mercoledì, agosto 11, 2010

Roma, il Parco degli Acquedotti


Acquedotto Claudio
Il 2010 è l'anno di Roma. La capitale infatti, in un recente sondaggio, è risulta essere la meta preferita dai turisti di tutto il mondo. Lo scorso anno la città, in un diverso studio, era risultata seconda tra le mete scelte dagli europei, subito dopo New York.
Un successo doppio per la capitale visto che, incredibile ma vero, la tendenza è quella di dormire a Roma fino a 5 giorni consecutivi soprattutto se pensiamo che la media di permanenza in città fino a poco tempo fa era di appena 2 giorni e mezzo!
Un dato significativo. Questo probabilmente significa che i turisti stanno imparando ad apprezzare la bellezza e la unicità della città, che va oltre le mete classiche. Insomma, Roma non è solo il Colosseo, i Fori, Piazza Navona, Fontana di Trevi e San Pietro.
Io che sono nata e cresciuta a Roma ogni tanto scopro angoli bellissimi che
Via Latina
meriterebbero di essere conosciuti e apprezzati. Luoghi che forse il turista non vedrà mai. Il mio luogo preferito di Roma è il Parco degli Acquedotti, che a sua volta fa parte del molto più vasto Parco dell'Appia Antica.
Il Parco degli Acquedotti è molto conosciuto ed amato da chi abita a Cinecittà, che lo chiama più semplicemente parco di San Policarpo, dal nome della chiesa che vi si affaccia. Un parco archeologico dove sono stati trovati importanti reperti, ora conserati nei musei, ma anche un'area verde dove passare un pomeriggio tra amici, dove fare jogging, portare a passeggio il cane, leggere un libro all'ombra della Storia.
  
Ogni volta che ho amici nuovi che vengono a Roma, non perdo occasione per invitarli a fare un giro e nessuno è mai rimasto deluso.
Da "La Dolce Vita"
Tutti sanno (spero) che tra le grandi opere che hanno fatto gli antichi romani ci sono le strade e gli acquedotti. L'antica Roma era servita da 11 acquedotti, di questi 6 passano in questo parco e con loro anche un acquedotto medioevale e un canale artificiale voluto, sempre nel medioevo, per portare l'acqua nelle campagne dopo la distruzione degli acquedotti. Un luogo pieno di fascino, dove il tempo in parte sembra essersi fermato e forse anche per questo è stato spesso scelto come location per film e fiction. Elencare quali film sono stati girati qui e quanti continuano ad esservi ancora girati, richiederebbe una lista un po' troppo lunga. Ne cito uno per tutti, la Dolce Vita di Fellini, che nella scena iniziale mostra un elicottero che sorvola il parco e da qui la città fino a San Pietro.

Villa delle Vignacce
Qui sono state scritte pagine di storia. E' qui infatti che Coriolano si accampò con i Volsci nel tentativo di attaccare Roma ed è sempre qui che si accamparono i barbari che misero sotto assedio la città.
Oltre agli acquedotti ci sono i resti di una villa romana, la villa delle Vignacce, appartenuta ad un fabbricante di mattoni, tale Servilio Prudente che proprio qui sperimentò la tecnica costruttiva della “pignatta”. Della villa sono visibili alcuni ambienti e una superba cisterna su due piani, posta proprio accanto all'acquedotto.
Casale di Roma Vecchia
Spostandosi verso est si raggiunge un altro importante edificio, questa volta di epoca medioevale, il Casale di Roma Vecchia, proprio nel punto in cui l'Acquedotto Claudio conserva il maggior numero di archi ininterrotti. Questo punto è servito anche dell'archeobus, che ha una fermata proprio in prossimità delle antiche arcate. Le stesse arcate tanto amate nell'Ottocento dai pittori, i celebri XXV della Campagna Romana, che qui si davano appuntamento per dipingere gli antichi resti.
In ogni caso il parco può essere raggiunto comodamente, ed economicamente, con la linea A della metropolitana scendendo alle fermate “Subaugusta”, “Giulio Agricola” o “Lucio Sestio” e camminando pochi minuti.
La zona, che è servita dalla metropolitana, consente in pochi minuti di raggiunge il centro di Roma e rappresenta anche una valida alternativa per chi cerca alberghi low cost o B&B. Senza contare poi che dormendo da queste parti avrete la possibilità di ammirare lo straordinario spettacolo del tramonto dietro gli acquedotti di cui parla anche Gabriele D'Annunzio ne "La Vergine delle Rocce"
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