venerdì, marzo 14, 2008

Sangue in Tibet

Mercoledì ho comprato in edicola un film che volevo rivedere da tanto: "Sette anni in Tibet". Già mi immaginavo sul divano, con una scorta di fazzoletti di carta per piangere un po' davanti alle immagini dell'invasione cinese.

Quello che non avrei mai immaginato che pochi, pochissimi giorni dopo i cinesi avrebbero sparso altro sangue tibetano. 



A Lhasa oggi, in occasione del 49° anniversario della rivolta contro Pechino, ci sono stati scontri che avrebbero portato ad almeno due morti. Le vittime sarebbero un monaco ed una ragazza. La protesta dei monaci tibetani contro il governo cinese è stata contrastata con colpi d'arma da fuoco e lacrimogeni. Sono giorni che in Tibet si registrano duri scontri. Nei giorni scorsi alcuni monaci sono stati arrestati ed ora, per impedir loro di manifestare, le forze di sicurezza cinesi hanno chiuso tre dei più importanti templi buddhisti.
La situazione sarebbe poi degenerata quando un migliaio di persone ha iniziato a tirare sassi contro le forze dell'ordine che hanno risposto sparando. Oltre alle due vittime ci sarebbero anche numerosi feriti. Si tratta della più violenta manifestazione anticinese mai registrata negli ultimi 20 anni in questa regione. Dura la condanna del Consiglio dell'UE, mentre il Dalai Lama ha chiesto a Pechino di rinunciare all'uso della forza.


La città è stata chiusa agli stranieri... e tutto ciò ad appena cinque mesi dall'apertura dei Giochi Olimpici


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