domenica, dicembre 16, 2007

Una questione di opinioni...

Ci sono paesi che puntano sull'ambiente come forma di turismo alterntivo.

Il whale-watching in questi ultimi anni è sempre più diffuso e sono molte le persone che nelle mete del loro viaggio includono un'esperienza del genere... un turismo diverso che comunque produce ricchezza.


Una realtà sulla quale puntano molti paesi, il Canada, l'Australia, il Sudafrica... solo per fare qualche esempio.

C'è chi invece le balene preferisce ucciderle, per motivi scientifici dicono... a volte gli interessi di questi due diversi modi di vedere si incontrano o si scontrano nelle stesse acque. E' il caso di Giappone e Australia. 
I primi hanno scelto la mattanza dei cetacei, i secondi la loro protezione.
 

E così mentre la flotta nipponica ha inziato il suo viaggio di morte, quella australiana ha inziato il conteggio via aerea dei cetacei e si appresta ad inviare la marina militare per dimostrare l'inconsistenza delle ragioni scientifiche del Giapopne. 
Una questione di opinioni... forse, ma il suo punto di vista l'Australia è pronta a portarla dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Aja.

Grazie a foto, video e immagini infra-rosse, e usando all'occorrenza anche modelli matematici, gli australiani voglion ipotizzare il numero di balenottere che vivono lungo le coste.

Ma quali sono invece i progetti giapponesi?
- cacciare 935 balenottere dal rostro-

- cacciare 50 balenottere azzurre-

- cacciare (per la prima volta in 40 anni) 50 megattere

Gli scopi scientifici del Giappone, stando ai dati diffusi da Greenpeace, tra tra il 1987 e il 2006 hanno portato alla caccia di almeno 7.650 balene.

Motivi scientifici che a volte uccidono due volte. 

Gli ambientalisti di Humane Society International hanno rivelato che delle 505 belenottere dal rostro catturate nell'Antartide l'anno scorso, 262 erano femmine incinte.

E così, anche se ufficialmente l'unico Paese al mondo che consente la pesca commerciale dei cetacei sarebbe la Norvegia, ci troviamo di fronte a due paesi, Giappone e Islanda, che nascendendosi dietro ai fini scientifici, ogni anno cacciano oltre 2.000 balene... ma che cosa ci può essere si scientifico nella morte di 2mila balene? A che serve studiare le balene utilizzando un sistema che ne favorisce l'estinzione?

Non sarà forse vero quello che sostengono le organizzazioni ecologiste, secondo le queli dietro la caccia per fini scientifici si nasconda invece la cattura commerciale?
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