martedì, novembre 20, 2007

Save the Whale

Dal porto nipponico di Shimonoseki è partita nave, parte di una flotta di baleniere che si appresta a rompere una lunga mortatoria.
Il Giappone, che reputa la caccia alle balene una tradizione radicata, ha abbandonato la caccia a fini commerciali in accordo con la moratoria internazionale del 1986, ma ha iniziato l'anno successivo missioni di caccia giustificate con "ricerche scientifiche".
L'obiettivo è quello di riprendere la caccia alle balene, a finire sotto gli arpioni giapponesi saranno almeno 50 megatere protette, non servirebbe ricordarlo, a livello internazionale.
L'agenzia per la pesca giapponese giustica la mattanza con la scusa di finalità scientifiche, ovvero studiarne gli organi interni e spiaga che "catturare una cinquantina di esemplari di megattera su una popolazione di decine di migliaia non avrà alcun impatto significativo".
Du diverso avviso gli ambientalisti che "Queste balene non devono essere uccise - dice Junichi Sato di Greenpeace - le megattere peraltro sono molto sensibili e vivono in branchi, hanno vere e proprie relazioni 'familiari'. Anche ucciderne una soltanto potrebbe provocare gravi conseguenze".
Tra gli obiettivi "scientifici" di Tokyo anche 50 balenottere azzurre, l'animale più grande del mondo.

E per protestare contro l'attività delle baleniere giapponesi l'associazione Save the Whale Again ha realizzato un disegno sulla spiaggia australiana di Bondi utilizzando circa 200 corpi umani. Il soggetto, ovviamente un'enorme balena.

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