giovedì, luglio 17, 2008

Viaggio in Siria: 28/12/2007 Damasco

Finalmente si dorme un po'.

Dopo il primo approccio nottuno, finalmente una giornata da dedicata a Damasco e visto che siamo in città e non dobbiamo fare le corse con l'orologio... usciamo dall'albergo alle 9. Non accade spesso, ma forse anche per questo la cosa rende tutti decisamente felici.
 

Al museo

Prima tappa al museo (150 £S TLF) che è molto interessante e molto vasto. Che cosa avevo detto? Niente corsa con l'orologio? Mi sono sbagliata, è venerdì, siamo in un paese musulmano... quindi giorno di preghiera. Il museo ha quindi uno stop di due ore per consentire ai dipendenti di andare alla moschea. Quindi ultime sale visitate di corsa... ma forse erano anche le meno
suq di Damasco
©sullestradedelmondo.it
interessanti.

Il suq

Dal museo ci dirigiamo direttamente verso il suq... ma è sempre venerdì e la maggior parte dei negozi erano chiusi. ARGHHHH! Niente shopping time!!!

C'era tanta animazione, ma solo perché attraverso il suq si arriva alla moschea. Durante la nostra passeggiata abbiamo fatto anche una tappa, culturale e fisiologica, alla più famosa gelateria di Damasco. Ad assaggiare il gelato non ci siamo azzardati, ma ci hanno fatto vedere come si prepara e qualcuno di noi si è anche cimentato al mestolone.
Poi visto che eravamo in un locale pubblico... il pipistop era d'obbligo.


Con la palandrana alla moschea

La nostra visita a Damasco è proseguita con la grande moschea (biglietto d'entrata 50 £S ) le donne devono obbligatoriamente indossare una palandrana con cappuccio che si ritira alla biglietteria, evitabile solo se si indossa una gonna lunga, ovviamente con il capo coperto.
Moschea 
©sullestradedelmondo.it

C'è da dire che racchiuse in quella palandrana grigia e triste si aveva una bella sensazione di mortificazione.

Non è un burka, ma comunque l'effetto è stato per noi molto simile... no forse il burka sarebbe stato peggio...

La moschea è il principale luogo di culto della città, ma è anche un incredibile esempio di tolleranza religiosa. 

Il volto di Gesù sulla parete esterna della Moschea
©sullestradedelmondo.it

La moschea, infatti, fu edificata inglobando una chiesa cristiana, a sua volta costruita sui resti di un tempio pagano. Per un certo periodo l'edificio fu adibito tanto al culto di Allah, quanto a quello di Gesù.

Questo almeno fin quando non fu realizzata una chiesa nel quartiere cristiano. Di questo precente culto è rimasta una traccia straordinaria, un bassorilievo che raffigura la testa del Cristo, rovinato dal tempo ma ancora visibile sulle mura esterne.
Tomba del Saladino
©sullestradedelmondo.it


Colpisce poi all'interno la presenza di una cappella dedicata a San Giovanni Battista che, secondo la tradizione, conserverebbe la testa del santo venerato come profeta dal Corano. All'interno anche i resti dell'antico fonte battesimale.

Vi ricordate del feroce/prode Saladino? La sua tomba è qui, avvolta da un drappo verde, colore dell'Islam.


All'estero nella moschea era pieno di venditori ambulanti di dissenteria... OPSSSH di spremute, dolcetti e caramelle.
©sullestradedelmondo.it

Per una golosaccia come me la tentazione è stata fortissima... ma sono anche una viaggiatrice e non mi piace rischiare.

Peccato, sulla spremuta di melagrana un pensierino lo avevo fatto !

Lasciata la moschea ci siamo spostati al quartiere cristiano, dove al contrario i negozi sono tutti aperti. La prima tappa è stata e visitiamo prima una fabbrica di scatole, poi S. Anania (25 £S).

Perduta tra i vicoli di Damasco

A dire il vero io non ho visitato la fabbrica di scatole... perché mi sono persa!!

Le cose sono andate così. Mentre camminavamo per le stradine del quartiere cristiano abbiamo incrociato alcuni che si erano staccati dal gruppo, io mi sono fermata un attimo a scambiare due parole e quando mi sono girata non c'era più nessuno. Ho provato ad andare aventi, a girare qualche vicolo... niente! Ho avuto un senso di smarrimento solo per poco. In fondo sapevo che erano diretti a S. Anania, li avrei raggiunto velocemente. Così chiedo informazioni ad un ciclista che mi spiega la strada, non è molto lontano, ma io, forse anche un po' da incoscente, gli chiedo un passaggio. Salgo sulla sua traballante bicicletta e mi siedo sullo scomodissimo portapacchi, immaginando la faccia che avrebbero fatto gli altri vedendomi arrivare in bicicletta.

A fare una faccia però sono stata io quando arrivata a S. Anania mi sono resa conto che non c'era nessuno! A quel punto si che il senso di smarimento si è fatto sentire. Ero sola in una città sconosciuta, senza una lira siriana in tasca (non avevo ancora fatto in tempo a cambiare), senza il numero di telefono della guida... A S. Anania sono stati tutti gentilissimi, mi hanno fatto sedere e mi hanno offerto un te. Io non riuscivo a stare seduta, camminavo avanti e dietro cercando di vedere se arrivavano. Pensavo che forse loro, non vedendomi più, mi stavano cercando.

Alla fine frugando nelle tasche ho trovato il numero del corrispondente siriano, telefonando a lui avrei potuto contattare la guida... e proprio mentre stavo facendo questa telefonata ho sentito delle voci che parlavano italiano. Erano loro, appena giunti a S. Anania.

Altro che preoccupati, altro che cercarmi! All'inizio non si erano neppure accorti che mancavo, perché nella fabbrica di scatole erano stati divisi in due gruppi, poi all'uscita hanno pensato che fossi tornata in albergo, anche se si erano stupiti del fatto che non avessi detto niente a nessuno.

Ok. Tutto è bene quello che finisce bene. Come finì bene per S. Paolo che folgorato sulla via Damasco, riottenne la vista proprio grazie all'imposizione delle mani del vescovo Anania.
"... Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così,
guidandolo per mano, lo condussero a Damasco ... Ora c'era a Damasco un discepolo di nome Anania .... Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: "Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perchè tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo". E improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuperò la vista...". (Atti 9, 8-18)
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