mercoledì, novembre 17, 2010

La provincia di Treviso, terra di cultura, storia ed enogastronomia

Da quando l'aeroporto di Treviso è diventato base di voli low cost per Venezia, la città veneta e il suo territorio, hanno visto aumentare il flusso di turisti che quotidianamente scelgono di prenotare un hotel a Treviso e approfittarne per fermarsi qualche giorno e scoprire quanto questa terra ha da offrire.

Da non perdere sicuramente la città con il suo delizioso centro storico, un'occasione anche per perdersi in un percorso di sapori tradizionali di origine contadina. Primi fra tutti i formaggi e il radicchio.
Visto che il Veneto è terra di vini, Treviso e la sua provincia non sono da meno. Se volete intraprendere un viaggio di questo tipo, forse la scelta migliore è quella del BeB. Un Bed and Breakfast infatti consente di entrare maggiormente nelle atmosfere e nelle tradizioni di questa terra.

Va bene anche fermarsi a Treviso città e da qui muoversi secondo itinerari stabiliti. A voi la scelta. Posso garantirvi, per esperienza personale, che si tratta di un'esperienza che non dimenticherete... 


Sono infatti passati tanti anni da quando mio nonno mi ha regalato un viaggio on the road nella sua terra. Immancabile la visita ai paesi della sua infanzia e di quella di mia nonna, ma in auto abbiamo esplorato la provincia di Treviso in lungo e in largo, senza trascurare i percorsi enologici... anche perché lui al ritorno aveva sempre il bagagliaio pieno del vino della sua terra. Tra le cantine che non mancava mai di visitare c'era quella dell'azienda agricola del Conte di Collalto, a Collalto di Susegana. Lui e il conte, amava raccontare mio nonno, erano cresciuti bevendo lo stesso latte, quello della mia bisnonna.

Scusate se mi questa volta mi sono lasciata trasportare un po' dai ricordi personali, ma un blog per viaggiatori si occupa di turismo a 360° e qualche volta è giusto lasciar spazio anche a questi aspetti.

Quindi visto che ho iniziato, vi voglio parlare del luogo che maggiormente è rimasto mei ricordi: Il Molinetto della Croda, nella valle del Lierza, il principale affluente del fiume Soligo.

Il suo nome, croda, significa roccia e sta ad indicare che poggia sulla montagna, sulla roccia nuda. Ed è dalla roccia che cade la suggestiva cascatella, alta 12 metri, che faceva girare la ruota.

Così come appare oggi è il frutto di numerosi rifacimenti, ma il nucleo originario risale alla prima metà del 1600. L'ultima volta che produsse la farina fu nel 1953. Poi pian piano venne abbandonato ed ha rischiato la distruzione. L'edificio fu acquistato, nel 1991, dal Comune di Refrentolo ed ora, dopo un accurato lavoro di restauro, è stato aperto al pubblico come museo della molitura e sede di esposizioni d'arte. Il giusto riconoscimento per un luogo che ha ispirato molti artisti. Un fascino al quale ha ceduto anche il cinema, nei suoi ambienti e nel paesaggio circostante sono state girate alcune scene del film “Mogliamante” (1977) con Marcello Mastroianni e Laura Antonelli.
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