martedì, febbraio 27, 2007

I lucchetti dell'amore... no della discordia



Amore, politica e docoro urbano. Tre parole che apparentemente non hanno legami tra loro (se non a due a due)... ma a Roma no.

I libri di Federico Moccia, Tre metri sopra il cielo ed Ho voglia di te, hanno scatenato una moda che a Roma ha coinvolte molti innamorati che affidano la durata del loro amore ad un lucchetto sul quale scrivono il proprio nome, lo aggangiano al terzo lampione di Ponte Milvio (luogo storico in cui avvenne la battaglia tra Costantino e Massenzio) e poi gettano la chiave nel Tevere. Il terzo lampione è il migliore, ma per mancanza di spazio i lucchetti ormai si trovano anche in altri punti... l'importante è che sia a Ponte Milvio.

Una tradizione che ha contagiato coppie di tutto il mondo al punto che ora i lucchetti dell'amore sono migliaia.
Romantici, si senza dubbio, ma c'è anche chi pensa che siano indecorosi e che vadano tolti. Ma che c'entra la politica, vi stare te chiedendo... ecco un attimo che ve lo dico. A pronuniciarsi contro i lucchetti dell'amore è il gruppo dell'Ulivo per Veltroni del XX Muncipio, che ne ha chiesto la rimozione. Anche il coordinatore romano della Margherita, Roberto Giachetti, non apprezza questa moda perché secondo lui "sta portando al collasso i lampioni di Ponte Milvio". A questo proposito Giachetti propone che una volta al mese un incaricato del Comune provveda "alla raccolta dei lucchetti il cui ricavato, ottenuto dalla vendita dell'ottone, verrà donato alla Croce Rossa Italiana".
A difesa dei lucchetti sono scese in campo AN e Forza Italia. Per loro "i lucchetti non si toccano".
«Una richiesta incredibile - ha affermato l'assessore ai Lavori Pubblici (An) del XX Municipio Marco Daniele Clarke - retriva e miope che offende gli innamorati che hanno collocato un lucchetto su Ponte Milvio. Proprio in questi tempi in cui vi sono tanti messaggi di odio - ha sottolineato ancora - stupisce che si voglia colpire chi manifesta il proprio amore. Non vi è dubbio che il decoro del Ponte va preservato ma non con misure rozze e semplicistiche». E per venire incontro alle richieste avversarie propone, come compromesso, l'alternativa di istlillare "un palo dell'amore a cui tenere appesi tutti i lucchetti, ma senza levarli dal ponte".
Se l'Ulivo per Veltroni e la Margherita sono contro i lucchetti, il sindaco di Roma non la pensa come le liste che lo hanno sostenuto, ma piuttosto come i suoi avversari della Cdl: "Se non ci sono problemi per la stabilità dei lampioni e del ponte, non vedo nulla di male a che i lucchetti restino. Mi sembra una manifestazione spontanea e bella".



Scusate se rovino l'aspetto romantico della questione... ma ad iniziare la tradizione dei lucchetti è stato proprio Federico Moccia, alla vigilia dell'uscita del romanzo.
Non voleva che se i suoi lettori andando a controllare potessero rimanere delusi non trovando niente.
Se tradizione c'era, questa non era a Roma, ma a Firenze, anche qui però si è scontrata con il Sindaco che dopo le multe ha deliberato la rimozione dei pegni d'amore.
A Roma è arrivata proprio in seguito al grande successo prima del libro poi del film ed ora a propagare ancora di più la tradizione è stato Tiziano Ferro con il video "Ti scatterò una foto"...



.... il resto è storia.
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