lunedì, febbraio 08, 2010

Destinazione Berlino

Ho augurato a tutti un nuovo anno all'insegna dei viaggi ed ho inziato con il dare il buon esempio.

Detto, fatto. Ho cercato tra i
voli in offerta e così, in quattro e quattr'otto la scelta è caduta su Berlino.


Perché Berlino? E' quello che mi sono chiesta anche io visto il freddo che ha fatto in questi giorni, anche se, in questo periodo, con i festeggiano per i vent'anni dalla caduta del Muro, è una meta molto gettonata con ogni clima.

Ma non è per questo che ho scopyright ENGT Keute Jochencelto Berlino, anche se non nego che aver trovato una buona offerta tra i voli low cost Berlino ha contribuito sicuramente a farmi prediligere questa meta. Era tanto che volevo tornare a Berlino, volevo vedere con i miei occhi come si è trasformata la città in questi anni, grazie anche all'opera di grandi artisti internazionali. Da quell'estate del 1988 è cambiato veramente molto, quella che ho trovato è stata veramente un'altra città. Berlino è stata brillantemente in grado di cancellare la ferita inferta dal muro, ha saputo cancellare quella cicatrice che sembrava insanabale ed ha saputo utilizzare gli spazi vuoti che separavano in due la città per saldare quelle che un tempo erano "le due Berlino", per mescolare vecchio e nuovo e per restituire a Berlino il ruolo di grande capitale europea. Insomma quella che ho trovato è stata una città completamente diversa e non solo perché al posto del tiepido sole estivo del 1988 ho trovato un gelido, ma affasciante, manto bianco.

La Berlino che avevo vista era nettamente separata in due...e non solo dal Muro. La differenza era percepibile ovunque: nelle auto, nell'abbigliamento dei berlinesi, nei prodotti esposti nei negozi, delle strade, nel modo di vivere... Ora è di nuovo una unic
a grande città e il suo simbolo, la porta di Brandeburgo, una delle più antiche porte urbane di Berlino, non è più una foto da rubare "al di là del Muro".


La dea Vittoria, alla guida della sua quadriga, quanta Storia ha visto passare sotto questa Porta da quando, nel 1794, fu posta sulla sua sommità!
Questa volta ho avuto il piacere di attraversare la Brandeburg Tor, come è giusto che venga attraversata una qualunque porta di accesso ad una città. Un tempo il permesso di attraversare il passaggio centrale era riservato solo alla famiglia reale, gli altri dovevano accontentarsi delle apertre laterali. Ma quando la costruzione del Muro la relegò nel settore orientale, la porta di Brandeburgo fu resa inaccessibile a tutti, tranne ai soldati incaricati di presidiarla. Ora per Berlino, e forse per l'intera Germania, rappresenta il simbolo dell'unità ritrovata. Da qui si apre la splendida Paris Plaer che la collega ad uno dei viali più belli e famosi della città: Unter den Liden.

Guardando la porta però ci si accorge che qualcosa è rimasto tale e quale... la quadriga della dea Vittoria continua a guardare verso Est, posizione in cui fu girata dopo la costruzione del Muro.

Quanto al Muro, nella Berlino riunificata, è quasi del tutto scomparso, ma il ricordo è comunque presente. Per i turisiti è sempre di grande interesse e rappresenta un forte polo di attrazione. Il Muro (o meglio i muri) di Berlino è stato quasi intermanente abbattuto e ne rimangono in piedi solo alcuni tratti. Il più lungo è quello chiamato East Side Gallery, ben 1300 metri ininterrotti, ora trasformati in una galleria d'arte all'aria aperta. Qui molti artisti, provenienti da ogni parte del mondo, hanno espresso la loro creatività; altri segmenti del Muro sono visibili in Postdamer Platz, davanti all'hotel Ritz Clarton; e un altro frammento si trova lungo Niederkirchner Strasse; una torre di guardia della DDR è invece conservata in Erna Berger Strasse.

Vicino Checkpoint Charlie, il principale punto di passaggio tra le due Berlino, si trova il Mauermuseum, che ricostruisce la storia di acluni dei molti tentativi di fuga dei berlinesi dell'Est, spesso finiti tragicamente, che per raggiungere il settore Ovest utilizzando i mezzi più fantasiosi, da gallerie sotterranee a palloni aerostatici, da sottomarini a deltaplani e molti altri ancora. Di questi tentativi di fuga si occupa anche un'esposizione all'aperto allestita lungo Friedrichstrasse, Zimmerstrasse e Schutzenstrasse.

Lungo il confine che divideva le due Berlino il Muro non c'è più, ma per non far dimenticare mai quello che vissuto questa città blocchetti di granito posti sull'alsfalto ricosturiscono i segni della sua passata presenza.

Di Berlino continuerò a parlare nei prossimi giorni, ma prima di darvi appuntamento alla prossima volta, vi segnalo i post che avevo scritto per il 20° e per il 17° anniversario della caduta del Muro di Berlino.
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