domenica, novembre 11, 2007

La mia Africa: 22/08/2007 De Hoop Nature Reserve

de hoop nature reservePer rispondere alla domanda del sondaggio, per me vale molto più una balena di un leone, anche se in passato ho già avuto occasione di vedere le balene in mare e mai un leone in libertà.

Immaginate quindi con quale spirito ho affrontato il viaggio verso la riserva di De Hoop. Un viaggio in parte disagevole, perché la strada che porta all'entrata della riserva è una lunga e sottile striscia bianca che si snoda nella campagna.
E quando dico lunga dico LUNGA. Io non ho fatto i calcoli, ma fidandomi della Lonley Planet va detto che si tratta di ben 50 Km. Strada tra l'altro neanche troppo facile da trovare. Rispetto alla solita strada, che comprende anche un passaggio su un traghetto fluviale azionato a mano, noi seguendo le indicazioni dei locali abbiamo fatto una strada alternativa.

Forse un po' più lunga, ma sicuramente più agevole.
Arrivare a De Hoop come avrete capito non è stato semplice, nonostante le carte, il navigatore e le indicazioni, ci siamo anche un po' persi.

de hoop nature reserveAlla fine siamo stati ampiamente ripagati dallo spettacolo delle dune bianche, dall'alto delle quali abbiamo avvistato le nostre prime balene sudafricane.

La prima l'ho vista addirittura dalla macchina, un'emozione che mi ha fatto fare un urletto di gioia. Per meglio vedere le balene siamo saliti su una delle dune che ci ha regalato una vista sopraelevata, anche se ha aumentato la distanza tra noi e i giganti del mare. Ecco perché in queste foto non sembrano esserci balene. Ma c'erano.
Ingrandendo la foto e guardando bene, potrete scorgere la sagoma inconfondibile della coda.
de hoop nature reserve
All'ingresso il custode ci aveva detto che eravamo fortunati perché quel giorno erano stati avvistati una quarantina di cetacei. Era insomma una buona giornata per il whale watching.

Siamo rimasti a lungo a contemplare le balene, al punto che abbiamo dovuto ridurre il nostro giro all'interno del parco che chiude rigorosamente alle 18. Oltrepassare il cancello dopo quest'ora significa dover pagare una multa salatissima e al nostro arrivo il custode si era molto raccomandato.

L'itinerario lungo la strada bianca per vedere gli animali terrestri era troppo lungo per essere completato, inoltre, trattandosi di un anello, non era facile compierlo parzialmente.

Così ci siamo dedicati al terzo punto di interesse del parco: la palude. Ma secondo me non ne valeva più di tanto la pena. A quel punto sarebbe stato meglio rimanere un po' di più sulla duna, oppure muoverci direttamente verso Cape Aghulas, dove avremmo trascorso la notte.
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