lunedì, ottobre 26, 2009

Valencia, finalmente l'acquario

Acquario di Valencia
Stanca ma felice.
Oggi è stato il giorno più bello.
Una visita all'Acquario di Valencia, il più grande d'Europa, vale da solo il viaggio.


Offre al visitatore uno straordinario viaggio tra i mari del mondo a stretto contatto con i suoi abitanti, dando la sensazione di camminare nel fondo degli oceani tra torpedini, squali, pesci dalle dimensioni più varie. Pesci, ma anche mammiferi come trichechi, beluga, foche e... delfini. Si lo ammetto. Anche se non lo condivido, ho assistito allo spettacolo del definario. I defini sono animali affascinanti, ma che tristezza verderli ridotti a giocolieri, buffoni, ballerini, acrobati. Però ho provato un pizzica di invidia per gli addestratori che nuotano e vivono a stretto contatto con loro.
Acquario di Valencia Alcuni spazi esterni sono dedicati agli uccelli, in particolare una grande voliera bianca dove sono entrata guardinga, visto che ho paura degli uccelli, ma poi il fatto di poter avvicinare ibis rossi, garzette e altri esemplari magnifici ha lasciato il posto all'entusiasmo... enstusiasmo spezzato quando un ibis rosso mi si e' avvicinato alle spalle e mi ha beccato un piede. Ho fatto un salto e un urlo... ed ho fatto ridere tutti!

Valencia Ciudad de Las Artes Y las CienciasSul mio viaggio a Valencia tornerò a parlare nei prossimi giorni e dedicherò un post solo all'acquario... ne vale veramente la pena!

L'acquario è solo uno degli edifici del moderno, anzi modernissimo, complesso della Ciudad de Las Artes Y las Ciencias. Io per non farmi mancare nulla li ho visitati tutti. La casa delle arti estermaente perche' e' accessibile solo quando ci sono gli spettacoli.
Ciudad de Las Artes Y las Ciencias
Il museo della scienza mi ha deluso profondamente, forse perchè avevo in mente quello di Parigi... ma anche perchè l'ho trovato poco interattivo, molte postazioni non funzionavano e delle attrazioni programmate all'ora che sono andata io non ne era attiva neppure una!

Affasciante invece lo spettacolo all'Emisfero. Ho assistito alla proiezione di un film dal titolo Wild Ocean.
Praticamente un documentario sulle sardine del Sud Africa, che detto cosi' sembra una palla, ma in formato Imax. Il che signiifica Spiaggia di Valenciaavere la sensazione di volare come un gabbiano o nuotare tra banchi di sardine, squali, delfini e balene. A questo proposito mi sono chiesta se almeno una delle balene che vedo sullo schermo era la stessa che avevo visto dal vivo durante il mio viaggio in Sud Africa di due anni fa.

Lasciato il complesso ho raggiunto il porto, era quasi il tramonto e faceva ancora caldo. Avrei voluto fare il bagno, avevo tutto: costume e asciugamano. Mi mancava solo qualcuno che guardasse le mie cose Porto America's Cupmentre ero in acqua, cosi' mi sono limitata a bagnarmi i piedi. L'acqua era caldissima!

Poi un giro per il porto dell'American's Cup tra i padiglioni che hanno ospitato i vari team... quindi in ritorno in ostello.

Dimenticavo un aggiornamento su ieri.
Ricordate? Avevo pranzato tardi e così visto che non avevo voglia di cenare ho fatto un Parco del Turiagiro serale al parco ed ho scattato qualche foto Parco del Turianotturna.

domenica, ottobre 25, 2009

Valencia, secondo giorno

Oggi ha rinfrescato... ieri sera la temperatua era di 27 gradi, adesso è "solo" di 23, ma in questi due giorni ha sfiorato i 30 gradi!

Se ieri i piedi mi facevano male, oggi non li sento proprio.

La giornata è stata lunga, lunghissima. Grazie all'ora solare ho beneficiato... non di un'ora di sonno in più, ma di un'ora di cammino extra.

La prima tappa della giornata doveva essere il mercato di Plaza de la Redonda, ma il bello di essere soli è quello di cambiare a proprio piacimento i progetti, e così, visto che era presto e che alla mostra di Sorolla non c'era nessuno, mi sono messa in fila e in pochi minuti ero dentro.

Molto interessante e inaspettata. Opere enormi e dai colori vivaci. La mostra raccoglie delle opere che vengono da New York e che sono giunte in Spagna per una mostra a Madrid, prima di attraversare di nuovo l'oceano hanno deciso di esporla anche a Valencia.

Da qui mi sono rimessa in cammino verso il famoso mercato domenicale, con tappa nella chiesa di San Tommaso apostolo e San Filippo Neri, menzionata in nessuna guida, pero' gradevole. Ho ascoltato anche la messa in spagnolo, questa lingua mi piace sempre di più.

L'arrivo a Plaza delle Redonda e' stata una gran delusione, il mercato è in ristrutturazione ed è chiuso. Tutto intorno tante bancarelle, ma non è la stessa cosa.

Visita quindi alla chiesa di Santa Catalina, ma non alla Torre, perchè la domenica è chiusa. Da qui ho raggiunto di nuovo la Cattedrale perché oggi è possibile visitarla tutta gratuitamente, ieri l'accesso era limitato ad una piccola zona.

Il bello di stare più giorni in questa città è che si può tornare più volte nello stesso posto e trovarlo diverso. A Piazza Virgin questa mattina c'era uno spettacolo folcoristico di balli valenciani. Nel pomeriggio, solo poche ore dopo il palco era sparito e la piazza tornata alla gente, ma soprattutto ai bambini che hanno trovato delle buffe macchine che sembravano uscite da un cartone animato.

Prima di pranzo ho avuto modo di visitare anche la chiesa di San Lorenzo e poi la Torre di Serrano dalla quale si gode un panorama non certo spettacolare, ma offre il profilo delle montagne e una visuale del parco cittadino che occupa quello che una volta era il letto di un fiume. Curioso anche il contrasto tra un panorama tutto sommato abbastanza moderno, visto però da un punto di vista antico.

Poco lontano dalla Torre di Serrano c'è la Casa de las Rocas, la casa delle rocce... la guida non ne parlava, per me era solo un numero sulla cartina. Tutto mi aspettavo tranne che fosse un museo di carri allegorici utilizzati durante la cerimonia del Corpus Domini.

Da una torre mi dovevo spostare all'altra, ma prima ho attraversato due piazzette: plaza de la Cruz, dove la croce è curiosamente appoggiata ad una colonna antica e Plaza del Carmen.

L'arrivo alla Torres de Quart, rappresentava un'altra faticaccia. Salire sul torrione mi è sembrato questa volta più faticoso, forse faceva anche più caldo, forse la scala a chiocciola era più ripida, forse ero solo più stanca.

L'accesso alla seconda torre non era aperto, tanto non avrei affrontato una seconda scala a chiocciola, anche perchè il panorama non era poi molto differente di quello delle Torri di Serrano.

Vista la stanchezza ho pensato che il modo migliore per mettere un po' a riposo i piedi fosse quello di fare un giro in autobus. Sul numero 5 per la precisione che fa il perimetro che un tempo occupavano le antiche mura.

Non ho fatto il giro completo, sono scesa alla Plaza de Toros ed ho dato una sbirciatina, era chiusa, ma tanto mai e poi mai avrei assistito ad una corrida.

Proprio accanto alla Plaza de Toros c'è la stazione Nord, un piccolo gioiello liberty.

Forse era giunta l'ora di mangiare... anzi sarebbe l'ora della merenda.

Avevo trovato un posticino delizioso per mangiare, vicino al mercato centrale. Un pranzetto a base di paella mariscos sin pimiento (perche' io sono allergica ai peperoni) e musica jazz. Peccato che nonostante le promesse della cameriera non è stato possibile avere la paella senza peperoni.

A malicuore ho detto addio alla paella e alla musica e mi sono messa in cammino alla ricerca di una banalissima pizza. La mia ricerca però mi ha portato in un localino dove avevano una zuppa con i peperoni... ma la paella senza!!!!

Ho preso il menù completo: primo, secondo, contorno, insalata, dolce, bibita e caffe' il tutto per 11 euro.

Mi sono alzata da tavola che erano le quattro passate... ora solare ovviamente. Il mio orologio biologico invece segnava le 17.

Una breve passeggiata dall'altra parte del ponte mi ha portato alla più vicina fermata della metropolitana e da qui ho raggiunto il Palazzo dei Congressi costruito da Forster nella zona nord della città.

Quindi rientro in metropolitana e pausa in ostello.

sabato, ottobre 24, 2009

Alla conquista di Valencia

Da una panchina di Plaza de Ayuntamento ho scritto le prime righe di questo diario di viaggio, seduta su una panchina assolata... si perché quelle all'ombra sono tutte occupate.

Quello che mi ha offerto Valencia è stata una giornata veramente estiva... la mia valigia non è pronta a questo clima. Quando sono arrivata mi sono sentita un po' come Toto' a Milano.

Che ci faccio a Valencia? Festeggio in modo diverso il mio compleanno e soprattutto, dopo averlo detto tante volte, questa volta l'ho fatto; viaggio da sola!

Viaggiare soli non è poi tanto male, certo in compagnia è tutta un'altra cosa perché puoi condividere le emozioni del viaggio. Ma viaggiare soli consente anche di prendersi tutto il tempo che si vuole senza dover rendere conto a nessuno.... seduta su una panchina a godermi il sole, fermarmi a mangiare un bocadillo (panino), ma anche camminare a vanvera, ispirata dallo scorcio di una via o a voler seguire le note di uno dei tanti suonatori di strada.

Questa prima giornata è stata un po' un primo approccio con la citta', sono arrivata a mezzogiorno e essermi sistemata in ostello ho iniziato a girovagare senza una meta precisa e stupirmi nel ripassare dalla stessa piazza quando pensavo di andare da tutt'altra parte.

Valencia è una bellissima città, pulita e piena di vita... mi piace.

Oggi pomeriggio ho visitato la Cattedrale, Plaza de Ayuntamento, Plaza de la Virgen e la Lonja de Seda, un edificio gotico patrimonio dell'Unesco, che anticamente ospitava il mercato della seta.

Per ora è tutto. A domani! Ora devo uscire di nuovo... ho urgenza di comprare una maglietta a maniche corte, se la temperatura non cala non posso fare 4 giorni con la stessa camicia!!!

sabato, ottobre 10, 2009

Foto di viaggi... on line

Una foto... è sicuramente il ricordo più bello che si porta a casa dai viaggi. Basta rivedere le immagini scattate per riportare alla mente coloro, profumi, atmosfere e sensazioni di un viaggio.


Una volta c'erano gli album da sfogliare sul divano e le diapositive da mostrare agli amici. Con la diffusione di Internet queste immagini escono da nostro privato ed affrontano la rete. Vengono inviate via e mail, arricchiscono blog, vegnono mostrare su Facebook, ma sempre più spesso danno vita ad album da consultare in rete. Tra i tanti che offrono questa opportunità, il più gettonato è Flickr, che consente anche di inserire un geotag.

La diffusione dell'uso di Flickr tra i viaggiatori è cresciuta al punto da essere diventata materia di ricerca. A cimentarsi su questa strada è stato un gruppo di ricercatori della Cornell University di Ithaca, nello stato di New York, che ha cercato di capire quali siano i posti e i monumenti più fotografati al mondo... Come campione proprio le immagini pubblicate su Flickr e dotate di geotaggin.

Al primo posto la Tour Eiffel, seguita dalle londinesi Trafalgar Square e Tate Modern, Big Ben, poi di nuovo Parigi con Notredame e a seguire London Eye la ruota panoramica più grande del mondo che si specchia sulle acque del Taimigi.


Se invece si vanno ad esaminare le città, al primo posto troviamo New York con oltre un milione e 200mila immagine caricate da circa 36mila utenti. Gli edifici più fotografati della Grande Mela sono l’Empire State Building, Times Square e il Rockefeller Centre. La statua della Libertà si deve accontentare solo un settimo posto.

L'Italia in questa classifica non ci fa una splendida figura. La prima città in classifica è Roma che occupa il nono posto preceduta da Seattle! Le foto sono riguardano soprattutto il Colosseo, il Vaticano, il Pantheon, Fontana di Trevi e Trinità dei Monti. 16° posto per Firenze con il Ponte Vecchio, il Duomo e Piazza del Campo.

domenica, ottobre 04, 2009

Indonesia nuovo terremoto colpisce Papua Nuova Guinea

e la terra oggi ha tremato ancora. Non a Sumatra, ma a 3500 km di distanza con una scossa di magnitudo 6,1 che ha colpito oggi l'Ovest della Nuova Guinea
La scossa è stata registrata alle 3:36 ora locale, in Italia erano le 5:36 ora italiana, a 123 km a Nord-Ovest dalla capitale della Nuova Guinea, Manokwari.

Al momento non si hanno notizie di morti o feriti. Quello che è certo è che il terremoto di oggi non è da mettere in relazione con quello di Sumatra.

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