domenica, dicembre 31, 2006

Il Sinai di Davide (4): Dahab

Sulle strade di Dahab
Lasciando il monastero e dopo aver pranzato, ci dirigiamo verso Dahab, conosciuta anche come “Koh Samui” del Mar Rosso. Dahab, che in arabo significa “oro”, è situata tra Sharm el Sheikh e Nuwayba.

Questa deliziosa cittadina è la località prediletta dei subacquei e da tutti coloro che amano immergersi in un’atmosfera intrisa di cultura beduina, semplice e rilassante. Un vero rifugio hippy, a detta dei nostalgici.



Dahab, ultimo rifugio hippy
Qui si sono incontrati la cultura degli anni ’70 del Novecento e il modo di vivere dei beduini. Attenzione, a Dahab l’acqua non è potabile e pare che ogni anno provochi nuovi casi di epatite, è perciò consigliabile bere acqua in bottiglie chiuse.

Ci fermiamo un paio di orette per rilassarci e per fare un po’ di shopping , naturalmente, qui i prezzi sono più bassi che a Na’ama Bay. Lungo la passeggiata, chiamata Assalah, si susseguono ristoranti in stile beduino, centri sub e spiagge, dove chi è stanco di oziare nei bar all’aperto sulla spiaggia può praticare un’ampia varietà di attività, acquatiche e a terra.

Dopo una giornata intera di escursione, un po’ stanchi, ritorniamo al nostro villaggio per riposare e per prepararci, per l’indomani mattina, per un’altra emozionante visita, non prima però di aver fatto un girettino all’Hold Market di Sharm vecchia, per raggiungere il quale occorrono solo 10 minuti di cammino dal nostro villaggio…


Eccomi qui.
Questa volta nelle vesti di hippy, un tipo umano a rischio estinzione che fino ad alcuni anni fa a Dahab sopravviveva senza problemi.
Durante il mio primo viaggi in Egitto di hippy qui ne ho visti molti, ma ad essere hippy era tutta l'atmosfera di questa cittadina a pochi chilometri da Sharm el Sheik, ma che sembra lontana anni luce.

Una distanza che con il tempo si è andata assottigliando... Dahab, assomiglia sempre meno a Dahab e sempre più a Sharm. I locali hippy stanno lasciando il posto a quelli più eleganti,
Al risorante beduino si mangia seduti in terra
forse anche perché di hippy qui se ne vedono sempre meno. 

I ristoranti dove si mangiava seduti in terra stanno mettendo tavoli e sedie e i prezzi, anche se più bassi di quelli di Sharm, stanno salendo.
Da non perdere i negozietti di abbigliamento sul lungomare... vi troverete capi molto originali e che sicuramente a Sharm non vendono. 

Leggi anche:La prima parte del diario di Davide
Il primo approccio con il Mar Rosso
Il monastero di Santa Caterina
e non dimenticare di vedere altre immagini del suo viaggio
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