lunedì, settembre 04, 2006

Sangue in Turchia e in Giordania



Un turista inglese è morto oggi ad Amman, ucciso dalla follia omicida di un uomo che ha improvvisamente aperto il fuoco contro un gruppo di turisti stranieri che si trovavano di fronte al teatro romano. Secondo una prima ricostruzione l’assassino, che ha circa trent’anni, avrebbe aperto il fuoco inneggiando ad Allah. Immediata la reazione della polizia che lo subito arrestato.
A sparare, per motivi ancora da stabilire, sarebbero stati in due. I colpi hanno anche provocato il ferimento di uno dei poliziotti e di altri cinque turisti (un neozelandese, un’australiana, un olandese e due britanniche).
Sono invece due le vittime del nuovo attentato che ha colpito la Turchia. Si tratta di un civile e di un poliziotto. Nell’esplosione, avvenuta in un parco di Van, nel Turchia orientale, sono rimaste ferite altre 14 persone.
L’ordigno era stato nascosto in un cestino dell’immondizia. Secondo le autorità locali la responsabilità dell’attentato andrebbe attribuita ai separatisti curdi del PKK.
Turchia e Giordania, due Paesi che ho visitato nel 2002. Una data che alla luce di questi fatti sembra veramente lontana. La Giordania allora veniva descritta come il Paese più sicuro del Medio Oriente. Un Paese che dopo un passato tormentato aveva raggiunto la tranquillità, a differenza del vicino Israele. A questo pensavo quando sulla cima del Monte Nebu guardavo oltre il fiume Giordano, una sottile linea d’acqua che oggi divide i due Paesi.
Diversa era la Turchia. Si sapeva di zone pericolose, ma nulla turbava le mete turistiche, soprattutto quelle lungo il Mediterraneo. Ora in pochi giorni la violenza ha iniziato a colpire senza scrupoli.
Per entrambi i paesi non sono i primi atti di violenza.
Lo scorso 10 novembre ad Amman cellule di Al Qaeda compirono tre attentati suicidi simultanei in altrettanti alberghi della capitale giordana. Allora il bilancio fu di 56 morti e circa 300 feriti.
L'ultimo attentato in Turchia giunge invece dopo una catena di attacchi compiuti nei giorni scorsi in zone turistiche della Turchia, a Istanbul, Marmaris, Mersin e Antalya. È in questa località balneare che si è avuto il bilancio più grave, con tre morti. Decine i feriti in totale. Questa volta invece non è stata colpita una meta turistica, ma una città a maggioranza curda.
Due paesi stupendi che ora rischiano di entrare nella lista delle mete da evitare, con grande danno per l’economia che proviene dal turismo.
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