domenica, dicembre 26, 2010

Cuba, Maria La Gorda


30 luglio 2010 

Ancora mare. Il giorno seguente abbiamo lasciato Vinales direzione Maria La Gorda, nella penisola di Guanahacabibes (Patrimonio dell'Umanità Unesco) sulla punta estrema occidentale di Cuba. Ancora una volta un percorso non eccessivamente lungo, ma durato circa quattro ore. 
Unica tappa quella per fare scorta d'acqua, perché a Maria La Gorda costa 2 cuc a bottiglia, un prezzo legato anche al fatto che l'hotel Villa Maria La Gorda, posto in una angolo estremo dell'isola, e in piena area protetta, è decisamente isolato. 
La spiaggia e i fondali di Maria La Gorda sono molto rinomati, noi, non facendo immersioni, abbiamo perso quella che forse è la parte più bella e l'unico vero motivo valido per spingersi fino qui. Il tempo impegnato per arrivare a Maria La Gorda e poi per tornare a l'Avana, poteva essere utilizzato meglio, magari fermandosi un giorno in più in un'altra località, come Cayo Coco o Guardalavaca.
Nulla da dire sulla spiaggia è bella, con tanto di palme caraibiche e anche l'hotel è molto carino. La sistemazione è in casette a due livelli sulla spiaggia. La mia aveva anche la vista sul mare, ma, come dicevo per me non è abbastanza per giustificare il viaggio fin qui, senza contare che i mosquitos rendono una vera tortura stare in spiaggia e il mare è infestato da meduse, al punto che siamo riusciti a malapena a fare un tuffo. Non siamo quindi in grado di testimoniare la qualità dello snorkeling in questa zona.
 
E pensare che ci avevano avvertito che qui i mosquitos non danno tregua... e proprio a cause di questi microscopici mostri alati l'escursione notturna per vedere le tartarughe può trasformarsi in una vera e propria tortura.

Meduse, mosquitos... nient'altro? Certo che sì. Con la nostra “fortuna” ci ha colpito anche l'unico grande acquazzone caraibico del viaggio.  Ma dopo la pioggia, si sa, torna il sereno e Maria La Gorda ci ha regalato un fantastico tramonto sul mare incastonato tra le palme

Maria la Gorda, chi era la signora che ha dato il nome a questa località? La Maria in questione era, secondo una leggenda, una donna venezuelana, rapita dai pirati per poi essere abbandonata sull'Isola.


Maria a quel punto aprì un locale nel quale offriva i piaceri della tavola e della carne ai pirati che bazzicavano da queste parti. 


Aggiungiamo poi che era grassa (gorda) ed ecco il soprannome della donna che poi ha dato origine a quello della località.

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