domenica, agosto 23, 2009

Sei grasso? Paghi due biglietti

E' polemica sull'episodio accaduto ad una donna che per il suo peso, oltre un quintale, si è vista chiedere l'acquisto di un secondo biglietto aereo perché in un solo sedile non sarebbe entrata. La signora è rientrata a Roma in macchina e la Easy Jet si è scusata per l'accaduto, ma la richiesta fatta alla signora non è certo un caso isolato.

Se nel regolamento della Easy Jet questo non è previsto, negli Stati Uniti le principali compagnie aeree, dalla United Airlines, alla Delta Airlines e SouthWest Airlines hanno adottata questa politica per venire incontro alle esigenze di chi, tropo spesso si lamenta e chiede il rimborso, per essere stato contretto a viaggiare accanto ad un passeggero obeso, letteralmente schiacciato nel proprio sedile. Al di là di quello che dice la bilancia, per pagare un biglietto senza sovrapprezzo i passeggeri molto XL dovranno sedere sulla poltrona assegnata abbassando i braccioli e mettere la cintura di sicurezza (anche con un'estensione), se non ci riescono hanno due scelte: comprare un posto in più, o scegliere di volare su un volo meno affollato.

Ad una "fat tax" aveva pensato anche la Ryan Air che tramite un sondaggio ha chiesto il parere di 100mila clienti: uno su tre è favorevole al fatto che se un passeggero invade lo spazio di chi gli siede accanto debba pagare un biglietto doppio. Incassare la tassa però, visti i tempi ridotti del check in sarebbe troppo complicato e così almeno la compagnia irlandese ha deciso di lasciar stare. Dietrofront anche per il Canada dove la tassa è stata prima introdotta poi revocata.
Quale soluzione? Per non discriminare gli obesi e rispettare il diritto alla comodità di tutti i passeggeri, forse la soluzione salomonica sarebbe quella di fare i sedili degli aerei un po' più larghi anche per la classe economica.

sabato, agosto 01, 2009

José Saramago


“Questo Viaggio in Portogallo è una storia. Storia di un viaggiatore
all’interno del viaggio da lui compiuto, storia di un viaggio che in se stesso
ha trasportato un viaggiatore, storia di un viaggio e di un viaggiatore riuniti
nella fusione ricercata di colui che vede e di quel che è visto…Faccia il
lettore il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto
alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada
e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie
d’uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio. E, se sarà sollecitato
dalla propria sensibilità, registri a sua volta quel che ha visto e sentito,
quel che ha detto e sentito dire.La felicità ha molte facce. Viaggiare,
probabilmente, è una di queste. Incominci. Nessun viaggio è definitivo “

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