del Museo, studenti dell’Unione Europea minori di 25 anni e i minori di 18 anni. Se appartenete ad una di queste categorie, ricordatevi di portare con voi un documento che accerti il vostro diritto al biglietto gratuito. Libero accesso per tutti nelle giornate del 2 maggio, 18 maggio, 12 ottobre e 6 dicembre.

Tenetene conto quanto vi accingerete alla prenotazione voli. Acquistando il biglietto on line si ha invece diritto ad uno sconto e ovviamente si evitano le file. Ingresso libero anche dal martedì al sabato, dalle 18.00 alle 20.00 e la domenica, dalle 17.00 alle 20.00. Un'altra soluzione potrebbe essere quella di acquistare una carta Paseo del Art, che con 17,60 consente l'ingresso anche al Museo Thyssen-Bornemisza e Museo Nazionale Centro d'Arte Reina Sofia. Attenzione però. La tessera vale un anno, ma dà diritto di entrare una sola volta in ciascuno dei tre musei. In questi giorni il museo sta ospitando la mostra Turner y los Maestros e per consentire una maggiore fruibilità dei suoi spazi, nei mesi di luglio e agosto rimarrà aperto due ore in più dal martedì al sabato. La domenica l'orario sarà quello consueto 9-20 e il lunedì è giorno di chiusura.

La mostra ospita 80 opere del maes
tro britannico che mette in confronto con quelle di alcuni grandi maestri dell'arte che le influenzarono: da Canaletto a Watteu, da Rubens a Tiziano, da Claudio de Lorena a Rembrandt. L'apertura prolungata di luglio e agosto offre la possibilità di prolungare di due ore la visita al museo. Un museo di queste dimensioni non può essere visitato in un solo giorno, quindi è necessario fare una selezione delle opere che si vuole vedere prima di entrare. Magari anche prima di partire documentandosi sulle collezioni.

Se poi il tempo che trascorrete a Madrid ve lo consente e la vostra passione per l'arte è alta, potete sempre decidere di dedicare due giornate al Prado, magari approfittando di una delle giornate di apertura gratuita.

domenica, luglio 18, 2010

Shopping a Vienna


Eccomi arrivata ad uno dei miei argomenti preferiti: lo shopping. Un modo come un altro per visitare e apprezare una città. A volte il piacere è dato anche dal solo girare e guardare e scoprire come, anche in questo aspetto, Vienna sa essere straordinariamente moderna. Non ci credete? Per dimostrarvi il contrario inizio con il negozio apparentemente più tradizionalista della città: Lobmeyr (Kärntnerstraße, 26). Qui trovate oggetti in cristallo di una raffinatezza, eleganza e modernità che sorprende. Lobmeyr ha una tradizione secolare, che si tramanda in famiglia dal 1823, che lo ha visto anche fornitore ufficale di corte, portando i suoi articoli al Palazzo Imperiale, al Castello di Schönbrunn, ai castelli reali della Baviera ed a numerose famiglie di sovrani europei e ancora oggi tra i suoi clienti c'è la regina Elisabetta II. L'elenco dei clienti di rango potrebbe continuare e sarebbe lungo.

I bicchieri di Lobmeyr un tempo sono stati sulle tavole imperiali, oggi su quelle di capi stato, star e comuni cittadini. A Vienna per le coppie di sposi fare la lista di nozze qui è una tradizione che continua nel tempo e in queste settimane Lobmeyr è orgoglioso di avere tra i suoi clienti, per la prima volta, anche una coppia gay.

Vista dalla strada la vetrina incute un po' di timore, ma superando le prime titubanze, la cosa migliore è
entrare e ammirare come moderni designer hanno saputo esprimere la propria creatività attraverso il vetro. Dal soffitto del negozio pendono lampadari di cristallo e nelle vetrine è possibile ammirare anche pezzi d'antiquariato del genere. Tra gli oggetti esposti anche un servizio di bicchieri appartenuti a Sissi. Qui il visitatore è ben accetto. Forse gli oggetti esposti non saranno rigorosamente economici, ma provando a chiedere il prezzo scoprirete che non sono poi così inavvicinabili. Ma soprattutto, visto il rapporto qualità/prezzo, che un pensierino potreste anche farcelo. Volete mettere la soddisfazione di portare a casa una cristalleria o delle porcellane che potrebbe stare sulla tavola di una regina? Nessuna paura di veder arrivare il vostro acquisto a casa in frantumi, Lobmeyr assicura una speciale confezione antiurto. Anche se non comprate, una visita a questo negozio completa la vostra visione della città senza tralasciare il meseo del vetro, collocato all'ultimo piano e aperto gratuitamente al pubblico.

Per i vostri acquisti a Vienna, vale la pena anche una visita al Naschmarkt, situato tra la Linke e la Rechte Wienzeile. Non fatevi ingannare dal nome (mercato dei dolciumi), si tratta semplicemente di un ricco mercato alimentare dove trovare veramente di tutto.... dolciumi compresi. Qui trovate frutta e verdura fresca proveniente da tutto il mondo e ancora spezie esotiche, carne, pesce e prodotti biologici. E' questo un luogo obbligato per i grandi cuochi, che fin dalla mattina presto, vengono qui per assicurarsi i prodotti migliori. Il sabato l'offerta si amplia con prodotti che arrivano dalla campagna e con il mercatino delle pulci, dove trovare cose inimmaginabili. Mi raccomando, non tenete sempre la testa bassa sui banchi del mercato: guardatevi introno per ammirare i palazzi di Otto Wagner che incorniciano il Naschmarkt. Dopo lo shopping Naschmarkt offre un momento di relax nei bar, nei caffè e nei ristorantini della zona, dove ovviamente trovate nel menù specialità realizzate con i prodotti del mercato.

Nel centro storico intorno alla Kärntner Strasse, il Graben e il Kohlmarkt si trovano molti negozi di lusso, gioiellerie e profumerie. Se invece volte rifarvi il look cercando abiti insoliti, magari da abbinare ad
un nuovo taglio di capelli personalizzato dovete assolutamente fare un giro nel 7° distretto. Una delle vie commerciali più popolari di Vienna è Mariahilfer Straße, qui trovate negozi di moda, bigiotteria e accessori. Gli intenditori però non trascurano le vie adiacenti, prima fra tutte la Neubaugasse. E per chi vuole regarsi una giornata speciale,può partecipare al "7tm Shop Tour". Un vero e proprio tour guidato, con esperte stylist che vi accompagnano alla scoperta di questo mondo della moda aiutandovi a scovare i negozi migliori, le ultime tendenze e le novità.
Lo shopping di lusso invece si fa nell’area del Kohlmarkt. E' qui che hanno il loro punto vendita griffe di lusso internazionali, ma anche le tradizionali aziende viennesi come Haban e Schullin.

sabato, luglio 17, 2010

Una Vienna tutta da vivere

Mi chiedono spesso quale sia il viaggio più bello. Io rispondo che non esiste un viaggio più bello di un altro, ogni viaggio è un'esperienza che lascia qualcosa. Però la cosa bella di un viaggio è che deve anche stupire, dare qualcosa che non si aspettava. Scoprire il vero volto di una città, un paese, al di là degli stereotipi.

Ecco, questo è uno dei pregi di Vienna. Una città che sa sapientemente mixare tradizione e modernità, una città che sa essere straordinariamente giovane e sorprendente, seppur radicata nella tradizione.

Accanto alla Vienna più conosciuta, quella della principessa di Sissi e di Schönbrunn, esiste un'altra Vienna, una città del presente proiettata nel futuro. Una città da vivere al 100%. Un esempio di tale vitalità è lo straordinario MuseumQuartier, un polo culturale nato nel 2001 in seguito alla ristrutturazione e alla riprogettazione degli spazi che un tempo ospitavano le scuderie imperiali e non solo per un totale di 45.000 m² (60.000 m² se consideriamo la superficie sviluppata verticalmente su più piani) che ospitano due grandi edifici, uno bianco e uno nero, sede di altrettanti musei permanenti a cui si aggiungono decine di spazi dedicati all'arte e alla cultura contemporanea. Il cubo bianco è il Leopold Museum, con opere di Gustav Klimt e di Egon Schiele. Quello nero è Il Mumok, che raccoglie Pop Art, Foto-Realismo, Nuovo Realismo e Azionismo Viennese.

Nel MuseumsQuartier lo stile barocco delle ex-scuderie e l’architettura futuristica degli architetti Ortner & Ortner si incontrano fondendo tradizione e modernità. Da segnalare anche lo spazio denominato Quartier 21, un centro multiculturale contemporaneo di cultura digitale, moda e design.

Il MuseumsQuartier è un luogo affascinante, che vive giorno e notte, diventando a sua volta punto di incontro tra cultura e mondanità. L'area si sviluppa attorno ad uno spazio centrale, assumendo il ruolo di punto di incontro, una piazza dove non mancano ristoranti, bar, istallazioni e musica. Una sorta di salotto, dove incontrarsi, con tanto di originalissime poltrone, le Enzis, che ogni anno cambiano colore. Il colore del 2010 è il rosa shocking. Ed ecco che la sera si anima, diventando punto di aggregazione e di ritrovo per i giovani viennesi.

A Vienna i giovani si incontrano anche all'Opera di Stato, perché anche in questo tempio della musica, modernità e tradizione sanno incontrarsi.

Tra i vari eventi in programma quest'estate il Jazz Fest Wien 2010, che da maggio a luglio ospita artisti internazionali, come Air il duo francese di musica elettronica che ha riempito di suoni e colore l'antico teatro. Assistere al concerto è stata un'esperienza che non dimenticherò.

venerdì, luglio 16, 2010

Degustare vini a Vienna


Prima di partire per Vienna immaginavo che avrei bevuto molta birra, non sapendo che Vienna è l'unica metropoli al mondo che produce vino all’interno del territorio urbano. Ha anche una produzione di birra, ma Vienna è soprattutto una regione vitivinicola di tutto rispetto, con una superficie di circa 700 ettari.

Senza contare che qui i Celti e gli Illiri producevano vino già nel 500 a. C.

La vera viticultura arrivò però con i Romani che impiantarono sui ceppi le marze portate dall’Italia. Per produrre vino in questa zona fu necessario abolire una legge che vietava la viticultura a nord delle Alpi. Quando l’imperatore Probo (232–282 d. C.) prese questa decisione lo fece per tutelare i legionari che in questo modo, anche lontano da casa, potevano piantare vitigni e di produrre il vino... e ovviamente berlo.

Ma torniamo al vino di oggi. Quello viennese non solo è apprezzato nei ristoranti e nelle enoteche cittadine, ma è sempre più spesso al centro di numerose manifestazioni enologiche. Il vino viennese per eccellenza è il bianco che occupata l’80% di superficie coltivata. Grazie ai suoi vitigni bianchi si producono vini fruttati ed eleganti. I più apprezzati sono il Riesling, il Weißburgunder, il Grüner Veltliner, il Sauvignon blanc, il Muskateller. Chi ama il rosso non viene deluso, qui si coltivano soprattutto uve Zweigelt e St. Laurent, ma anche varietà internazionali come Merlot, Pinot noir e Syrah.

Il modo più caratteristico per bere il vino viennese è negli Heuriger, locali regolati da un'apposita legislazione che vendono il vino che producono e possono rimanere aperti per un periodo, mesi o settimane, legati alla produzione. Come dire che quando il vino è finito si chiudono i battenti... anzi si abbassa la frasca. Un autentico Heuriger viennese si riconosce infatti dalla frasca di pino appesa all'entrata e dalla scritta “Ausg’steckt“, elementi che indicano soprattutto che il locale è aperto.

In un Heuriger si ha la certezza di bere vini di produzione propria, prodotti esclusivamente con le uve viennesi.

Curioso questo elemento della frasca, mi ha fatto subito venire in mente le fraschette dei Castelli Romani, anche qui si beve vino locale e si mangiano prodotti semplici in un ambiente informale e simpatico che attrae romani e turisti. L' Heuriger ha la stessa atmosfera rilassata e il vino è accompagnato da spuntini appetitosi, senza contare poi il fatto che questo genere di locali si trovano al limite della città.

Per bere il vino alla maniera viennese siamo andati nel sobborgo viennese di Jedlersdorf, al Weingut Christ di Rainer Christ, più volte vincitore del premio di viticoltore dell’anno. Il suo Heuriger è aperto nei mesi dispari tutti i giorni a partire dalle 15.00.

Per prima cosa ci siamo seduti al nostro tavolo all'aperto ed abbiamo iniziato con un primo giro di vino come aperitivo. Oltre a brocche di vino si usa ordinare della soda per “alleggerire” l'effetto dell'alcol. Dopo il primo bicchiere (o era il secondo?) ci siamo spostati all'interno al bancone del buffet per la cena. C'era soprattutto un ricco assortimento di carni e verdure.

Dopo cena Christ ci ha accolto nella sala degustazioni e ci ha fatto assaggiare cinque vini di sua produzione, quattro bianchi e un rosso, illustrandocene le caratteristiche. Se amate il vino, una serata in un Heuriguer è d'obbligo, ma il consiglio che vi do è quello di consultare, prima di partire, il sito www.vienerwein.at per scoprire se sono in programma manifestazioni legate al vino viennese.

giovedì, luglio 15, 2010

Vienna now or never


Sono appena tornata da Vienna per un nuovo viaggio alla scoprta delle capitali europee. Questo weekend non era un viaggio programmato con mesi di anticipo all'inseguimento di voli low cost. Ho semplicemente colto un occasione e sono partita... L'occasione è stata del tutto particolare: Sulle strade del Mondo è stato invitato a partecipare ad un viaggio per blogger organizzato dai padroni di casa, ovvero dall'ente per il turismo austriaco e viennese

Quando si tratta di viaggiare, lo sapete, non mi tiro mai indietro... e poi era tanto che volevo andare a Vienna, ma rimandavo. Un e
rrore che fanno in molti. Da un recente sondaggio è infatti emerso che Vienna è tra le "città da vedere almeno una volta nella vita", ma lo stesso sondaggio ha messo in luce che per gli intervistati una visita a Vienna è pensata come rinviabile ad un altro momento. Come dire a Vienna sì, ma non adesso. Niente di più sbagliato. Vienna ha molto da offrire. In ogni momento dell'anno accade qualcosa di unico e di irripetibile ed è per questo che a Vienna vale la pena andare (senza rimandare) e ritornare più volte. Per rendersene conto basta dare un'occhiata alle proposte dell'ente per il turismo che ha coniato uno slogan molto indovinato: Vienna now or never, cioè Vienna ora o mai più.

In
utile dire che l'occasione era "ghiotta" non solo un viaggio inaspettato, ma anche la possibilità di cogliere aspetti insoli della città. Inosmma, lasciata a casa la principessa Sissi, la Vienna che ho trovato mi ha sorpreso, non me l'aspettavo così vitale e soprattutto così giovane. A Vienna non ero mai stata e la immaginavo molto diversa. Nel mio immaginario era una città austera e forse anche un po' noiosa, complice anche l'idea della Vienna Imperiale. Anche in questo caso mi sbagliavo al 100%. Vienna è una città che sa stare al passo con i tempi e la città che ho trovato è stata al di sopra di ogni aspettativa. Ho scoperto: la Vienna del vino; che il punto di riferimento per i giovani è il quartiere dei musei; che anche un "tempio sacro" come l'Opera di stato può ospitare un festival di musica jazz e un concerto di musica elettronica; che anche una giovane coppia gay sceglia il negozio più celebre della città per la propria la lista di nozze, che le "palle di Mozart" non sono la sola cioccolata viennese; che gli architetti intervengono nelle strutture storiche della città lasciando la loro impronta moderna senza stravolgerle; che se il mare non c'è, il fiume è un'ottima alternativa per combattere la calura estiva....

Questo è solo un assaggio....
Del mio viaggio vi parlerò ancora, scendendo nei dettagli per farvi entrare meglio nelle atmosfere che ho vissuto, anche grazie ad una splendida compagnia.

mercoledì, luglio 14, 2010

L'A380 arriva per la prima volta in Italia

A380 "l'aereo più grande del mondo"
Gran giorno oggi per l'aeroporto di Malpensa, sulla sua pista dello scalo milanese è atterrato, per la prima volta in Italia, un A380, ovver l'aereo più grande del mondo in servizio dall'ottobre 2007. Si tratta di un nuovo acquisto della Lufthansa, che lo utilizzerà nella tratta Milano -Francoforte. Questo è il primo di 15 esemplari che andranno ad arricchire la flotta della compagnia aerea tedesca.

l gigante dei cieli, alto 24 metri e lungo 73 metri, ha toccato terra sulla pista dello scalo milanese alle 17.15. Ad accoglierlo il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della provincia Guido Podestà, il presidente di Sea Giuseppe Bonomi e ila presidente di Lufthansa Italia Heike Birlenbach.
"Per la prima volta in Italia e a Malpensa un gioiello della tecnologia, rispettoso dell’ambiente, silenzioso e confortevole - ha detto il sindaco di Milano Letizia Moratti -. La scelta di Lufthansa di presentare a Milano il suo nuovo Airbus ha per lo scalo varesino un valore simbolico molto alto. Un segnale del ruolo significativo di Malpensa rispetto al sistema aeroportuale lombardo. Un biglietto da visita esemplare per i milioni di visitatori che arriveranno a Milano in occasione dell’Esposizione Universale del 2015".
Il velivolo è stato assemblato in Francia, negli stabilimenti di Tolosa e vanta confort per i passeggeri e attenzione per l'ambiente. L'A380 infatti consuma il 15-20% in meno rispetto ad altri aerei ed emetto meno Co2 in atmosfera.
Il volo di oggi precede di qualche giorno quello, già annunciato, degli Emirates. L'atterraggio è stato seguito anche da
molti appassionati che si sono posizionati sui punti più "panoramici".


Mangiare ad Atene


alberghi Atene
Quello che mi ricordo del mio primo viaggio ad Atene è il sapore ricorrente della cipolla cruda. Non bastava dire senza cipolla... il coltello utilizzato per tagliare i pomodori era stato usato per la cipolla. Quindi, se la cipolla non vi piace, mettetevi l'animo in pace: è impossibile sfuggire. A parte questo, l'insalata greca buona, ed è sicuramente il piatti che mangerete più spesso nel corso del vostro viaggio, anche se non esiste un solo tipo di insalata greca. La più famosa è la choriatiki salata: pomodori, cetrioli, lattuga, olive, peperoni, feta e cipolla.

La cucina greca offre una varietà di sapori e combinazioni, frutto della posizione strategica delle penisola balcanica, ponte tra oriente e occidente, di una storia millenaria e dell'incontro tra i sapori più tipicamente orientale e quelli mediterranei.

Per le vostre cene potete approfittare del ristorante del vostro hotel di Atene oppure scegliere tra uno dei tanti ristoranti o taverne della città. In entrambi troverete i piatti tipici di questa terra.

L'antipasto più diffuso sono i dolmades, involtini a base di foglia di vite e riso. Sulla tavola poi non mancano mai le olive greche, sottaceti e pesciolini fritti. Gli ingredienti principali dei piatti che gusterete ad Atene sono la carne e il pesce. Il tutto cotto molto spesso alla griglia o allo spiedo. Carne che spesso viene servita accompagata da zadziki, una salsina a base di cetriolo, aglio e yogurt. Parlando di salse ci sono anche la taramosalata, a base di uova di pesce è lo skordalia, una specie di purea di patate e aglio.

Parlando di antipasti il termine più utilizzato è mezedes un mix olive, formaggio, sottaceti, peperoni grigliati, salame, pesciolini fritti.

Dei piatti greci il mio preferito è la moussaka, per certi aspetti ricorda un po' la nostra parmigiana. Si tratta infatti di un pasticcio a base di melanzane, patate e cipolle cotto al forno, condito con un ragù e besciamella gratinata. Da assaggiare anche le keftedes, polpettine fritte a base di carne, formaggio e piselli, anche se a dire il vero gli ingredienti possono essere molto più vari. E a proposito di polpette, ma a base di pesce, non si possono dimenticare le psarokeftedes.

Per chi vuole mangiare velocemente e spendere poco, Atene presenta due alternative altrettanto valide. Una è il souvlaki, uno spiedino di carne (agnello, montone e pollo) che può anche essere servito in un panino. Esiste anche un souvlaki a base di pescespada. L'altra alternativa economica è il gyro, carne cotta allo spiedo, molto simile al più conosicuto Kebab arabo. Quanto ai dolci vi consiglio la baklava, a base di mandorle e miele. Forse un po' troppo dolce, ma ne vale la pena!

Quanto al vino, il più rinomato è il Retsina , a base di resina di pino. Il sapore è un po' particolare e non è apprezzato da tutti. Lo stesso vale per l'ouzo il tipico liquore all’anice che spesso accompagna l'intero pasto.

Per mangiare vi consiglio la Plaka, soprattutto se lasciate le strade più frequentate, e la zona di Monastiraki. Ricordate che ad Atene si mangia molto tardi, ma anche che un viaggio nella capitale greca rimane ancora oggi una vacanza a buon mercato: è facile non solo trovare ristoranti e alberghi economici , ma anche fare acquisti convenienti. Ma di questo ne parleremo un'altra volta.

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