martedì, marzo 27, 2007

La strage degli innocenti


I bianchi ghiacci del Canada presto si tingeranno di rosso, per quel terribile rito della mattanza dei cuccioni di foca che torna ogni anno per soddisfare gli interessi di chi ne commercia le pelli e la vanità di chi acquista i prodotti che odorano di morte.

E' solo questione di giorni, poi le mazze, i bastoni, e gli arpioni entreranno in funzione per uccidere i cuccioli e salvare l'integrità della candida e pregiata pelliccia non ancora intrisa del grasso che negli adulti rappresenta un'utile barriera al freddo.

La stima che viene fatta è di 350 mila piccoli scuoiati. Ma c'è anche chi riesce a sfuggire ai cacciatori, maore per le ferite.


Una strage degli innocenti che da motli anni scuote il mondo civile e che ha visto mobilitarsi privati cittadini e personaggi famosi, da Brigitte Bardot a Paul Mc Carteny, che con la loro immagine hanno tentato di fermare questo rito sacrificale.

Una mobilitazione che non è servita a smuovere il governo di Ottawa.

Per il Canada infatti la caccia alla foca viene vista come un'occasione di sviluppo economico e una forma di controllo dell'ecosistema.

La teoria, smentita dalle associazioni ambientaliste, sarebbe che un eccessivo sviluppo della popolazione di pinnipedi metterebbe a rischio la pescosità dei mari.

Per cercare di attirare l'attenzione del governo canadese gli animalisti hanno iniziato una campagna di boicottaggio del turismo verso il Canada e c'è stato (Peta) anche chi ha sfilato per le vie di Toronto coperto da una bandiera canadese con la foglia d'acero grondante di sangue.
Brigit Bardot, che da oltre trent'anni si batte contro questa strage ha detto che prima di morire vuole vedere la fine di "questo genocidio di animali".
Ed è stato anche grazie alla sua battaglia, se nel 1972 gli Usa hanno messo al bando i prodotti di foca canadesi e l’Europa nel 1983 ha chiuso le sue frontiere alle importazione di pelli di cucciolo.

Le immagini di questa mattanza sono molto crudeli, per questo motivo ho scelto di non inserire alcun video. Per chi vuole

vedere con i propri occhi quello che accade tra i ghiacci canadesi non c'è che l'imbarazzo della scelta, ma attenzione... alcuni video possono essere molto forti.
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