mercoledì, gennaio 03, 2007

Dagli Acquedotti alla Cina

Ancora turista in città. Sabato 30 le mie amiche erano ancora a Roma e avevo promesso loro di portarle in un posto speciale: il Parco degli Acquedotti.

Ci siamo sentite al telefono, loro erano a piazza Barberini, pronte per prendere la metro, così ho dato appuntamento loro alla fermata della metro Giulio Agricola.

Avevo calcolato che sarebbero arrivate per le 15 circa, ma non si vedevano. Alla fine sono arrivate molto in ritardo e mi hanno raccontato che volevano farsi fare una foto e, per essere sicure della buona riuscita, hanno chiesto di scattarla ad un uomo pieno di macchine fotografiche e obiettivi. Era un fotografo professionista, che non si è limitato di fare loro una foto ricordo, ma un vero e proprio servizio fotografico!
Finalmente riunite siamo andate al parco. Il fascino degli antichi acquedotti ha fatto colpo anche su Anna Maria e Morena... ma io non avevo dubbi!

Abbiamo fatto il percorso in senso antiorario e questo ci ha permesso di cogliere i panorami più spettacolari. La giornata poi era particolarmente tiepida e passeggiare tra queste antiche vestigia è stato un piacere anche per me che il parco lo conosco a memoria.

Dal Parco degli Acquedotti, ci siamo spostate al centro in metropolitana. Obiettivo la mostra sulla Cina alle Scuderie Papali del Quirinale, che poi era l'unica cosa che volevo fare assolutamente durante queste vacanze di Natale.

La fila non è stata molta e la mostra, nonostante le giornate festive, non era neppure troppo affollata. Abbiamo così potuto ammirare con relativa tranquillità i meravigliosi pezzi esposti. Bello anche l'allestimento. Se ancora non lo avete fatto... andatela a vedere, c'è tempo solo fino al 28 gennaio.

Proprio in questi giorni la mostra 'Cina. Nascita di un impero' ha oltrepassato il traguardo di 200 mila visitatori, che hanno potuto apprezzare l'altissima qualita' dei pezzi in mostra, oltre 300, il più alto numero mai uscito dalla Cina, e la possibilità di ammirarli lungo un percorso espositivo particolarmente suggestivo, ideato da Luca Ronconi.

Una delle attrazioni principali è costituita da alcune pezzi del famosissimo esercito di terracotta. Sicuramente non è l'unico motivo per visitare questa mostra, ma trovarsi davanti a queste sculture alte quasi due metri e provare ad immaginare che effetto debbano fare tutte e settemila schierate nella tomba del primo imperatore non è da poco.

Bellissimo anche l'arione che accoglie i visitatori all'entrata della mostra dall'alto dei suoi duemilatrecento anni portati splendidamente!

Semplicemente splendido anche l'abito per defunto realizzato con quattromila tessere di giada bianca legate con filo d'oro. Quello in mostra è uno dei più belli che abbiamo mai ritrovato. La giada, secondo gli antichi cinesi, aveva il potere di preservare il corpo dalla decomposizione, ma visto il materiale utilizzato, non era certo un lusso che potevano permettersi in molti.


Dopo il museo, di nuovo a cena fuori, ma questa volta niente di surgelato. Abbiamo scovato un ottimo ristorante in via dei Serpenti che faceva anche il menù pizza a prezzo fisso, birra compresa.

All'uscita del locale nuova odiessea mezzi pubblici notturni. Per riassumere vi posso dire che siamo usciti dal locale alle 23 e che mi sono infilata nel mio caldo lettuccio all'1,18!!!!!
Questa volta mi ero premunita e avevo comprato il biglietto nel pomeriggio, ma ho dovuto fare i conti con gli autobus che non passavano.... ed ero su via Nazionale. Passavano solo le linee express e non fermavano alla nostra fermata. Dopo una lunga attesa abbiamo deciso di incamminarci verso piazza della Repubblica. Le ragazze hanno preso un autobus direzione Esquilino, per tornare al loro albergo, io mi sono messa alla ricerca della navetta alternativa, la M2 che ferma più o meno vicino alla metropolitana, ma ogni volta bisogna capire dov'è questo più o meno e di notte non è facile chiedere informazioni. Trovata la fermata, nuova attesa e alla fine sono riuscita a prendere l'autobus che mi avrebbe riportato dove avevo lasciato la macchina.

Come ho rimpianto di aver lasciato a casa il motorino...
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