venerdì, marzo 23, 2007

Un batuffolo bianco di nome Knut

Un musino che fa tenerezza solo a gurardarlo... ma non alla sua mamma che dopo averlo messo al mondo lo ha abbandonato insieme al fratellino, poi morto. La storia è quella di un orsetto bianco, nato tre mesi fa allo zoo di Berlino.
 
Una storia che commuove e spacca l'opinione pubblica.
Per evitargli la triste sorte del fratello gemello, il cucciolo è stato "adottato" da un addetto dello zoo della capitale tedesca. Al momento la vita del piccolo Knut è salva, ma c'è chi non vede di buon occhio il rapporto che si è instaurato tra uomo e animale.

"Tenere in mano un orso polare non è corretto anzi rappresenta una vera e propria violazione dei diritti degli animali", ha scritto il quotidiano tedesco Bild citando l'animalista Frank Albrecht" il quale ha aggiunto che "il
cucciolo dovrebbe essere lasciato morire".

Ipotesi che lo zoo tedesco non vuole neppure prendere in considerazione "E' davvero assurdo", hareplicato un portavoce della struttura. Ucciderlo non avrebbe senso. Knut sarebbe comunque condannato a vivere in cattività, ma visto che si tratta di una specie a rischio potrebbe un giorno contribuire alla salvaguarda della specie fecondando una femmina.
C'è da dire che Knut nel giro di pochi giorni è diventato la mascotte della capitale tedesca (il cui simbolo non a caso è proprio un orso), ma c'è di più, grazie agli scatti della fotografa Annie Leibovitz Knut è diventato il testimonial di una campagna contro il cambiamento climatico, del quale gli orsi polari stanno già facendo le spese.

Oggi Knut ha fatto il suo debutto in società davanti a 500 fra fotografi e giornalisti giunti da tutto il mondo solo per vederlo. Un debutto positivo, che lo ha visto sgambettare senza difficoltà o timori nello spazio a lui riservato nello zoo di Berlino.

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