lunedì, febbraio 19, 2007

Viaggio in Marocco: Fes

Colazione alle 7,30 e partenza alle 8,00 per visitare Fes.
Decidiamo di iniziare il giro con un'occhiata al palazzo reale e alla vista della città dal punto panoramico. L'autista ci ha portato prima al palazzo reale, non senza difficoltà, poi ha tentato di accontentare la nostra rischiesta ma il punto panoramico proprio non è riuscito a trovarlo.
Si è inerpicato sulla collina dove c’è l’università, ma del punto panoramico nessuna traccia.
Iniziamo a nutrire qualche dubbio sulle competenze del nostro autista e a chiederci se qualcuno glielo ha detto che fa l'autista.
Viste le sue difficoltà gli dico di lasciar perdere e di portarci verso la Medina. Dopo esserci consultati, decidiamo di addentrarci tra i vicoli senza l'aiuto di una guida che ci accompagni, ma seguendo il percorso indicato sulla guida del TCI.
Noi avevamo deciso, ma dovevamo fare i conti con i bimbetti locali. 
 Entrati dalla principale delle quattordici porte d'ingresso, ci siamo immersi pian piano nell'atmosfera, negli odori e nei colori di Fes, ma siamo subito stati adocchiati da alcuni bambini che dapprima si sono limitati a seguirci, poi hanno iniziato a darci delle indicazione non chieste.

Non chieste è vero, ma utili. Per farla breve, ci hanno fatto accompagnato loro trai vicoli stretti e tortuosi della più antica delle città imperiali marocchine.

La medina di Fes è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità e il governo marocchino sta cercando di incentivare aziende e privati a conservare e restaurare il patrimonio artistico.

A guardarsi intorno non è che questo sforzo sia poi così evidente, ma questo forse è dovuto anche al fatto che la medina di Fes negli ultimi dieci anni ha visto triplicare la sua popolazione, passata da 250mila a 770mila persone.

Sempre seguiti (e talvolta preceduti) dai due bimbetti abbiamo provato a perderci in questo labirinto fatto di circa 9400 viuzze tortuose e vicoli ciechi, per scoprire quello che può celare ogni angolo.

Massima attenzione va fatta per quello che si cela dietro le nostre spalle... improvvisamente potrebbero arrivare dei muli in corsa che rischiano di travolgere i passanti distratti.

Fes è la città degli artigiani, ma soprattutto delle concerie. I muli infatti trasportano proprio le pelli prima e dopo la concia.

Lo spettacolo che offre questo tipo di attività è notevole, ma al tempo stesso rende... come dire... pesante l'aria da respirare.

Provate solo ad immaginare l'odore che si sprigiona dalle concerie, dove le pelli vengono prima spogliate del pelo, poi immerse in vasche piene di escrementi di piccione, urina di vacca, olio di pesce, grasso di animali, sali di cromo, acido solforico e anche cervella.





Le pelli passano poi nelle vasche di calce e successivamente vengono lavate e tinte con coloranti naturali, trattate con il tannino e finalmente fatte seccare al sole.
Per sopportare meglio il fetore prontamente vengono offerti agli stranieri (il cui olfatto non è abituato ad odori così forti) dei mazzettini di menta da tenere sotto il naso.

Nonostante il fatto che la lavorazione del cuoio sia un'attività molto dura e maleodorante, a Fes è molto praticata e il risultato è uno dei prodotti migliori al mondo: il cuoio marocchino.
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