giovedì, novembre 09, 2006

17 anni fa


Sono trascorsi 17 anni da quel 9 novembre 1989 quando il crollo di un muro provocò un profondo cambiamento nella storia contemporanea dell'Europa... e non solo. Il muro è quello di Berlino, una vergogna per il mondo occidentale che dal 1961 aveva diviso in due la città, ma anche l'occidente. In realtà all'inizio, la notte tra il 12 e il 13 agosto 1961, più che di un muro si trattava di una barriera fatta da filo spinato, blocchi di cemento e barricate.


Poi arrivò il muro vero e proprio. Alto circa 4 metri e lungo 155 km, un lungo serpentone, anzi un doppio serpentone, che tagliava 92 strade berlinesi.

Un muro che molti vollero tentare di superare, molti ci riuscirno (circa 5 mila) ma oltre 200 persone morirono in questo tentativo, uccisi dai poliziotti di guardia. L'ultima vittima cadde solo nel febbraio 1989.

Quel 9 novembre di 17 anni fa intorno alle 18 durante una conferenza stampa fu data la notizia che ai berlinesi dell’Est sarebbe stato consentito l'attraversamento del confine. Nel giro di un'ora in tanti, tantissimi, accorsero ai chek point chiedendo di attraversare.

Troppi per feramarli, così furono aperti i varchi. Una caduta dunque virtuale, ma presto il muro fu smantellato pezzo per pezzo dalla folla. L'abbattimento ufficiale ebbe inizio il 13 giugno 1990 e il 3 ottobre dello stesso anno le due Germanie tornarono ad essere una. La caduta del muro, la riunificazione delle due Germanie... come sembrava lontano tutto ciò quando io ho visitato Berlino.

Eppure era il settembre del 1988... appena un anno prima. Superare quel muro allora per me, che ero solo una turista, rappresentava entrare in un mondo completamente diverso.

Dal punto di vista architettonico, quella che era Berlino Est era molto più bella del settore occidentale, con i suoi palazzi rispiarmiati dai bombardamenti dell'ultima guerra.

Eppure era una città ferita. Ferita dalla presenza di quel muro che impediva l'espatrio ai suoi cittadini, ma che non consentiva neppure l'entrata di determinate merci.
Ricordo ancora quelle buffe automobili che sembravano uscite da un luna park, o le cose che facevano mostra di sè nelle vetrine dei negozi o sugli scaffali dei supermercati.

Quando si entrava a Berlino Est era obbligatorio cambiare una certa quantità di marchi tedeschi in marchi orientali senza possibilità di riconvertirli in uscita.

Insomma andavano spesi o erano persi. Non ci crederete, ma non ci siamo riusciti e i soldi avanzati, alla fine, li abbiamo dati di mancia ad una cameriera!
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