venerdì, dicembre 22, 2006

Tutti a pesca

17/08/2006 Atollo di Ari- Merufenfushi


Finalmente una giornata diversa dal solito.
Per prima cosa siamo infatti sbarcati su un’isola abitata.

Si trattava in realtà di una tappa tecnica: bisognava infatti fare nuovo rifonimento di acqua per le esigenze della barca, ma ne abbiamo approfittato per vedere un villaggio maldiviano e comprare qualche souvenir.

Gli acquisti ci hanno preso poco tempo, i negozietti sono più o meno tutti
uguali e, a dire il vero, non è che ci sia molto da comprare.
La sosta ci ha consentito però di sgranchire le gambe e bere un caffè espresso al bar dell'isola. Espresso... si fa per dire.
Visto che non ne vende molti aveva la macchina spenta, quindi abbiamo dovuto aspettare che la macchina andassa in pressione.
Appena usciti dal bar abbiamo visto delle sagome nere in cielo.
A prima vista sembravano corvi, ma a quardarli bene ci siamo accorti che erano pipistrelli giganteschi!
In attesa che l'equipaggio terminasse le operazioni carico delle taniche, siamo andati a curiosare in un "cantiere natale" dove stavano costruendo un dhoni.
Abbiamo quindi ripreso la navigazione e abbiamo assisito ad un fenomeno curioso.
Un arcobaleno circolare attorno al sole, noi lo guardavamo a bocca aperta, ma il capitano ci ha detto che era un brutto segno: un presagio di pioggia.
La giornata, arcobaleno a parte, non prometteva nulla di buono.
Comunque dopo pranzo ci siamo spostati e siamo sbarcati su un'isoletta deserta, generalmente utilizzata dai clienti del vicino resort.

L'isola era pittosto sporca, ma il fondale molto ricco e interessante, abbiamo nuotato molto a lungo, mentre gli altri provavano a prendere il sole.



La pesca di ieri sera ha fatto venire voglia a molti di provare personalmente a procurare la cena per tutti.
Ci siamo così alternati un po' a poppa per pescare.
La prima cosa da dire è che la nostra attrezzatura era alquanto originale, ami, lenza e bottiglie di plastica.



Si perché al posto di canna e mulinello le nostre lenze erano assicurate ad delle bottiglie di plastica che, opportunamente manovrate, consentivano di dare lenza o recuperarla. In caso di grosse prede i membri dell'equipaggio avvolgevano la lenza ottorno alla vita e girando su loro stessi la recuperavano.
Inutile scrivere che cosa abbiamo pescato, si fa presto a vedere le foto che a leggere il commento.

Comunque il pescione rosso che vedete in ottime mani (quelle del cuoco) sarebbe diventato la nostra cena del giorno dopo, compliementi a Francesca.
La nostra serata di pesca ci ha dato anche un brivido.




Quello della cattura di alcuni squali. Quattro per la precisione.
Due si sono liberati da soli spezzando la lenza e se guardate bene la foto noterete che la lenza che utilizzavamo non era certo troppo sottile


Gli altri due li abbiamo liberati noi.
Uno però, il più piccolo (piccolo, si fa per dire, confrontate le sue dimensioni con quelle del pesce rosso!), il capitano lo voluto tirare a bordo per farcelo vedere, poi ci ha spiegato che è commestibile, ma che loro gli squali non li mangiano perché fanno bene al mare ed è lì che devono stare. 



Una serata decisamente eccitante che ci ha lasciato argomento di conversazione per giorni!
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